Manifestazione dei sindacati a Roma per il Pubblico Impiego, Landini al Governo: “Non escludiamo uno sciopero generale in autunno”

"Stop tagli per un vero cambiamento"
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

ROMA – “Per cambiare davvero c’è bisogno delle lavoratrici e dei lavoratori”. E’ il messaggio a Palazzo Chigi rivolto in un tweet da Maurizio Landini, segretario generale della Cgil, alla manifestazione sul pubblico impiego a Roma Una Piazza del Popolo “piena. Tutti al lato dei lavoratori pubblici italiani. Siamo i lavoratori pubblici- si legge in altri tweet della Cgil FP- quelli che nonostante i tagli, la carenza di personale, la scarsità di mezzi garantiscono servizi pubblici tutti i giorni ai cittadini. Oggi lottiamo per i diritti di tutti. Non bastano le pacche sulla spalla. Servono risorse per mezzi, personale, strumenti”. A chi in piazza gli domanda se si sta valutando un possibile sciopero generale in autunno Landini risponde: “non escludo nulla, lo decideremo con Cisl e Uil”. 

FURLAN (CISL): GOVERNO RAFFORZI LINEA ECONOMICA, ASSUMERE IN PA

“Oggi siamo in piazza a Roma con le lavoratrici ed i lavoratori pubblici che manifestano per il rinnovo del contratto, assunzioni urgenti nella Pa, rafforzare i servizi pubblici per i cittadini. Il governo cambi la sua linea economica”. Così in un tweet la segretaria della Cisl, Annamaria Furlan, oggi in piazza alla manifestazione sul pubblico impiego a Roma.

BARBAGALLO (UIL) IN PIAZZA: FUTURO È PUBBLICO

“In una piazza del Popolo azzurra, la Uil c’è. Il futuro è pubblico”. Così in un tweet il segretario della Uil, Carmelo Barbagallo, oggi in piazza alla manifestazione sul pubblico impiego a Roma. Uil in piazza “per la difesa del pubblico impiego e per il rinnovo del contratto”.

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Leggi anche:

8 Giugno 2019
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»