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Obesità e sedentarietà? Viaggiano insieme (anche per i bambini)

Il medico dello sport Turchetta: "Non basta mangiare meno, bisogna muoversi di più"

Pubblicato:09-10-2023 17:21
Ultimo aggiornamento:09-10-2023 17:28
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nuoto
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ROMA – “Conosciamo il problema della sedentarietà e anche quello dell’obesità, perché per stare bene non basta mangiare meno, bisogna muoversi molto di più”. Attilio Turchetta, responsabile di Medicina dello Sport presso l’ospedale pediatrico Bambino Gesù, pensa “tutto il bene possibile” dell’iniziativa di Roma Capitale, che si è impegnata a stanziare un voucher da 500 euro per garantire lo sport a bambini e ragazzi tra i 5 e i 17 anni che provengono da famiglie in forte difficoltà economica, e ai disabili. 

PERCHÉ I BAMBINI NON FANNO SPORT

“Esistono tre tipologie di impedimenti alla pratica dell’attività fisica dei bambini- spiega Turchetta- impedimenti geografici, cioè la troppa distanza con i posti dove si pratica l’attività sportiva; impedimenti di natura sociale, perché nella famiglia manca ad esempio un’educazione allo sport; e, infine, impedimenti di tipo economico, soprattutto con l’inizio della scuola quando le famiglie sono già gravate dall’acquisto dei libri e allora bisogna scegliere quale spesa affrontare”. Queste di Roma Capitale sono “iniziative giuste nei tempi e nei modi, se riusciamo ad aiutare le famiglie avremo meno sedentari e meno obesità nel futuro”,  garantisce l’esperto. Perché si sa, le abitudini alimentari e gli stili di vita viaggiano insieme.

UN QUARTO DEI MINORI È OBESO

L’ultimo Rapporto sul Benessere equo e sostenibile (Bes) dell’Istat lo conferma: è salita in Italia la quota delle persone sedentarie, che raggiunge il 36,3%.  Inoltre, la sedentarietà aumenta con il crescere dell’età: 2 persone su 10 tra gli adolescenti e i giovani fino a 24 anni, fino ad interessare quasi 7 persone su 10 tra la popolazione di 75 anni e più. Restano allarmanti i dati sull’obesità: nella Penisola si stimano circa 2 milioni e 130 mila bambini e adolescenti in eccesso di peso, pari al 25,2% della popolazione di 3-17 anni.


BAMBINI, QUALE SPORT SCEGLIERE

Come si possono avvicinare i bambini alle giuste attività sportive in base all’età? “Se il bambino è molto piccolo- consiglia Turchetta ai genitori- meglio fargli frequentare un’attività fisica completa come il nuoto, l’atletica leggera e le arti marziali. Poi, mano a mano che cresce, entrano gli sport di squadra, tipo il calcio, il basket e la palla a volo. In età ancora più adulta si può passare a sport come il tennis o la scherma, perché sono attività più complesse in cui bisogna imparare a manovrare un attrezzo. In ogni caso- conclude il medico- non esiste uno sport migliore in assoluto, lo sport più idoneo è certamente quello dove farsi amici e divertirsi, dove stare bene quando lo si pratica. Ciò che conta, oltre a controllare l’alimentazione con cibi sani, è far muovere i bambini staccandoli da schermi e videogiochi”.

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