Coronavirus, a Bologna ecco spesa e libri ‘a casa’ di chi non ce l’ha

Ogni sabato per due mesi ai senzatetto arriverà un sacchetto con prodotti alimentari e sanitari
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

BOLOGNA – Più passano i giorni di quarantena, più aumentano le azioni di solidarietà, dalle donazioni alle spese consegnate a casa di chi è più in difficoltà. Ci sono anche tante persone però che non possono ricevere la spesa a domicilio, semplicemente perchè una casa non ce l’hanno. Sono i tanti senzatetto che ‘vivono’ le strade delle città italiane e che, oggi più che mai, hanno bisogno di aiuto, non solo per poter mangiare ma anche per proteggersi, tutelando la propria salute. A Bologna ci pensano, anche, alcuni volontari delle associazioni Yabasta, Làbas e Tpo che, ogni sabato per due mesi, si impegnano a consegnare un sacchetto con prodotti alimentari e sanitari ai senza fissa dimora sotto le Due Torri.

LEGGI ANCHE: Coronavirus, le mascherine? Saranno prodotte in carcere: “Anche i detenuti daranno il loro contributo”

Ogni sacchetto ‘vale’ circa 15 euro, e per garantire continuità al servizio, le associazioni hanno lanciato una campagna di crowdfunding aperta alla cittadinanza sulla piattaforma ‘produzionidalbasso.com’. Bastano 15 euro per garantire a chi vive in strada un panino, un frutto e un dolce. Ma anche dentifricio, spazzolino, salviette e gel disinfettanti, guanti di lattice e assorbenti.

Dentro al sacchetto stiamo provando anche a mettere un libro. Sabato scorso in molti sono rimasti piacevolmente colpiti da questo gesto”, dice Tommaso di Labas, spiegando che la fornitura di libri è in collaborazione con Quaderni urbani, la ‘libreria’ del centro sociale in vicolo Bolognetti. Gli stessi volontari che si adopereranno nella ‘staffetta alimentare partigiana‘, il mercoledì mattina e la domenica sera sono già attivi nella distribuzione pasti alle persone bisognose, sostituendosi per il momento alle suore della Caritas che, considerata l’emergenza sanitaria, sono impossibilitate per ‘problemi’ anagrafici.

LEGGI ANCHE: Istat: “Un terzo della famiglie non ha pc o tablet in casa”

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

Leggi anche:

6 Aprile 2020
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»