Pace, Mairead Corrigan Maguire: “Tacciano le armi. L’Onu si riscatti”

L'appello e' contenuto in un'intervista pubblicata dal web magazine OLTREMARE
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ROMA – Di fronte alla “catastrofe sanitaria” causata dal Covid-19, le Nazioni Unite hanno “l’opportunita’ di riscattare il passato” diventando davvero il “centro del mondo” con l’impegno per il rispetto di una tregua globale, contro la “follia della guerra”: a sottolinearlo Mairead Corrigan Maguire, irlandese, Nobel per la Pace.
L’appello e’ contenuto in un’intervista pubblicata dal web magazine OLTREMARE, proprio nei giorni del via libera da parte del Consiglio di sicurezza dell’Onu di una risoluzione che, superati i veti di Stati Uniti e Cina, su proposta francese e tunisina, fa propria la richiesta avanzata tempo fa dal segretario generale Antonio Guterres.

“Di fronte a questa catastrofe sanitaria causata dal Covid-19, e alle sue pesanti ricadute sociali, economiche, di vita – dice Maguire – oggi l’Onu puo’ riscattare il passato e diventare davvero, nel senso piu’ alto del termine, il centro del mondo. Se siamo tutti dalla stessa parte della barricata nello sconfiggere la pandemia del coronavirus, allora non c’e’ modo migliore, piu’ forte di dimostrarlo che far tacere le armi e, per usare le parole del segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, realizzare ‘un immediato cessate il fuoco globale in tutti gli angoli del mondo’.

Secondo la Nobel, insignita del Premio nel 1976 e da allora impegnata su piu’ fronti, dall’Europa al Medio Oriente, “chi siede al Consiglio di sicurezza ha gli strumenti per far rispettare una risoluzione”. Maguire continua: “‘La furia del virus dimostra la follia della guerra’, afferma Guterres. Ma in quella follia c’e’ una logica: la logica, perversa, di chi, pur di realizzare le proprie ambizioni di potenza, finanzia guerre per procura che annientano popoli, penso a quello siriano, ad esempio, e a quanti si arricchiscono con il commercio delle armi”. 

Nata a Belfast da famiglia cattolica, Maguire, decise di dedicarsi alla pace nel suo paese dopo che i tre figli della sorella furono investiti e uccisi da un’auto di cui aveva perso il controllo un membro dell’esercito repubblicano irlandese, colpito poco prima a morte da un soldato inglese. A seguito di quella tragedia la sorella si tolse la vita e Mairead fondo’ con Betty William, con cui ha condiviso il Nobel, il movimento Donne per la pace.
Maguire e’ stata anche presidente della Nobel Women’s Initiative, la fondazione che unisce le donne insignite del riconoscimento.

Nell’intervista con OLTREMARE, pubblicazione dell’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics), in evidenza anche le conseguenze sociali della pandemia. “Il virus non cancella le disuguaglianze, anzi le alimenta” dice Maguire.
“Perche’ vi sono Paesi piagati dalla guerra in cui il sistema sanitario e’ andato distrutto, dove non esistono le strutture necessarie per far fronte all’emergenza in atto”.
La Nobel continua: “Nel mondo vi sono piu’ di 70 milioni di rifugiati, i migranti sono oltre 200 milioni. Chi si prende cura di loro? È vero, tragicamente vero: rifugiati e sfollati a causa dei conflitti sono doppiamente vulnerabili. Si dice che dopo il coronavirus niente sara’ come prima. Facciamo si’ che questa non rimanga un’affermazione retorica. Ogni anno vengono spesi centinaia e centinai di miliardi per armamenti. Si convertano in ricerca, in una lotta per la salute e per il lavoro che investa l’intero pianeta. Riscopriamo il valore piu’ alto e nobile della parola ‘umanita””.

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3 Luglio 2020
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