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L’Italia continua a volare agli Europei, oro con le frecce della 4×100 sl maschile

L'inno risuona con Miressi, Ceccon, Zazzeri e Frigo. Ottimo argento di Scalia nei 50 dorso, Pizzini conquista un bronzo insperato nei 200 rana

Pubblicato:14-08-2022 21:58
Ultimo aggiornamento:14-08-2022 21:58
Canale: Sport
Autore:
4x100
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(foto di Andrea Staccioli e Andrea Masini / DBM)

ROMA – Dallo storico argento olimpico al bronzo mondiale, fino all’oro agli Europei. La 4×100 stile si prende il palcoscenico di Roma facendo risuonare l’inno in una giornata che fino a quel momento aveva regalato ‘solo’ l’argento di Silvia Scalia nei 50 dorso e il bronzo di Luca Pizzini nei 200 rana. Miracoli di una Nazionale pigliatutto, che ha abituato bene, non solo il pubblico in tribuna allo stadio del Nuoto: gli azzurri mettono la freccia (anzi, le frecce) e scappano via, nel medagliere del nuoto in vasca non c’è gara (8-5-4).

Alessandro Miressi, Thomas Ceccon, Lorenzo Zazzeri e Manuel Frigo vincono in scioltezza (3’10″50) tenendo a distanza l’Ungheria dell’onnipresente Kristof Milak (le fa tutte) e la Gran Bretagna. La crescita c’è rispetto agli Europei di Budapest 2021, dove il quartetto prese il bronzo, ma Ceccon frena gli entusiasmi. Una staffetta così deve vincere l’oro ai Giochi. Fino a quel momento il cerchio non sarà chiuso: “Siamo contenti ma non soddisfatti, lo saremo quando arriverà l’oro all’Olimpiade. Qui oggi mancavano in molti, compresa la Russia e va bene sfruttare queste occasioni ma finché non si vince l’oro, non abbiamo fatto nulla”, dice il veneto, che oggi la vittoria se la sentiva in tasca. “Magari non era scontata ma è stata abbastanza facile. Diciamo che più che con gli altri, era una gara contro noi stessi, e tra l’altro abbiamo fatto anche un buon tempo”.


Per dirla alla Zazzeri, l’artista del quartetto azzurro, si potrebbe azzardare che l’oro non è frutto di un’opera d’arte ma potenzialmente il primo bozzetto di un capolavoro. “Siamo a Roma, io la disegnerei con un gladiatore“, dice il 27enne fiorentino. Miressi si conferma sul 47″7 di questi giorni e confessa che “il pubblico ci ha galvanizzato tantissimo”, mentre Frigo racconta il dietro le quinte: “Il nostro tecnico Claudio Rossetto ci ha gasato dicendoci che “oggi avevamo l’occasione unica di gareggiare in casa, che magari non ci sarebbe più ricapitato di essere la prima staffetta a vincere un titolo europeo in Italia”.

SCALIA, UN ARGENTO CHE BRILLA

L’argento della maturità è quello di Silvia Scalia. La 27enne di Lecco nei 50 dorso nuota la seconda prestazione personale di sempre in 27″53, dietro solamente al record italiano di 27″39 siglato in semifinale, quando ha abbassato il 27″65 stampato ai Mondiali di Budapest. “Sono alle stelle perché è la prima medaglia individuale in vasca lunga della mia carriera- spiega l’atleta seguita da Matteo Giunta- Sono venuta a Roma per far bene e credo di essere andata anche oltre le mie aspettative. E’ una gioia incredibile“.

Il suo bronzo ha fatto commuovere Federica Pellegrini in tribuna. Quattro anni dopo Glasgow 2018, Luca Pizzini torna sul podio europeo e a 33 anni conquista il terzo posto nei 200 rana in 2’09″97. “Sono ancora qua, e pensare che alla vigilia dell’Europeo sarebbe stato già tanto arrivare in finale”, dice lo scaligero, anche lui allenato da Giunta proprio a Verona e che a novembre diventerà papà di Leonardo. “Alla famiglia” dunque la prima dedica, ma anche “a Federica, che si è commossa a vedermi sul podio, dopo tanti anni passati ad allenarci insieme”.

SUPER CARRARO, PASSANO CECCON E LAMBERTI

Nelle altre gare Matteo Rivolta, 31 anni a novembre, chiude con un buon sesto posto nei 100 farfalla, mentre nelle semifinali rubano la scena Marco De Tullio e Stefano Di Cola nei 200 stile: nuotano il primato personale e strappano il pass per la finale con il terzo (1’45″70) e quinto tempo (1’46″41). Il più veloce è il fenomeno David Popovici (1’44″91), mentre clamorosa è l’esclusione di Milak, solo decimo in 1’47″37. Ilaria Bianchi centra la qualificazione per la finale dei 100 farfalla, nuotando in 58″21 che vale il quinto tempo. Decima ed eliminata con 58″68 la primatista italiana Elena Di Liddo. Dritti in finale dei 50 dorso Ceccon, con 24″65 valido per il secondo crono, e Michele Lamberti, 24″82 per il quinto. Super tempo per Martina Carraro nei 200 rana. Miglior tempo e primato personale con 2’23″73 per la 29enne di Genova, che in finale nuoterà insieme all’altra azzurra Francesca Fangio (2’25″55), sesta.

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2022-08-14T21:58:26+02:00