Gli articoli della Dire non sono interrotti dalla pubblicità. Buona lettura!

Stop al caporalato, da Latina a Ragusa operazione Freedom per liberare i nuovi schiavi

Impegnate le Squadre Mobili della Polizia di Stato di Caserta, Foggia, Latina, Potenza, Ragusa e Reggio Calabria
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

ROMA – Si è conclusa questa mattina ‘Freedom’, la prima di una serie di operazioni ad alto impatto della Polizia di Stato contro il caporalato, che ha visto impegnate le Squadre Mobili di Caserta, Foggia, Latina, Potenza, Ragusa e Reggio Calabria, coordinate dal Servizio centrale Operativo della Direzione centrale Anticrimine.

Nel corso dei servizi di controllo, rilevamento e contrasto svolti nelle province citate, che hanno coinvolto anche altre amministrazioni e altri uffici della Polizia di Stato, sono state identificate 235 persone (tra datori di lavoro e dipendenti) e controllate 26 aziende.

L’obiettivo è il contrasto dello sfruttamento di migranti irregolari costretti per pochi euro a lavorare con orari pesantissimi, in condizioni anche igieniche disumane, senza alcun giorno di riposo o altro diritto garantito.

Fenomeno criminale diffuso soprattutto in Basilicata, Calabria, Campania, Lazio, Puglia e Sicilia e tipico prevalentemente del settore agricolo, anche se con il tempo si è diffuso a quelli dell’edilizia, manifatturiero, della ristorazione e del turismo.

Si tratta di assunzioni ‘in nero’, con la completa inosservanza delle norme contributivo-previdenziali e di sicurezza sui luoghi di lavoro, che realizzano vere e proprie forme di riduzione in schiavitù perpetrate da cosiddetti ‘caporali’, autori dell’attività illecita d’intermediazione tra domanda e offerta.

La storia si ripete molto spesso. I lavoratori sfruttati nel ragusano, ad esempio, provenivano dalla Nigeria e dalla Romania e hanno raccontato di aver raggiunto l’Italia alla ricerca di migliori condizioni di vita, trovandosi però a lavorare dalle 6 del mattino fino alle 19 di sera, percependo un compenso di 25 euro giornalieri, appena sufficienti per comprare da mangiare e acquistare qualche vestito.

Molti di loro riferiscono che il caldo insopportabile delle serre provoca loro un costante mal di testa ed un perenne stato di confusione, di cui non si lamentano per la continua minaccia di licenziamento.

In provincia di Foggia, con l’ausilio dell’Ispettorato del Lavoro è stato anche notificato un provvedimento di sospensione dell’attività agricola per inosservanza delle normative sul lavoro. In provincia di Reggio Calabria sono state eseguite 46 perquisizioni finalizzate ad accertare l’eventuale possesso di armi, esplosivi e strumenti di effrazione ed elevate 4 sanzioni amministrative per irregolarità nei trattamenti retributivi, previdenziali e fiscali.

Infine, in provincia di Ragusa, sono state arrestate 3 persone e altre 11 sono state indagate in stato di libertà per reati inerenti lo sfruttamento della manodopera clandestina ed extracomunitaria.

LEGGI ANCHE Lavoro nero e caporalato, irregolare il 63% delle aziende ispezionate

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»