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Caldo torrido, solo 3 italiani su 100 rinunciano al condizionatore (in barba dall’ambiente)

L'attenzione alla sostenibilità c'è più a parole che ad altro e quasi nessuno sta rinunciando al condizionatore. Non solo: alle scelte che salverebbero il pianeta spesso si preferiscono quelle che fanno risparmiare

03-07-2022 12:33
climatizzatore_aria condizionata
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ROMA – Col caldo insopportabile di questi giorni, gli italiani si dimenticano della sostenibilità e solo il 3% di loro si dice disposto a rinunciare all’uso del condizionatore. Lo certifica un’analisi di ‘Reputation Rating’, l’unico motore di ricerca e comparazione di Brand basato su un algoritmo che offre una valutazione completa, tangibile, affidabile e imparziale della Reputazione di Brand, soggetti e Organizzazioni; l’algoritmo ‘Reputation Rating’, il cui brevetto è registrato al ministero dell’Economia, pesa e misura le dimensioni della reputazione, certificando una serie di parametri oggettivi e soggettivi, attraverso la tecnologia blockchain.

TEMI AMBIENTALI IMPORTANTI A PAROLE

A preoccupare è il cambio di atteggiamento e percezione dei consumatori rispetto alle questioni ambientali. Se da un lato l’ambiente resta centrale tra le tematiche di interesse degli italiani, guardando i comportamenti sempre meno persone sono disposte a fare scelte realmente sostenibili. La ricerca di ‘Reputation Rating’, presente nel nuovo numero di ‘Reputation Review: Quarto Potere’, testimonia un maggiore utilizzo dei condizionatori, +28% (influenzati anche dalle caldissime temperature degli ultimi 30 giorni), che non solo impatta su un maggiore consumo di energia elettrica ma anche su maggiori emissioni di CO2 (+1%) dovute alla riattivazione delle centrali a carbone, e quindi di un maggior costo, in termini ambientali, dell’energia.

PIÙ ATTENZIONE AI RISPARMI CHE AL PIANETA

Guardando l’atteggiamento sui social e le parole chiave associate, nel 2022, è vero che il 63% dei consumatori crede anche che le aziende abbiano la responsabilità di agire sul cambiamento climatico, dato comunque leggermente in calo rispetto al 2020 (-12%), ma non può applicare scelte ‘sostenibili’ a causa dell’aumento dei costi (82,8%).
Il denaro oggi infatti è l’ostacolo principale all’attuazione di scelte sostenibili, in tutti i paesi del mondo: l’86% dei consumatori presta maggiore attenzione al risparmio e alle offerte, piuttosto che ad azioni per salvare il pianeta.
In questo cambio di paradigma, e vista la recente crisi del grano in Ucraina, fame e povertà sono i temi principali che più preoccupano le persone.

2021 ANNO RECORD PER EMISSIONI, IL 2022 POTREBBE ESSERE PEGGIO

In termini di emissioni, il 2021 aveva già segnato un cambio di trend con un, + 6% di emissioni globali, con una crescita simile vista solo in occasione della ripresa della crisi finanziaria del 2008, raggiungendo così il livello più alto mai raggiunto nella storia e con un 2022 che rischia di segnare un nuovo record negativo.

IL PUNTO DI NON RITORNO PER IL PIANETA POTREBBE ARRIVARE PRIMA, IN SOLI 3 ANNI

“Il problema è che con una crescita così vertiginosa delle emissioni di Co2 il pianeta rischia di raggiungere il punto critico di surriscaldamento in soli 3 anni, perché le economie globali stanno premendo l’acceleratore sulla ripresa, ma per farlo continuano a basarsi sull’utilizzo di combustibili fossili per produrre energia. La Reputazione ambientale e tutte le tematiche legate agli Esg rischiano di fare un salto indietro di parecchi anni, vanificando gli sforzi fatti e i risultati ottenuti negli ultimi 10 anni”, ha dichiarato Davide Ippolito, cofondatore di ‘Reputation Rating’ e direttore di ‘Reputation Review’.

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2022-07-03T12:33:00+02:00