Roma intitola a Ipazia un giardino a Tor Sapienza

Coltissima studiosa del IV secolo, direttrice della biblioteca di Alessandria, fu uccisa dal fondamentalismo religioso di alcuni cristiani
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ROMA – In occasione della Festa internazionale delle donne, a Roma è stato intitolato a Ipazia di Alessandria d’Egitto il giardino pubblico di via Giorgio Morandi 69 a Tor Sapienza. A scoprire la targa nello spazio verde, che vede la presenza anche di un’area giochi, è stato il vicesindaco di Roma, Luca Bergamo, in compagnia del presidente del V Municipio, Giovanni Boccuzzi.

“Sono felice di dedicare un giardino a Ipazia qui a Roma, ma anche in Paese in cui il pensiero scientifico è considerato minore rispetto a quello umanistico- ha detto Bergamo- la scienza è cultura. E mi piace pensare alla giornata di oggi come ad un altro mattone di una costruzione comune che Ipazia e altre dopo di lei hanno lasciato all’umanità”. La scelta è ricaduta su Ipazia di Alessandria, scienziata, astronoma e filosofa, nata del 370 d.C., proprio per il suo contributo nel campo della cultura e della scienza. Ipazia è stata una coltissima studiosa, direttrice della biblioteca di Alessandria, uccisa dal fondamentalismo religioso di alcuni cristiani.

PAOLONI (UNICUSANO): IPAZIA DONNA LIBERA, NON FEMMINISTA

Ipazia è stata una matematica, astronoma e filosofa, nata ad Alessandria d’Egitto nella seconda metà del IV secolo.

Figlia di Teone che studiava e insegnava nella città egiziana, all’epoca parte del nuovo Impero romano, divenne a sua volta professoressa di matematica e astronomia.

“Non credo che la decisione del Comune sia riconducibile a una questione di femminismo o di priorità delle donne- ha spiegato all’agenzia DIRE la professoressa Paola Paoloni, responsabile scientifico dell’Osservatorio sulle questioni di genere ‘Ipazia’, nato all’Università Niccolò Cusano- Perché Ipazia non era una femminista o una che raccontava le lotte sul genere, era solo una donna che esprimeva il suo pensiero scientifico e che non è stata condannata in quanto donna, ma in quanto era amica di un prefetto che all’epoca era in lotta con Cirillo, il vescovo di Alessandria d’Egitto”. La professoressa Paoloni ci ha tenuto a specificare che “per l’Osservatorio è stato scelto il nome ‘Ipazia’ perché l’obiettivo è quello di unire sia la parte scientifica, quindi di ricerca, sia la parte didattica all’interno dell’ateneo. Ipazia fu la prima scienziata e professoressa universitaria, è un simbolo di donna – visto che l’Osservatorio si occupa di questioni di genere – che rappresenta il libero pensiero. Non è una martire delle donne, è una martire del pensiero scientifico. La libertà di pensiero e la sua volontà di mettere la scienza davanti a tutto l’ha portata ad essere lapidata, non perchè donna, ma perchè accusata di non aderire al pensiero cattolico; era una questione più di politica che di sesso. Ci è piaciuta questa figura di donna libera e di scienza”.

“Il nostro Osservatorio- ha continuato poi Paoloni- è tutt’altro che militante, slegato da aspetti femministi, ma è soltanto uno studio della diversità delle donne nel contesto imprenditoriale e socio-politico”.

E venerdì, 10 marzo, proprio all’Università Niccolò Cusano, a Roma in via Don Carlo Gnocchi 3, l’Osservatorio scientifico sulle questioni di genere ‘Ipazia’ organizzerà il terzo workshop di gender: “Il workshop- ha spiegato ancora all’agenzia Dire la professoressa Paola Paoloni- si svolgerà in una sessione plenaria, dove ci saranno la parte scientifica, quella istituzionale e quella esperienziale. ‘Ipazia’ cerca di racchiudere le ricerche, ma anche la parte di esperienze imprenditoriali, perchè nasce con un cuore economico aziendale. Poi, ovviamente, lo studio di genere è più completo se ha carattere interdisciplinare, ecco perché abbiamo aggiunto anche l’area storico-sociologica, ma nasce come studio delle imprese, delle donne nelle corporate governance. Ogni anno abbiamo come parte esperienziale un’imprenditrice che ha avuto una idea particolare, l’anno scorso abbiamo avuto la vincitrice del premio Hermes, mentre quest’anno abbiamo una impresa originale, verrà infatti la dottoressa Fiorella Pallas, fondatrice di ‘Shine your talent training’. Oltre alla dottoressa Giuseppina Maiorano, coordinatrice dello Sportello donna forza 8, che è una parte del Bic Lazio”.

Poi la parte scientifica, “che ha una parte storica e una parte economica aziendale, quindi diciamo che la plenaria rappresenta un po’ tutte le attività di Ipazia: come studiosa, quindi la parte scientifica, come innovatrice, e anche come istituzione”. Nel pomeriggio invece, ha concluso Paoloni, “ci saranno molti interventi di studiosi che hanno partecipato alla call che abbiamo lanciato a novembre. Abbiamo scelto i paper migliori e saranno presentati con tre session parallele. Una storico sociologica e le altre due economico statistiche, con tematiche molto differenti”. Ma sotto un solo nome: Ipazia.

ECCO CHI ERA IPAZIA, MARTIRE DELLA LIBERTA’ DI PENSIERO

Ipazia, alla quale oggi il Comune di Roma ha intitolato un giardino pubblico, è stata una matematica, astronoma e filosofa neo-platonica, nata ad Alessandria d’Egitto intorno al IV secolo. Figlia ed allieva di Teone geometra, filosofo e insegnante, Ipazia superò il padre nelle scienze matematiche divenendo il capo della scuola alessandrina. Furono costruiti due strumenti su indicazioni di Ipazia: l’astrolabio, tramite cui è possibile calcolare la posizione di corpi celesti, e l’idroscopio, utile per misurare il peso dei liquidi.

Socrate Scolastico definì Ipazia come l’unica erede del platonismo di Plotino. Un’altra testimonianza proviene da Damascio, che descrisse Ipazia “di natura più nobile del padre, non si accontentò del sapere che viene attraverso le scienze matematiche a cui era stata introdotta da lui ma, non senza altezza d’animo, si dedicò anche alle altre scienze filosofiche”. L’uccisione della giovane astronoma per mano di alcuni fanatici cristiani la resero “martire della libertà di pensiero”. Ipazia insegnò ad entrare dentro di sé guardando al di fuori, seguendo il rigore della scienza.

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