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Salvini muove guerra al ‘fumo’ in attesa dell’arrosto elettorale

Il primo a saperlo è il premier Giuseppe Conte, che dovrà tener ben stretta la poltrona
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ROMA – La bocca è ancora amara. Difficile da digerire la cacciata del sottosegretario leghista, Armando Siri, dal Governo. Ma Capitan Salvini non è un leader che se ne resta lì a rimuginare. È uomo d’azione, e la vendetta la serve sia calda che fredda.

E lo si è visto subito all’opera: non erano passati che pochi minuti dallo scacco subito che subito partiva lancia in resta contro il ‘fumo’, i negozi che vendono cannabis, che il ministro vuol chiudere a colpi di controlli.

Il tema, sotto traccia, è quello della legalizzazione delle droghe leggere, che vede invece favorevole il M5S di Luigi Di Maio. I ‘grillini’ hanno replicato, continuerà quindi il gioco del botta contro botta fino alle elezioni europee.

A quel punto, quando il ‘fumo’ della cannabis si diraderà, apparirà l’arrosto: il sorpasso della Lega e l’arretramento del Movimento. Così scatterà la voglia di rivincita e sarà difficile per un Di Maio indebolito pensare di finirla a tarallucci e vino.

Il primo a saperlo è il premier Giuseppe Conte, che dovrà tener ben stretta la poltrona. Per quanto riguarda i ‘grillini’ anche nel variegato mondo degli eletti per la prima volta qualcosa si muove. Sul versante interno, infatti, vengono registrate scosse di lieve intensità ma sempre presenti, della componente che ormai mal sopporta l’alleanza con la Lega e che spinge per il cambio di rotta e… di Di Maio.

La maggioranza che regge il Movimento al momento sopporta e sta a guardare. Un problema però c’è, anche la ministra Giulia Grillo, infatti, a proposito di una possibile scissione, ha detto ‘mai dire mai’. E l’altro Grillo sta a guardare.

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