Turismo, arrivano i primi 15 milioni per la rete ciclabile

I primi cinque itinerari andranno a gara entro l'anno e sono distribuiti in tutta la Sardegna, dal nord al centro fino al sud
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CAGLIARI – La rete ciclabile della Sardegna comincia a prendere forma. A un anno e mezzo dall’avvio del percorso di progettazione dal basso che ha coinvolto 65 associazioni, 209 enti locali, gli assessorati al Turismo, all’Agricoltura, all’Ambiente e agli Enti Locali, l’Enas e l’agenzia Forestas, la Giunta ha approvato lo studio preliminare predisposto dall’Arst in collaborazione con l’università di Cagliari stanziando i primi 15 milioni di euro. Lo studio, presentato oggi in conferenza stampa dall’assessore ai Lavori pubblici Paolo Maninchedda, è il documento essenziale per poter procedere ai bandi di progettazione e poi di esecuzione dei lavori e accoglie le indicazioni che la Regione aveva dato ad Arst: utilizzare il più possibile i tracciati della rete ferroviaria dismessa e garantire il maggior livello di sicurezza e il minor impatto ambientale possibili. L’assessore al Turismo, Francesco Morandi, che ha partecipato alla conferenza stampa insieme all’amministratore unico di Arst Franco Marras, ha definito il piano “la più grande infrastruttura turistica mai realizzata in Sardegna”.

I primi cinque itinerari “vanno a gara entro l’anno e sono ben distribuiti in tutta la Sardegna, dal nord al centro fino al sud– spiega Maninchedda-. La cosa interessante è che connettono da subito circuiti extraurbani con circuiti urbani, questo è l’obiettivo che realizzeremo con i primi 15 milioni. Per completare i 1.400 chilometri mancanti competeremo con gli altri Stati europei e le altre regioni italiane sulle risorse europee che finanziano soltanto chi ha pianificazione avanzata”. La bicicletta non è più solo uno strumento di svago, sottolinea l’assessore, ma “è un mezzo di trasporto e anche un produttore di ricchezza sostenibile e di salute. È stato stimato che un euro investito in ciclabilità restituisca un euro di ricaduta economica nel comparto turistico, cioè ha un ritorno altissimo”. Per Morandi, si tratta del “più importante progetto di infrastrutturazione turistica che la regione abbia mai visto, un esempio di come si può lavorare insieme ai territori ottenendo risultati significativi funzionali allo sviluppo. Con la rete ciclabile della Sardegna, oltre 2.000 chilometri di percorsi, possiamo costruire un prodotto legato a sostenibilità, crescita economica delle zone interne e a destagionalizzazione, realmente complementare al “marino balneare”. La domanda esiste “e risponde alle esigenze di un mercato sempre più competitivo- continua-. Perciò è fondamentale connettere le piste a porti e aeroporti, alle grandi città e alle altre modalità di trasporto. Il progetto di ciclovie promosso dalla Regione si lega perfettamente ai grandi eventi, come la partenza del Giro d’Italia, nell’ottica di costruzione di un’offerta concreta e fruibile per dodici mesi all’anno”.

L’Arst partecipa al progetto di costruzione delle ciclovie “nell’ottica di integrare la mobilità tradizionale su gomma con altri sistemi- ribadisce Marras-. Con l’ammodernamento del parco rotabile sarà più semplice trasportare le biciclette a bordo dei bus e dei treni e quindi poter usufruire con maggiore facilità di tutti i percorsi ciclabili sull’intero territorio regionale”. Nel dettaglio, la rete complessiva si sviluppa per più di 2.000 chilometri lungo i cinque itinerari previsti dall’atlante ciclistico della Sardegna. In particolare è prevista una rete principale (costituita da tre dorsali: centrale di 300 chilometri, costiera occidentale di 630 chilometri, costiera orientale 580 chilometri) e una rete secondaria per 1.200 chilometri. Il costo totale è stato stimato in 225 milioni di euro: i finanziamenti necessari a realizzare per intero l’intervento saranno intercettati anche dai fondi europei, per accedere ai quali era indispensabile dotarsi di un piano. La rete sarà ora sottoposta alla verifica dei requisiti previsti per far parte della rete Eurovelo, composta da 14 ciclovie in tutti i Paesi europei per un totale di 70.000 chilometri di cui 45.000 già realizzati e attrezzati.

di Andrea Piana, giornalista professionista

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