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Brasile, la sentenza del Tribunale supremo: Lula verso la libertà

Il Tribunale supremo federale ha dichiarato ieri incostituzionale la detenzione in carcere per chi ancora non ha ricevuto una condanna definitiva
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ROMA – L’ex presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva, detenuto dall’aprile 2018, potrebbe essere liberato. I legali dell’ex leader del Partito dos Trabalhadores (Pt) hanno richiesto infatti l’immediata scarcerazione del loro assitito dopo che il Tribunale supremo federale ha dichiarato ieri incostituzionale la detenzione in carcere per chi ancora non ha ricevuto una condanna definitiva.

“Parleremo con Lula – hanno fatto sapere i legali Cristiano Zanin Martins e Valeska Martins – e poi porteremo al giudice la richiesta per liberarlo subito, come effetto della sentenza del Tribunale supremo”.

Nel luglio 2017 Lula era stato condannato a nove anni e mezzo di prigione per corruzione nell’ambito dell’inchiesta sulle tangenti della multinazionale brasiliana Petrobras, ma era rimasto libero in attesa dell’appello. Il 7 aprile, dopo che in secondo grado la pena era stata aumentata a 12 anni, l’ex presidente si era consegnato alle autorità della città di Curitiba, dove è ancora detenuto.

La condanna ha portato anche alla revoca dei suoi diritti politici. Lula quindi non ha potuto partecipare alle elezioni dell’ottobre 2018 vinte da Jair Bolsonaro, nonostante le indicazioni in senso contrario delle Nazioni Unite.

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