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Sinagoga Roma, 34 anni fa l’attentato. L’Ucei: “Basta oblio su quella tragedia”

Fu un attentato contro "tutti quei cittadini che, a Roma e in Italia, rifiutano l'odio, l'integralismo, la violenza" dice Noemi Di Segni, presidente dell'Ucei
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attentato-sinagoga-2ROMA – “L’Unione delle comunità ebraiche italiane, i presidenti delle singole comunità, tutti gli ebrei italiani. Insieme ricordiamo il drammatico 9 ottobre di 34 anni fa, quando terroristi palestinesi colpirono a morte non solo una famiglia, ma tutti quei cittadini che, a Roma e in Italia, rifiutano l’odio, l’integralismo, la violenza”. E’ il messaggio del presidente Noemi Di Segni, presidente Unione delle comunità ebraiche italiane, che continua: “Ricordando l’attentato al Tempio Maggiore in cui perse la vita il piccolo Stefano Gaj Taché, ricordando quelle ore convulse e drammatiche, ricordando la vergognosa campagna di odio che precedette l’attentato, sottraiamo questa terribile pagina del Novecento italiano da un oblio cui è stata troppo spesso condannata”.

“‘Stefano Gaj Taché era il nostro bambino, un bambino italiano’, ha sottolineato il capo dello Stato Sergio Mattarella nel suo emozionante discorso di insediamento lo scorso anno. Parole quanto mai cariche di valore e significato in questa ricorrenza”, conclude Di Segni.

Le immagini in bianco e nero sono tratte dal sito romaebraica.it

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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