Ex Ilva, Renzi e Landini d’accordo: “Rimettere lo scudo, basta alibi per Arcelor Mittal”

Il fondatore di Italia Viva e il segretario generale della Cgil sono d'accordo: "Arcelor Mittal non vuole rispettare gli impegni, governo non fornisca alibi"
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ROMA – “Credo che si possa agevolmente recuperare la questione dello scudo penale anche con un emendamento al Decreto fiscale che sta per arrivare in Parlamento (lo ha già preparato la collega Lella Paita e lo firmeranno molti di noi)”. Così Matteo Renzi, leader di Italia Viva, nella enews.

“Io sostengo che lo abbiano previsto da tempo e usino la scusa della rimozione dello scudo penale (scelta sbagliata del Governo Conte 1, scelta ancora non sanata – purtroppo – dall’attuale maggioranza) per andarsene. Parlare dello scudo penale significa guardare il dito mentre il dito indica la luna”, sottolinea.

“Tuttavia il problema è che io ritengo che Mittal se ne voglia andare e stia cercando pretesti. E penso che in un Paese serio si dovrebbe agire insieme per trovare una soluzione, anziché litigare. I populisti passano il tempo in TV a cercare un colpevole, le persone serie invece provano a cercare una soluzione. Ho detto al ministro Patuanelli che noi siamo pronti a tutto pur di trovare una soluzione. E Italia Viva c’è perché a noi non interessa ottenere visibilità ma salvare oltre diecimila posti di lavoro. Io non mi rassegno alla chiusura di Ilva. E lavoro per evitarla”, conclude.

LANDINI: BASTA ALIBI, TORNI SCUDO PER ARCELORMITTAL

Il governo “deve togliere ogni alibi ad Arcelor Mittal, facendo applicare l’accordo che a suo tempo fu firmato e torni a quanto convenuto ai primi di settembre, cioè alla logica che non si può imputare ad Arcelor Mittal cose che possono riguardare chi ha gestito l’azienda prima di lei”. Lo ha detto il segretario della Cgil, Maurizio Landini, parlando a Radio Anch’io del caso Ilva.

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