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Mieloma multiplo, secondo tumore del sangue più diffuso: in Italia seimila casi ogni anno

Presentato a Roma il policy brief Sanofi con dieci proposte per migliorare la presa in carico dei pazienti

Pubblicato:12-07-2023 17:58
Ultimo aggiornamento:05-10-2023 11:57

mieloma multiplo
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ROMA – Con 6mila nuove diagnosi ogni anno in Italia, il Mieloma Multiplo (MM) rappresenta il secondo tumore del sangue più diffuso, colpendo prevalentemente una popolazione anziana. Le innovazioni terapeutiche messe a disposizione negli ultimi anni, pur non avendo ancora raggiunto l’obiettivo della guarigione, hanno permesso una cronicizzazione della patologia – con un’alternanza tra recidive e intervalli di remissione – cambiando la sua evoluzione e la storia dei pazienti, ma generando al tempo stesso una maggiore complessità gestionale. Come affrontare la nuova sfida della cronicità e come rispondere alle esigenze dei pazienti, alla luce del progressivo invecchiamento della popolazione in Italia? È questo il quesito a cui cerca di rispondere il policy brief presentato a Roma ‘Conoscere il Mieloma Multiplo: come migliorare il percorso assistenziale’, sviluppato nell’ambito del progetto ‘Conoscere il Mieloma Multiplo’ promosso da Sanofi in partnership con European Myeloma Network Italy e l’Associazione ‘La Lampada di Aladino ETS’.

Il documento, hanno fatto sapere nel corso della conferenza stampa di presentazione, mira a offrire alle istituzioni una serie di proposte operative volte a “delineare un modello di presa in carico capace di rispondere ai bisogni ancora insoddisfatti dei pazienti affetti da Mieloma Multiplo”, proponendo di “potenziare l’integrazione dei servizi socio-territoriali con il sistema ospedaliero” e di “delocalizzare sul territorio alcune prestazioni a bassa complessità per ridurre il burden della patologia su pazienti e caregiver”.

Le esperienze combinate di clinici e pazienti hanno così dato vita ad un percorso conoscitivo interattivo rivolto ai parlamentari impegnati su temi socio-sanitari e finalizzato a “mettere in luce in modo rigoroso gli aspetti più rilevanti della patologia dal punto di vista scientifico e umano”, delineandone anche i bisogni ancora insoddisfatti. Il documento, in particolare, individua 10 proposte che si muovono lungo tre macro-direttrici: promuovere una maggiore integrazione tra Centri di ematologia e medicina territoriale nella presa in carico del paziente; declinare le linee strategiche del nuovo Piano Oncologico (PON) in modo da rispondere ai bisogni dei pazienti con Mieloma Multiplo; aumentare la conoscenza sul Mieloma Multiplo, a partire dai medici di medicina generale, ampliando gli esami ematici di routine da prescrivere alla popolazione over 60.


“Non essendo ancora disponibile una terapia che ne garantisca la piena guarigione e colpendo prevalentemente l’anziano, il Mieloma Multiplo rappresenta una vera e propria sfida per il nostro sistema sanitario nazionale- ha fatto sapere Vanessa Cattoi, della Commissione Bilancio della Camera dei deputati- Questo è dovuto soprattutto all’aumento della prevalenza, legato al progressivo invecchiamento della popolazione: secondo i dati ISTAT, infatti, entro il 2050 oltre un italiano su tre avrà un’età pari o superiore ai 65 anni. Ci tengo dunque a ringraziare i promotori del progetto ‘Conoscere il Mieloma Multiplo’ per aver acceso un faro su una patologia così grave e complessa e per aver portato, attraverso questo documento, delle proposte concrete per le istituzioni, volte a soddisfare le reali necessità dei pazienti e delle loro famiglie”.

“Se da un lato gli enormi avanzamenti terapeutici hanno portato a una cronicizzazione della malattia, permettendo ai pazienti affetti da Mieloma Multiplo di godere di lunghi periodi di remissione con una buona qualità di vita – pur nella piena consapevolezza della non totale guarigione – dall’altro lato questo ha generato una complessità gestionale per tutte le figure coinvolte: i medici, i decisori e i pazienti stessi. È proprio per questo- ha spiegato Mario Boccadoro, Professore Emerito di Ematologia presso l’Università degli Studi di Torino, presidente dello European Myeloma Network Italy e vice presidente dello European Myeloma Network- che abbiamo avviato un percorso condiviso tra medici e pazienti, volto a individuare le criticità e i principali bisogni insoddisfatti, al fine di sottoporre all’attenzione delle istituzioni delle soluzioni operative concrete per una migliore gestione del percorso assistenziale”.

“I progressi della ricerca stanno cambiando l’evoluzione di diverse malattie, tra cui il Mieloma Multiplo. Serve però un cambio di passo sulla presa in carico dei pazienti- ha sottolineato Davide Petruzzelli, presidente dell’Associazione ‘La Lampada di Aladino ETS’ e coordinatore nazionale di F.A.V.O. – Gruppo Neoplasie Ematologiche- per far sì che il nuovo approccio a queste patologie sia realistico, completo e di qualità. Nella fase storica che stiamo vivendo abbiamo l’opportunità di riconfigurare un sistema sanitario nazionale più vicino al cittadino, tendendo verso standard di assistenza sempre più elevati. Siamo lieti di aver preso parte a questo progetto per poter accendere i riflettori su patologie che vanno reinterpretate rispetto al passato, in un’ottica di continuo dialogo e confronto con le istituzioni”.


”Come Sanofi- ha concluso infine Fulvia Filippini, Country Public Affairs Head di Sanofi Italia- il nostro impegno è quello di portare soluzioni terapeutiche innovative per migliorare la qualità della vita dei pazienti. Questo, tuttavia, non riguarda solo la ricerca scientifica, ma anche lo sviluppo di partnership con le associazioni di pazienti, le istituzioni e le società scientifiche al fine di rispondere appieno ai bisogni dei pazienti, permettendo di raggiungere nuovi standard di diagnosi e di prevenzione per una presa in carico corretta. Attraverso il progetto ‘Conoscere il Mieloma Multiplo’ abbiamo voluto costruire una alleanza tra il mondo delle istituzioni, quello dei clinici e quello dei pazienti per raggiungere l’obiettivo di trovare soluzioni ai bisogni non ancora pienamente soddisfatti di questi ultimi. Ci auguriamo che il documento presentato possa rappresentare un passo avanti concreto in questa direzione”.

Il documento è stato redatto da un gruppo di lavoro composto da rappresentanti del mondo clinico e dei pazienti: Mario Boccadoro, Professore Emerito Ematologia – Università degli Studi di Torino, Presidente European Myeloma Network Italy, Vice Presidente European Myeloma Network; Michele Cavo, Professore Ordinario di Ematologia, Direttore della scuola di specializzazione in Ematologia Università di Bologna, Direttore dell’Istituto Seragnoli di Ematologia; Francesco Di Raimondo, Professore Ordinario di Ematologia, Direttore Divisione di Ematologia, Azienda Ospedaliera/Universitaria Vittorio Emanuele di Catania; Maria Teresa Petrucci, Dirigente Medico presso la divisione di Ematologia – Università la Sapienza Roma; Davide Petruzzelli, Presidente dell’Associazione ‘La Lampada di Aladino ETS’, coordinatore nazionale di F.A.V.O. – Gruppo Neoplasie Ematologiche; e un gruppo di pazienti affetti da Mieloma Multiplo: Marco Dell’Acqua, Aurora Graziosa, Cristian Mascia, Poalo Messina, Marilena Pisciella.

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