Banche, Rete-Mdsi: “Magistratura indaghi su fuga di notizie”

SAN MARINO - Sulla fuga di notizie oltre confine
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SAN MARINO – Sulla fuga di notizie oltre confine sulle banche sammarinesi, Rete e Mdsi vogliono vederci più chiaro e smobilitano la magistratura per verificare in capo a chi siano le responsabilità. Dalla sede di Fiorina di entrambi i movimenti, i rappresentanti annunciano quindi di aver presentato un esposto di denuncia verso ignoti al tribunale di San Marino, ipotizzando una lunga serie di reati: rivelazione di segreto d’ufficio o professionale, agevolazione colposa della conoscenza di segreti, abuso di informazioni privilegiate, rivelazione di segreto politico, infedeltà in affari di Stato. “La scorsa settimana- spiega Emanuele Santi di Mdsi- il 27 marzo, abbiamo appreso da alcuni giornali italiani, a partire dal Corriere della Sera, notizie di interesse economico e politico che riguardavano lo Stato di San Marino e in cui non veniva citata la fonte”. Dato che “in prossimità di questa presunta fuga di notizie- chiarisce Santi- il 24 marzo, si era riunito il Comitato per il credito e risparmio, riteniamo che la fuga notizie sia riconducibile in quel contesto”. Dalla stampa italiana, in particolare, emerge un quadro molto preoccupante sulla gestione di Cassa di Risparmio.

Elena Tonnini

Per Elena Tonnini, Rete, l’escalation di notizie punta “a destabilizzare il sistema bancario e finanziario“. E ancora:”Non riscontriamo la volontà di ristabilire un sistema virtuoso- manda a dire- quanto quella di sostituire un potere con un altro”. Sulle responsabilità della fuga di notizie, il quadro non è poi così vasto: “Nel Comitato per il credito e risparmio- osserva- sono presenti 4 segretari di Stato e i vertici di Bcsm“. E “solo il Ccr era conoscenza di notizie che sono fuoriuscite immediatamente sulla stampa, sempre che siano vere”. Roberto Ciavatta, Rete, punta il dito sul fatto che la politica non sia al corrente di quanto appare sulla stampa italiana: la relazione sull’Aqr non è ancora terminata, osserva, eppure si quantifica un buco da 400 mln di euro. E ancora: oggi, prosegue, spunta una nuova relazione su Cassa di risparmio commissionata all’Fmi. “Ci auguriamo che il governo prenda al balzo il nostro esposto- manda a dire Ciavatta- per rafforzarlo nella sua intenzione di tutelare il sistema”.

Federico Pedini Amati

Federico Pedini Amati, Mdsi, sottolinea come proprio domani i consiglieri saranno tenuti al riserbo sugli esiti della Commissione Finanze, poi “puntualmente escono sulla stampa dati riservati che li hanno solo gli addetti ai lavori”, con la conseguenza che “si registra ogni volta un ulteriore deflusso di contante verso l’estero in tutti gli istituti bancari”. Sui lavori di domani in Commissione Finanze, Pedini storce il naso: “Al governo avevamo chiesto un confronto con i sindaci di Cassa di risparmio su come sono stati fatti i bilanci degli ultimi anni, invece è riproposta un’audizione con i vertici di Bcsm, è inspiegabile”. Per Alessandro Rossi, Mdsi, con questa fuga di notizie, “il Paese sembra ostaggio di una lotta di potere che travalica i suoi confini“. Anche per Matteo Zeppa, Rete, è in atto “una guerra molto al di sopra delle nostre teste”. E piuttosto che fare sedute segrete, suggerisce di procedere con sedute pubbliche “in cui siano la politica o le istituzioni a dire ai sammarinesi come è il loro sistema bancario”. L’esposto, in definitiva, è “il tentativo di mettere una pietra da cui partire” in questa direzione.

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