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Bernaudo (Sos Partita Iva): “Quattro domande a chi vuole uscire dall’euro”

Il leader di Sos partita Iva entra nel dibattito sulla possibile uscita dell'Italia dall'euro, invocata in modo trasversale da alcuni partiti politici italiani
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Foto d’archivio

ROMA – “Siamo tutti d’accordo che l’Europa è attualmente un carrozzone costosissimo, che aumenta il carico burocratico per cittadini ed imprese”. Così il leader di Sos partita Iva, Andrea Bernaudo, entra, dal suo profilo facebook, nel dibattito sulla possibile uscita dell’Italia dall’euro, invocata in modo trasversale da alcuni partiti politici italiani.

“Va premesso, tuttavia- continua- che gli oltre 800 miliardi di spesa pubblica in Italia non ce li impone e non ce li ha imposti Bruxelles e che lo Stato italiano, in 70 anni, ha operato scelte interne di politica economica e fiscale folli, spingendo il total tax rate al 65,8% sulle attività produttive, deprimendo qualsiasi anelito di ripresa, relegando questo paese ai margini e costringendo le imprese a chiudere e a scappare”.

“Credo- dice ancora Bernaudo- che il dibattito sulla possibilità che l’Italia esca dall’euro debba assurgere ad un livello più alto rispetto alla facile propaganda malpancista. Vorrei che i teorici dell’Italia-Exit ci rispondessero, quindi, a queste semplici domande:

1) In che modo uscire?

2) In che percentuale (le stime parlano di 30-50%) prevedono la svalutazione della ‘nuova lira’?

3) Come affrontare il conseguente esorbitante aumento del prezzo delle materie prime, dal petrolio, al gas ecc. e della tecnologia internet e telefonia?

4) Come affrontare l’enorme montagna di debito pubblico senza il Qe della Bce di Draghi e il conseguente aumento del tasso d’interesse su mutui, prestiti ecc.?”.

“Ecco- conclude Bernaudo- vorrei risposte puntuali, una per una, ma convincenti. Noi produttori, al contrario di molti scienziati della politica siamo pieni di dubbi, ma guardiamo con rigore i numeri, perché solo su quelli la politica dovrebbe basare le proprie scelte economiche che possono avere un impatto formidabile sulla vita degli italiani”.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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