NEWS:

Euclid dà spettacolo con immagini mozzafiato: saranno la guida per capire la materia oscura

Commento alle immagini di Gianluca Polenta, dello Science Data Center dell'Asi

Pubblicato:13-11-2023 14:26
Ultimo aggiornamento:13-11-2023 14:28
Autore:

FacebookLinkedIn

Crediti immagini: ESA/Euclid/Euclid Consortium/NASA

ROMA – Le prime 5 immagini  del cosmo svelate dalla missione Euclid sono spettacolari: straordinariamente nitide, offrono una visuale ampia su una porzione di cielo lontanissima. Sono la prova che il telescopio spaziale è pronto per la realizzazione della mappa 3D più grande dell’Universo, con l’obiettivo di svelare i misteri di materia ed energia oscura. La missione Euclid utilizza un telescopio spaziale con uno specchio primario di 1,2 metri di diametro, costruito dall’Agenzia spaziale europea (Esa), con la collaborazione di Nasa e Agenzia spaziale italiana (Asi), con l’Istituto nazionale di astrofisica (Inaf), l’Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn) e  numerose università italiane. Delle prime, emozionanti immagini, abbiamo parlato con Gianluca Polenta dello Science Data Center dell’Asi. 

“Nelle immagini che sono state rilasciate al pubblico nei giorni scorsi, osserviamo degli oggetti molto noti, ma li vediamo con un livello di dettaglio estremo. Abbiamo la possibilità di osservare, ad esempio, l’ammasso di galassie del Perseo, che contiene al proprio interno oltre 100.000 galassie. Abbiamo la possibilità di osservare la galassia a spirale Ic342 che si mostra in tutta la sua bellezza, si vede bene tutta la struttura a spirale della galassia e si riescono ad individuare all’interno le regioni di formazione stellare- commenta Polenta-.  Abbiamo altri oggetti, come ad esempio l’ammasso globulare Ngc6397, che è un oggetto che si trova circa 7800 anni luce da noi e contiene centinaia di migliaia di stelle. La caratteristica di Euclid, in questo caso, è che riescea combinare un estremo dettaglio nella qualità dell’immagine con un campo di vista abbastanza ampio per cui ha potuto osservare con un’unica immagine, ad esempio, l’ammasso globulare riuscendo allo stesso tempo a consentire di vedere in dettaglio queste stelle. C’è poi la nebulosa a Testa di cavallo che è un altro oggetto molto spettacolare da osservare soprattutto da osservare alle lunghezze d’onda di Euclid tra il visibile e il vicino infrarosso. Diciamo che queste immagini mostrano le capacità, le potenzialità di Euclid nello svolgere il suo programma scientifico. Per chi ha iniziato a lavorare a questo programma, oltre 10 anni fa, e ha partecipato quindi al disegno, alla progettazione e alla realizzazione dello strumento, vedere queste immagini, chiaramente è una soddisfazione incredibile perché è la prova che tutto il lavoro fatto ha prodotto uno strumento che funziona e funziona realmente bene.

LEGGI ANCHE: Euclid inizia a leggere la mappa di stelle per la ricerca di materia oscura

Per chi si occupa degli obiettivi scientifici della missione la pubblicazione delle 5 immagini è un importante punto di partenza.

L’obiettivo scientifico della missione Euclid è quello di studiare la natura dell’energia oscura e della materia oscura che costituiscono circa il 95% del nostro universo– spiega Polenta, a colloquio con l’Agenzia Dire-. La materia ordinaria, quella barionica di cui siamo fatti noi, costituisce solo una piccola percentuale di tutto l’universo. solo il 5%. Il resto è racchiuso in queste componenti misteriose di cui sappiamo poco. Sappiamo quantificare la loro presenza, quindi sappiamo quanta materia oscura c’è, sappiamo quanta energia oscura c’è, però non ne conosciamo la natura. Sappiamo studiarne un pochino le proprietà, sappiamo vedere il loro effetto gravitazionale, ma non ne conosciamo la natura. Quindi l’obiettivo di Euclid è quello di portare nuova conoscenza sulla natura di queste due componenti oscure. Il termine oscuro è anche legato al fatto che non le osserviamo con la luce visibile nemmeno con altre lunghezze d’onda, sono scure perché la materia oscura, ad esempio, non interagisce con la luce, quindi possiamo osservarne solo l’effetto gravitazionale”.

LEGGI ANCHE: Missione Euclid, tutto pronto: Italia in prima fila nello studio dell’energia oscura

Gli scienziati che lavorano alla missione scruteranno gli angoli lontani di cielo per i prossimi sei anni. 

“Se osserviamo delle galassie lontane e tra noi e queste galassie c’è una distribuzione di materia oscura, ad esempio per un ammasso di galassie, questa distribuzione in materia oscura è in grado di deviare i raggi di luce proveniente dalle galassie sul fondo, modificandone, quindi, l’aspetto, la forma, e questo è uno degli effetti che studia Euclid proprio per studiare la distribuzione di materia oscura. Per cui ha bisogno di avere un livello di dettaglio elevatissimo nella capacità di riconoscere la forma delle galassie, proprio per essere in grado di identificare questo effetto che si chiama di lente gravitazionale, di deformazione della forma delle galassie lontane ad opera della materia oscura che è presente tra noi e quelle Galassie”.

IL RUOLO DELL’ITALIA 

L’Agenzia spaziale italiana (Asi) è impegnata in prima linea nella missione Euclid. Supporta da sempre il programma e si occupa di coordinare tutto il contributo italiano alla missione, dalle attività scientifiche a quelle legate alla realizzazione degli strumenti. L’Italia ha fornito l’elettronica di controllo e di acquisizione dei dati sia per lo strumento Vis nel visibile che per lo strumento Nisp nell’infrarosso. Strumenti che sono stati anche realizzati dalle Industrie nazionali. Per quanto riguarda le attività scientifiche, queste vengono svolte da un consorzio di istituti e anche Università, tra cui l’Istituto nazionale di astrofisica, l’Istituto nazionale di fisica nucleare. L’Italia ricopre diversi ruoli di responsabilità all’interno del del consorzio che partecipa alla missione:  è responsabile di tutto il segmento di terra scientifico della missione, ovverosiala struttura all’interno del consorzio che ha il compito di svolgere tutte le attività di riduzione e analisi dei dati delle osservazioni raccolte dalla missione per estrarre poi le informazioni scientifiche. L”Italia anche responsabile di alcuni dei Working Group che si occupano poi proprio di estrarre alcune di queste informazioni scientifiche. L’Asi ha il ruolo di coordinare tutte queste attività e di supportarle. 

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it


FacebookLinkedIn