A Roma 100 incontri con 300 scrittori, torna Libri Come VIDEO

Il curatore Marino Sinibaldi: "Confini' è il tema di 'Libri come', ma anche delle nostre vite"
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ROMA – Per l’ottavo anno consecutivo Roma si prepara a diventare capitale del libro.

Dal 16 al 19 marzo, infatti, torna ‘Libri come’, la grande festa del libro e della lettura che si svolge all’Auditorium Parco della Musica e che quest’anno coinvolgera’ anche 14 biblioteche della citta’.

I numeri sono da grande evento: oltre 100 incontri con più di 300 scrittori italiani e internazionali in 5 sale contemporaneamente.

Gli ospiti sono di primissimo piano: Ian McEwan, Emanuel Carrere, Vladimir Sorokin, Carlos Ruiz Zafon, Rainer Stach, Gart Shteyngart, Eskhol Nevo, Paul Beatty, Teju Cole e Juan Pablo Escobar. Tra gli italiani Massimo Recalcati, Zerocalcare, Mauro Covacich, Emanuele Trevi, Francesco Piccolo, Paolo Cognetti, Nicola Lagioia, Chiara Valerio, Mario Calabresi, Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella. Tema dell’evento e’ la parola ‘Confini‘ declinata nei vari aspetti: politici, generazionali, linguistici, geografici, immaginari. L’inaugurazione e’ prevista giovedì 16 alle ore 19 in 14 biblioteche di quartiere mentre la manifestazione si svolgera’, in parte, non più’ nel Garage ma in spazi all’interno dell’Auditorium.

“Abbiamo rinnovato ‘Libri come’ con un format diverso, aperto ai giovani, che entra nella citta’ e con una nuova veste grafica- ha detto l’ad di Fondazione Musica per Roma, Jose’ R. Dosal– Abbiamo abbattuto i ‘confini’ di questo luogo e sono certo che saranno tre giorni di grande interesse per tutti. Roma dev’essere capitale del Libro, non solo del cinema o dei musei”.

Un’attenzione e’ rivolta alle scuole, con un programma per gli studenti dei licei. Tre appuntamenti con il direttore de La Repubblica, Mario Calabresi, il grecista Andrea Marcolongo e la scrittrice di fantasy, Licia Troisi. La maggior parte degli incontri sono a ingresso libero. Per gli altri il biglietto e’ di 3 euro.


SINIBALDI: ‘CONFINI’ E’ TEMA DI ‘LIBRI COME’, MA ANCHE DELLE NOSTRE VITE

“‘Confini’ è una parola che ha tanti significati e un peso enome nella nostra società. Viviamo senza confini come mai nella storia, il nostro è un tempo di vite sconfinate ma nella realtà poi ci sono vecchi e nuovi confini geografici, confini religiosi, confini generazionali. Ai libri chiediamo non solo il piacere della lettura ma anche la sfida di farci capire qualcosa di più del mondo. Per questo abbiamo scelto questa parola”. Lo ha detto, intervistato dall’agenzia DIRE, Marino Sinibaldi, curatore di ‘Libri come’.

“Gli scrittori che fanno parte del programma di quest’ottava edizione hanno tutti si sono tutti misurati con un confine- ha spiegato Sinibaldi- e parlano in nome di un valore che è la libertà di scrittura, di espressione, che è il più grande antidoto ad ogni confine oppressivo. La parola più importante di salvezza di fronte a un confine è libertà”. L’ottava edizione di ‘Libri come’ porta delle novità: un logo diverso, la scomparsa del Garage, l’apertura alle biblioteche di Roma.

“Ci sono elementi che abbattono i nostri confini- ha sottolineato Sinibaldi- Va bene stare tre giorni all’Auditorium in una specie di paradiso del libro, ma non si può ignorare la città e i luoghi di confine per noi sono le biblioteche. Quindi giovedì 16 non ci sarà la classica inaugurazione ma 14 incontri in 14 biblioteche. Per quanto riguarda il Garage, a me piaceva l’elemento di confusione che c’era, il chiasso della vita, ma da quest’anno ci saranno spazi più silenziosi capaci di generare quell’attenzione che i libri meritano”.

Sulla situazione del libro a Roma, Sinibaldi ha osservato: “A Roma ci sono molte realtà diverse: Libri come, Più Libri Più Liberi, il Festival delle Letterature. Nella Capitale ci sono realtà che rappresentano bene la vita del libro a Roma, che è legato a case editrici più piccole, ma numerose e vitali. Questo fa di Roma una capitale del libro diversa rispetto, per esempio, a Milano e Torino. Naturalmente a Roma scontiamo situazioni difficili come la chiusura delle librerie o il fatto che in questa città il libro non sia mai stato molto popolare. Conterà molto cosa farà la politica per sostenere iniziative come questa“.

di Alessandro Melia, giornalista professionista

Videoservizio di Flavio Sanvoisin

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