La reporter Mostafa in carcere in Egitto, svelò il depistaggio sul caso Regeni

Gli avvocati: "Scomparsa per 24 ore, non conosciamo ancora le accuse"
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ROMA – In Egitto una giornalista che sabato scorso era a Luxor per condurre un’inchiesta è scomparsa, e solo il giorno seguente la famiglia e gli avvocati hanno scoperto che si trovava in stato di fermo cautelare in una prigione al Cairo.
Si tratta di Basma Mustafa, un nome già noto alle cronache italiane perché fu lei a svelare il depistaggio in atto sulle indagini avviate dalle autorità egiziane per far luce sulla morte di Giulio Regeni, il ricercatore di Cambridge assassinato nel 2016. Secondo Karim Abdel-Rady, uno degli avvocati e marito della donna, Mostafa è comparsa davanti al giudice nella mattinata di ieri, senza potersi mettere in contatto con nessuno.

 Il tribunale ha stabilito 15 giorni di detenzione cautelare ma gli avvocati di Mostafa non sono riusciti a sapere con quali capi d’accusa la donna è stata imprigionata. La giornalista, che lavora per la testata online ‘Al-Manassa’, era a Luxor per documentare l’uccisione di Awais Al-Rawi il 30 settembre scorso. Secondo i famigliari della vittima, l’uomo si era opposto all’arresto del fratello, accusato di aver preso parte a una manifestazione contro il governo il venerdì precedente, e per questo i poliziotti gli avrebbero sparato.

Stando ai media egiziani infatti, a Luxor e in varie città di provincia si sono registrati negli ultimi giorni diversi cortei per protestare contro le difficili condizioni economiche che il Paese attraversa, innescate dalla crisi causata dall’epidemia di coronavirus e dall’aumento dei prezzi di prima necessità. La testata Al-Manassa conferma che Basma Mostafa era a Luxor per documentare questi fatti quando un agente di polizia l’ha fermata per chiederle i documento d’identità,. È stata la reporter a comunicarlo per telefono ai colleghi intorno alle 11 di sabato mattina, spiegando che l’agente, dopo il controllo, avrebbe continuato a seguirla. Dopo qualche ora sia i colleghi che il marito hanno perso i contatti, da qui l’ipotesi che Mostafa sia stata arrestata e portata al Cairo.

Al-Jazeera fa sapere di aver contattato le autorità giziane ma di non aver ricevuto commenti sul caso di Mostafa. La testata internazionale osserva inoltre che l’incidente ha riportato nel dibattito il tema delle difficoltà, anche giudiziare, che il mondo dell’informazione incontra in Egitto: secondo Al-Jazeera non sarebbe la prima volta che un cronista viene arrestato perchè sprovvisto dei relativi permessi.
La testata indipendete Mada Masr riferisce invece che dal 2017 almeno 500 siti internet sono stati bloccati in Egitto, tra cui anche Al-Manassa, a cui è possibile accedere solo dall’estero.

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5 Ottobre 2020
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