Crrsm, Dc-Psd-Ps: “Risposte su onorabilità nuovo cda”

SAN MARINO - Il fronte dell'opposizione Dc-Psd-Ps rivendica il
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SAN MARINO – Il fronte dell’opposizione Dc-Psd-Ps rivendica il diritto di avere un rappresentante nel Cda di Cassa di risparmio e torna a denunciare la mancanza di confronto sulle nomine da parte del governo. Ma soprattutto vuole risposte sul rispetto dei criteri di onorabilità, in particolare, per la figura del presidente, requisiti previsti dalle norme, dal regolamento di Bcsm nonchè dall’Odg approvato nel Consiglio grande e generale nel gennaio 2016. Da via delle Scalette, il segretario del Pdcs, affiancato dai capigruppo degli alleati, Alessandro Mancini, Ps, e Gian Carlo Capicchioni, Psd, convoca la stampa per fare il resoconto di quanto di “inverosimile” sia accaduto nell’ultima settimana. Punta quindi il dito in primis contro la richiesta pervenuta a tutte le forze di opposizione venerdì mattina, “alle 11.38”, di avanzare un nominativo da proporre all’Assemblea dei soci di Cassa di risparmio di lunedì, “da comunicare entro le 16,30 di sabato”. A tutte e cinque le forze di minoranza sono state concesse “poco più di 20 ore” per fare una valutazione, stigmatizza, “non solo su un possibile candidato ma anche alle modifiche dello statuto dell’istituto che, tra l’altro, cambia i requisiti richiesti e sono interventi sul testo non di poco conto”. Di qui le motivazioni che hanno spinto Dc, Psd e Ps ad incontrare la Reggenza per consegnarle un documento, da inoltrare all’esecutivo, in cui sono elencate le “anomalie” dell’iter scelto dal governo per il rinnovo dell’organismo dell’istituto bancario.

“Nonostante ciò- prosegue Venturini- il governo ha mandato, domenica alle 19.31, alle mail dei partiti, un’altra comunicazione in cui diceva di voler procedere comunque alle nomine del Cda di Cassa”, anche senza un nominativo avanzato dall’opposizione. E così è stato: lunedì mattina l’assemblea dei soci ha rinnovato il Cda. A Dc-Psd-Ps non piace che sia “coperto da tutti italiani, con un solo sammarinese proposto dalla Fondazione”, malgrado “i proclami per valorizzare le professionalità sammarinesi nei settori nevralgici”. Ma non solo: “Ad oggi non abbiamo nemmeno i curricula dei nuovi amministratori“, lamenta il segretario Pdcs. E poi, dulcis in fundo, gli interrogativi sollevati dalla notizia diffusa dalla testata on line Giornalesm del rinvio a giudizio, da parte del Tribunale di Salerno, di Nicola Romito, il neo presidente di Crrsm. “Dagli organi di stampa apprendiamo- chiarisce Venturini- che forse uno dei due componenti ha ancora qualche procedimento giudiziario in corso”. Ma “non sappiamo se Bcsm abbia già espresso il proprio gradimento sui requisiti di onorabilità degli amministratori”, parere che è vincolante per la conferma della nomina. Ma se “il governo tira dritto con la sua road map, senza tenere in conto il dovuto confronto con tutte le forze politiche“, Dc, Psd e Ps non sono intenzionati “a lasciar passare queste cosa all’acqua di rose”, ammonisce il segretario scudocrociato. Chiederanno così chiarezza su questi aspetti proponendo all’Ufficio di presidenza di domani un dibattito dedicato nella prossima seduta consigliare “e non in seduta segreta- chiosa- perchè i cittadini devono sapere”.

Quindi Alessandro Mancini, Ps, concorda sull’atteggiamento autoritario di governo e maggioranza: “Ci riempiamo la bocca- manda a dire- che Cassa è patrimonio di tutti e poi l’opposizione non è rappresentata nel Cda e si va avanti per slogan”. Le notizie sul neo presidente di Crrsm “vanno verificate- precisa- ma se non smentite nè dai diretti interessati, nè da governo e maggioranza, ci lasciano l’amaro in bocca”. E ancora: “Per il bene di Cassa di risparmio chiediamo che quanto prima ci arrivino dei chiarimenti“. Anche Capicchioni lamenta il mancato confronto e di avere l’impressione che “quando ci convocano, le decisioni le hanno già prese”. Sul candidato del Cda della minoranza, “vorremo capire- chiede- quale dei 5 nominati ricopre il profilo lasciato per l’opposizione e se la scelta è definitiva, o se c’è la possibilità successiva di lasciare il posto a un nostro rappresentante”. Su Cassa poi “non si può continuare con un’azione da rullo compressore“. E anticipa infine, da parte di Dc,Pds e Ps, la richiesta di un incontro con il governo sulle sue intenzioni, dopo l’incarico dato al Cda di redigere un piano di sviluppo dell’istituto entro 90 giorni.

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