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Ardea, Ares 118: “Nessun ritardo, soccorsi arrivati dopo 11 minuti”

"I nostri operatori hanno fatto di tutto ma purtroppo il quadro era irrecuperabile"
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ROMA – “La prima telefonata di soccorso al 112 è delle ore 10:57, immediatamente è stata trasferita ai Carabinieri perché erano segnalati spari, e al 118. Ares 118 si è immediatamente allertata inviando subito la prima ambulanza con medico a bordo, che è giunta sul posto esattamente dopo 11 minuti dalla telefonata. Successivamente, sono giunti anche gli altri mezzi di soccorso. Nonostante i ripetuti tentativi di rianimazione effettuati la situazione si è subito presentata compromessa, stante i danni irreversibili provocati dai colpi d’arma da fuoco. I nostri operatori hanno fatto di tutto ma purtroppo il quadro era irrecuperabile. L’Azienda ha reso disponibile per il proprio personale impegnato nelle procedure di soccorso il servizio di psicologi del lavoro di cui dispone per aiutarli a superare l’importante stress derivante da un evento così tragico”. Lo scrive in una nota Ares 118.

LEGALE DELLA FAMIGLIA DEI BIMBI UCCISI: “PERCHÉ PIGNANI AVEVA QUELLA PISTOLA?”

La famiglia è distrutta. Non ci sono parole per descrivere cosa stanno vivendo”. A parlare è l’avvocato Diamante Ceci, legale di Domenico Fusinato, padre di David e Daniel, i due bambini uccisi, insieme a un anziano, ieri ad Ardea dal 34enne Andrea Pignani.

“Io mi auguro che la Procura e le indagini facciano chiarezza su quanto accaduto e in particolare sul possesso di quella pistola, il motivo è solo uno: evitare che tragedie come queste accadano ancora” aggiunge Ceci.

“Noi vorremmo solo capire come quella pistola sia finita in mano a quella persona, era del padre morto da mesi, l’arma andava sequestrata. Poi vorremmo capire se e come i soccorsi sono stati tempestivi e se Pignani poteva essere contenuto in qualche modo, visto che in passato aveva già aggredito la madre con un coltello- prosegue- Ribadisco, l’intento è solo evitare che si ripetano fatti del genere. L’uomo quella pistola, non doveva possederla”.

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