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Comunali Milano, Sala fa correre i ‘riformisti’: “Peserò i voti per la giunta”

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Secondo il sindaco "sarebbe bellissimo per noi milanesi" veder nascere dal capoluogo lombardo un fronte del genere
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Di Nicolò Rubeis

MILANO – Le basi per un fronte unico liberaldemocratico e riformista a Milano ora ci sono tutte, manca solo l’annuncio ufficiale. Dopo mesi di tira e molla, e di “personalismi” come li aveva definiti il renziano Ivan Scalfarotto, l’accordo tra i vari partiti (Azione, Italia Viva, +Europa, Radicali) e le liste in supporto di Beppe Sala (Alleanza Civica per Milano, Lavoriamo per Milano ecc.) è ormai dietro l’angolo.

Superate le resistenze, specie di Azione che rivendicava il lavoro già iniziato sul campo, rimane solo da mettere in pista un nome e un simbolo, poi si potrà partire. Il progetto, che si pone come esperimento generale in vista di una replica nazionale da proporre, perché no, alle prossime politiche del 2023, è stato illustrato oggi al teatro Franco Parenti di Milano, alla presenza di numerosi rappresentanti politici e non.

Ospite speciale, ovviamente, il sindaco meneghino Beppe Sala: “Penso che ci sia un bisogno assoluto di questo fronte riformista– comincia il primo cittadino- certo è che state facendo un’operazione complessa e coraggiosa, sono due anni che in Italia si prova a mettere insieme questi mondi”.

Secondo il sindaco “sarebbe bellissimo per noi milanesi” veder nascere dal capoluogo lombardo un fronte del genere. “Ma non sarà semplicissimo- avverte Sala- invito tutti a farcela e non cedere a qualche personalismo visto che è un momento di andare oltre”. In ogni caso il tempo stringe, “ne avete, e quindi ne abbiamo, pochissimo- prosegue- e ci tengo che da questo momento si arrivi velocemente a un annuncio formale”.

Ma una cosa deve essere chiara: seppur insieme, i voti di ogni lista/partito saranno pesati e saranno fondamentali per il sindaco nella definizione della giunta in caso di eventuale vittoria alle comunali d’autunno: “Quando questo fronte sarà ufficiale- annuncia Sala- io convocherò il tavolo di coalizione. Ed è chiaro che il tema non è il valore teorico di una lista, ma quanti voti prende. Quando costruirò la giunta lo farò sulla base delle competenze e su quanti voti ogni singola compagine ha preso”.

Non poteva mancare, anche se intervenuto in collegamento da remoto, il grande mediatore dell’operazione, il renziano Gianfranco Librandi, che da settimane tesseva la tela del fronte unico riformista: “Oggi è un giorno importante e luminoso per il futuro dell’Italia e di Milano- commenta il deputato di Iv- Sala ha internazionalizzato la città e vuole proseguire il lavoro. Noi saremo al suo fianco e a breve presenteremo simbolo e nome della lista”.

A rimarcare invece il lavoro fatto sul campo da Azione anche a Milano in questi mesi ci pensa Giulia Pastorella: “Ora siamo tutti seriamente seduti a un tavolo- dice- da cui si può partire per una costruzione a cui noi teniamo. Azione ci arriva con un bagaglio costituito in questi mesi, con militanti e proposte, puntanto prima ai contenuti e poi alla credibilità delle persone. Ci impegniamo a portare questa ricchezza nel quadro della candidatura del sindaco Sala”.

Parole che assomigliano a ‘sassolini dalle scarpe’ da levarsi, specie nei confronti di Librandi, che qualche settimana fa aveva rivolto l’invito a convergere a tutti, Azione compresa, per evitare il rischio “figuracce”. Parole che non erano piaciute alla compagine milanese di Carlo Calenda che aveva sottolineato “l’inesistenza di Italia Viva” sul territorio. Ma dopo l’endorsement di Renzi a Calenda su Roma gli scenari sono cambiati. A mediare per il fronte riformista unico anche Marco Bentivogli e Sergio Scarpelli di Base Italia, che negli ultimi giorni hanno fatto recapitare un appello (che ha superato le mille adesioni) firmato da vari esponenti politici. Ora i pressupposti ci sono, mancano solo un nome e un simbolo.

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