Celentano contro Brugnaro, il sindaco di Venezia: “Lo invito e gli spiego”

Il sindaco di Venezia risponde a Celentano dopo l'invettiva dell'attore e show man durante l'ultima puntata di Adrian per il referendum mancato sulla separazione da Mestre
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VENEZIA – “Sto parlando con la famiglia di Celentano per invitarlo qui, mi voglio spiegare“. Così il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, interviene dopo l’attacco mosso da Adriano Celentano durante la puntata di “Adrian” di giovedì 5 dicembre, in cui l’artista ha criticato l’appello a non votare al referendum sulla separazione di Venezia e Mestre dell’1 dicembre, e anche i cittadini che in effetti non hanno votato, facendo sì che non si raggiungesse il quorum. “Brugnaro, in compagnia di Cacciari e di entrambi i suoi successori, sono stati i veri promotori della svendita di Venezia”, ha esordito il Molleggiato, che ha proseguito così: “Loro quattro infatti, chiamati anche i quattro dell’orsa peggiore, hanno incitato i cittadini di Venezia ad astenersi dal voto e il quorum così si è ammalato”.

Queste le riflessioni di Brugnaro a distanza di 24 ore dalla trasmissione tv: “Capisco anche le intemperanze perché, mi dispiace dirlo, ma sono 20 anni che alcuni dicono sciocchezze su come si devono risolvere problemi a Venezia“, continua il sindaco convinto che se avrà la possibilità di incontrare Celentano potrà mostrare il suo operato e i risultati conseguiti, dimostrando l’estraneità di Comune e Regione nella gestione del Mose, almeno fino a questo momento, e l’impossibilità di intervenire sul tema delle grandi navi per mancanza di competenze.

“Celentano è un protagonista della nostra vita civile e va rispettato in questo senso, e sappiamo che è un grande amante dell’ambiente ed è stato uno dei difensori anche dei diritti civili su tante cose”, continua il sindaco. Quindi “non posso rispondere con lo stesso tono, sarebbe sbagliato da parte mia, che sono molto più giovane da questo punto di vista. Ma se avrò occasione di parlargli con calma, con tranquillità, senza polemiche e senza voler avere ragione, sono convito che lo troverò alleato. Le persone per bene cambiano idea”.

Ciò detto, in merito all’attacco nei confronti dei veneziani che non sono andati a votare, “noi siamo convinti che serva più unità, si deve rispettare anche chi ha un’idea diversa“, afferma Brugnaro evidenziando che l’80% di astensione è “un record nazionale storico di assenza al voto”, ed è un simbolo della “protesta contro il quinto referendum per la separazione”. Dire no all’istituzione di due Comuni diversi per il centro storico e la terraferma “non vuol dire non riconoscere la necessità di una legge speciale per Venezia, tutt’altro”, assicura Brugnaro, anticipando di voler spiegare a Celentano che l’amministrazione cittadina non ha potere sulle grandi navi. “Non le possiamo interrompere noi, abbiamo fatto le proposte per spostarle, non siamo noi che vogliamo le navi che passano per San Marco“, e allo stesso modo “non siamo noi, né il Comune né la Regione, ad aver messo becco sul Mose”. E proprio per questo la richiesta è di “dare più potere alla comunità locale, oggi ci sono io e domani sarà qualcun altro”, conclude Brugnaro.

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