Bonus vacanze, Federconsumatori: “Solo il 46% delle strutture lo accetta”

"Necessario renderlo realmente fruibile"
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ROMA – “Stiamo ricevendo in questi giorni molte segnalazioni di cittadini che si lamentano del fatto che molte strutture alberghiere non accettano i bonus vacanza istituiti dal Governo per agevolare le famiglie, permettendo loro di usufruire delle ferie estive e per sostenere il settore del turismo in grande difficolta’ nel nostro Paese a causa della pandemia. Al di la’ delle polemiche degli albergatori sulle modalita’ con cui e’ stato strutturato il bonus, lo riteniamo un importante strumento di sostegno per le famiglie, se solo venisse accettato“. È quanto si legge in una nota di Federconsumatori, il cui Osservatorio Nazionale ha monitorato 370 strutture in tutto il territorio nazionale, ubicate nelle principali localita’ turistiche al mare, in montagna, nonche’ nelle citta’ d’arte, chiedendo se accettassero o meno il bonus.

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I DATI DELL’INDAGINE

“I risultati- spiega la nota- sono stati alquanto deludenti: solo il 46% delle strutture interpellate accetta il bonus vacanze, il 35% non lo accetta, il 19% sta ancora decidendo se accettarlo o meno. Delle strutture monitorate 210 sono alberghi, 110 sono B&B e 50 sono agriturismi“. Gli agriturismi, spiega ancora Federconsumatori, “sono le strutture che accettano di piu’ i bonus: di quelli monitorati ben il 60% si e’ dichiarato disponibile ad accettare tale agevolazione per i soggiorni. Tale percentuale scende al 53% negli hotel e al 36% nei B&B. Sempre presso gli agriturismi risulta elevata (24%) la percentuale delle strutture che stanno ancora decidendo se accettare o meno il bonus”.

Un dato “allarmante” per Emilio Viafora, presidente Federconsumatori: “Se da un lato, infatti, e’ a discrezione dell’esercente la scelta se accettare o meno tale bonus, dall’altra la mancata applicazione dell’agevolazione presso un numero cosi’ elevato di strutture rischia di rendere vani gli sforzi che il Governo ha messo in campo per sostenere le famiglie che, a causa della crisi post-Covid, saranno costrette in molti casi a rinunciare alle vacanze. Tutto cio’ creera’ enormi danni all’intero comparto del turismo, settore chiave nell’economia del nostro Paese: basti pensare che, da solo, genera direttamente oltre il 5% del Pil nazionale, che aumenta al 13% se si considera l’indotto”. Per questo, spiega ancora, “e’ necessario uno sforzo congiunto di Governo e Associazioni di categoria che raggruppano gli esercenti delle strutture ricettive affinche’ il bonus vacanze diventi uno strumento strategico per rilanciare una stagione turistica avviata al declino. Nel dettaglio, da un lato e’ necessario estenderne la fruizione anche attraverso i portali di prenotazione online (Otp): e’ dato noto che molte famiglie, per cercare le offerte migliori e per risparmiare, prenotano autonomamente le vacanze approfittando di sconti ed offerte online”. E ancora: “Le maggiori criticita’ sollevate dagli albergatori sono i tempi molto ristretti per valutare l’adesione all’iniziativa e la necessita’ di risorse immediate dopo la chiusura per la pandemia: in tal senso- cosi’ ancora Federconsumatori- e’ necessario effettuare degli accordi per far si’ che gli albergatori che accettano il bonus possano disporre immediatamente della liquidita’, anche attraverso un coinvolgimento delle banche. Ricordiamo infine ai cittadini che il bonus e’ fruibile nella misura dell’80%, sotto forma di sconto immediato, per il pagamento dei servizi prestati dall’albergatore, il restante 20% potra’ essere scaricato come detrazione di imposta, in sede di dichiarazione dei redditi, da parte del componente del nucleo familiare a cui viene fatturato il soggiorno (con fattura elettronica o documento commerciale)”. 

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4 Luglio 2020
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