Musica, Ghigo Renzulli: “Mei importantissimo, felice del premio”

Ghigo Renzulli, storico fondatore dei Litfiba, sarà premiato al Mei - Festival della musica indipenndente italiana, per i quarant'anni di carriera
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ROMA – Un pezzo di (grande) storia del rock indipendente italiano si ritrova in queste ore a Faenza, in occasione del venticinquennale del Mei, il piu’ importante Festival della Musica Indipendente italiana. Tra i premiati, infatti, ci saranno Piero Pelu’, Gianni Maroccolo e Ghigo Renzulli, ovvero gran parte di quei Litfiba che negli Anni 80 si affacciavano nella scena new wave italiana.

“Per me una seconda giovinezza? Parola grossa- commenta con un sorriso Ghigo Renzulli all’agenzia Dire- Dopo 40 anni di carriera mi sto attezzando per farne altri 40. Poi magari faremo il terzo quarantennale… Mi fa piacere ricevere questo premio che mi dara’ il Mei. Sono 40 anni di carriera, c’e’ un disco in uscita, un progetto nuovo su cui lavoro da 3 anni, che presentero’ al Mei e che uscira’ a novembre”.

Nelle prossime settimane, rivela il chitarrista, “ci sara’ anche una sorpresa oltre al disco, pero’ ancora non posso dire niente…”. Al Mei, dove ricevera’ un premio per i 40 anni di carriera, ci sara’ tanta musica, dal vivo, da ascoltare, da leggere e commentare, tra concerti, convegni e tanto altro: “In un momento come questo il Mei e’ importantissimo– spiega Ghigo- Esiste da tanti anni, c’ero gia’ stato una decina di anni fa con Piero, nel periodo della reunion. Eventi come questo sono importantissimi, servono a tenere la musica viva. Perche’ sta vivendo un periodo triste, tutto il settore e’ in netta crisi”.

Ieri rock indipendente, oggi forse piu’ pop: “Com’e’ cambiata la musica? La musica e’ cambiata tanto, sono cambiati i tempi. Oggi si ascolta meno musica. Oggi e’ piu’ pop. Dischi storici del passato come quelli dei King Crimson o dei Pink Floyd non potranno essere piu’ fatti. Non ci sono piu’ i presupposti e non ci sara’ piu’ il pubblico”, prosegue Ghigo Renzulli.

Facendo un salto indietro di 40 anni, il chitarrista di origini campane ricorda il ‘Ghigo Renzulli‘ dell’epoca: “40 anni fa erano primi Anni 80, ero piu’ new wave di adesso. Il mio stile era quello. Risentendo vecchie registrazioni, sento sempre me stesso. Sono piu’ cosciente, ho piu’ esperienza. Non sono mai stato un cultore della tecnica ma preferisco la melodia e la ricerca dell’armonia. Mi dicono che il mio stile affonda le radici nel 600 napoletano. Sogni dell’epoca? Sognavo di divertirmi a fare musica. È basilare. Se non ti diverti te a fare quello che fai come fai a far divertire il tuo pubblico? Come sara’ il 2021 dal punto di vista artistico? Mi tocco le palle… Spero che sia eccezionale. Speriamo bene”.

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4 Ottobre 2020
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