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Covid, il Tar respinge il ricorso di Vittorio Sgarbi contro la chiusura dei musei

vittorio sgarbi
L'ordinanza rigetta la domanda cautelare di sospensione del dpcm del 3 novembre
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ROMA –  Il Tar del Lazio ha respinto la domanda cautelare di Vittorio Sgarbi che, assistito dal presidente del Codacons Carlo Rienzi, chiedeva di sospendere il provvedimento governativo che imponeva la chiusura dei musei per contenere il contagio da Covid-19. La richiesta ai giudici di Sgarbi, sindaco di Sutri, era di sospendere il Dpcm dello scorso 3 novembre riaprendo i siti culturali “anche limitatamente ai musei della Regione Lazio tra i quali i musei del Comune di Sutri”.

L’ordinanza del Tar respinge invece la richiesta cautelare spiegando che “non sussistono le condizioni per accogliere la domanda cautelare, non apparendo manifestamente irragionevole, nell’ambito e nei limiti del sindacato consentito al giudice amministrativo, la decisione dell’Autorita’ di comprimere per un periodo di tempo circoscritto un interesse certamente significativo per il benessere individuale e della collettivita’, quale e’ quello alla fruizione dei musei e degli altri luoghi di cultura, in ragione della particolare gravita’ della emergenza sanitaria in atto”.

I giudici di via Flaminia ritengono anche, “quanto al periculum in mora, di dovere considerare prevalente l’esigenza sottostante all’adozione delle misure impugnate di tutelare il diritto alla salute, a seguito della recrudescenza del contagio epidemiologico, attraverso una significativa riduzione delle attivita’ da svolgersi in presenza”. Inoltre, viene respinta anche la richiesta di Sgarbi e di Rienzi di “regolare i comportamenti futuri della pubblica amministrazione. Osservato, infatti- scrivono i giudici- che ogni valutazione circa la possibilita’ di consentire nuovamente la fruizione dei musei alla luce del miglioramento del quadro sanitario e’ rimessa alla discrezionalita’ dell’Amministrazione, chiamata ad adottare la relativa scelta nel rispetto dei principi di adeguatezza e proporzionalita’ al rischio effettivamente presente”.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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