VIDEO | Premio Pair a Tornatore: “Sigilla il mio amore per l’America”

L'intervista al regista a margine della premiazione
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ROMA – Personalita’ che costribuiscono a costruire quel ponte simbolico tra l’Italia e gli Stati Uniti, e che sanno essere fonte di ispirazione col loro lavoro: questi i criteri con cui il Centro studi americani seleziona ogni anno i vincitori del Prize for american italian relations (Pair).

In questa edizione 2019, la scelta e’ caduta sul regista Giuseppe Tornatore nella sezione ‘Arte e cultura’, sula virologa Ilaria Capua per ‘Scienza e tecnologia’, e infine sul Ceo del ‘New York Times’, Mark Thompson, per la categoria Scienze umane, sociali, letterarie ed economiche. Un premio prestigioso, che negli anni passati e’ andato a personalita’ del calibro di Ennio Morricone e Nicola Piovani, all’austronata Paolo Nespoli o al presidente emerito Giorgio Napolitano.

“Questo premio e’ il sigillo al rapporto che c’e’ tra me e l’America” ha detto il regista premio Oscar per ‘Nuovo cinema paradiso’, Giuseppe Tornatore. Gli Stati Uniti, prosegue, “li ho conosciuti da ragazzo attraverso il cinema e la letteratura, e poi grazie ai miei film che laggiu’ sono stati distribuiti con un buon successo. Da allora ho cominciato a frequentare l’America, a conoscerla, e ad avere rapporti con tante persone che vivono e lavorano in quel paese e che prosegue da molti anni”.

Come descrive il suo lavoro?

“Ho sempre cercato di cambiare- risponde il regista all’agenzia ‘Dire’– ma non tanto per voglia di cambiamento in se’. Mi piace trattare storie sempre diverse, perche’ questo mi restituisce un po’ dell’emozione, della vibrazione del primo film: e’ la sensazioni dell’esordio”.

Con l’avvento di Donald Trump in Italia c’e’ chi non vede piu’ l’America come un tempo. Cosa ne pensa?

“Sicuramente Trump ha cambiato la percezione dell’America in Italia- dice ancora Tornatore- ma io credo che il senso di quel grande Paese, della sua straordinaria storia e della sua grande cultura, siano talmente importanti per il nostro Paese che un Trump non basta a cancellarlo”. Ora in Italia l’avvento di un nuovo governo: che ne pensa? “Mi auguro che faccia bene, perche’ l’Italia ne ha bisogno”. Che cosa consiglia ai giovani cineasti? “Di insistere, e di resistere”.
Ilaria Capua e’ virologa di fama internazionale, definita dalla rivista americana ‘Seed’ “una mente rivoluzionaria”: e’ stata la prima a decodificare lo schema del genoma dell’influenza aviaria e, soprattutto, a renderlo disponibile poiche’ convinta che le conoscenze scientifiche debbano essere accessibili a tutti. Un gesto che ha aperto la strada ad un approccio diverso nella gestione dei risultati della ricerca. “Il premio Pair- ha detto ancora alla ‘Dire’ Capua, attualmente direttrice del One Health Center of Excellence alla Florida University- e’ un riconoscimento di cui sono molto orgogliosa, perche’ mi rafforzera’ nel tentativo di essere ponte tra l’Europa e gli Stati Uniti, e in particolare tra l’Italia e gli Usa”.

Cosa suggerisce ai giovani che sognano di intraprendere la sua strada?

“Il mondo e’ difficile e lo e’ sempre stato, non dobbiamo dimenticarlo. Oggi pero’ viviamo in un’epoca di pace, in cui ci si puo’ spostare con grande facilita’, quindi il mio consiglio e’: partite, andate a vedere il mondo, osservate, comprendete. Vi accorgerete che poi tutto assumera’ un nuovo significato”.

E poi tornare in Italia?

“Il ricercatore- ha spiegato la scienziata- vive nella dimensione internazionale della ricerca, che non e’ geograficamente definita”. Infine, l’ultimo premio e’ andato a Mark Thompson, Ceo del ‘New York Times’, “un personaggio molto influente” come ha sottolineato Gianni Letta, presidente del Comitato d’onore. Dopo molti anni alla ‘Bbc’, Thompson nel 2012 ha assunto il ruolo di amministratore delegato del ‘Nyt’, in una fase di profonda crisi per la carta stampata, sfidata dall’avvento di internet. Tuttavia grazie alle sue politiche, oggi il Nyt rappresenta un caso editoriale, con 2 milioni e 900 mila abbonati al giornale digitale. “L’Italia- ha detto Thompson alla ‘Dire’- nel giornalismo, vanta un’incredibile tradizione. I quotidiani italiani sono tra i piu’ conosciuti al mondo, i suoi cronisti sono leggendari. È un’eredita’ incredibile”.
“Con questa quarta edizione del ‘Pair- ha detto Gianni De Gennaro, presidente del Centro Studi americani- proseguiamo nella nostra missione di coltivare e rafforzare costantemente i legami storici tra Italia e Stati Uniti”.

L’edizione 2019 del Pair si e’ svolta col sostegno dell’Accademia di belle arti di Roma – che ha realizzato i premi da assegnare ai vincitori – e l’Ambasciata Americana. Riconoscimenti speciali sono stati conferiti anche ad altre due personalita’ di talento: Renzo Arbore, cantautore e showman da anni impegnato nel sociale, e a Riccardo Masetti, oncologo dell’Ospedale Gemelli e founder e promoter della Susan Komen Race for the cure, che quest’anno ha contatto 81mila partecipanti.

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5 Settembre 2019
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