Colombia, frana distrugge la città di Mocoa: oltre 200 vittime

ROMA - Circa duecento morti accertati e operazioni sospese
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ROMA – Circa duecento morti accertati e operazioni sospese per ora a Mocoa, comune di quarantamila abitanti situato nel dipartimento di Putumayo al confine con l’Ecuador, colpito ieri da una valanga di fango causata dall’ingrossamento e straripamento di ben tre fiumi per le persistenti, e imprevedibili, forti perturbazioni piovose che affliggono da piu’ di un mese alcune aree della Colombia, compresa la capitale Bogota’.

Immediata la reazione del governo che ha inviato molte unita’ dell’esercito per cercare i sopravvissuti. Sul luogo della sciagura si e’ recato anche il presidente colombiano Juan Manuel Santos che ha dichiarato lo stato di emergenza mettendo a disposizione tutte le risorse possibili. La Colombia non e’ nuova a queste tragedie causate dai rischi di dissesto idrogeologico che, ricordiamo, sono la conseguenza di un uso eccessivo e di una cattiva manutenzione del territorio in casi di rovesci eccezionali, come sta avvenendo ora in tutto lo Stato E molti lamentano che si tratta di tragedie evitabili.

Nel 2010 la cittadina di Gramalote, situata nel dipartimento Norte de Santander, colpita da una serie di nubifragi venne distrutta da una valanga di fango. Dieci giorni fa l’Ideam, l’Istituto di idrología, meteorología e studi ambientali colombiano, aveva lanciato l’allarme sulle precipitazioni delle ultime settimane come preludio a possibili emergenze che fino ad oggi sono costate centinaia di vite e milioni di pesos al paese. Nella mappa presentata dall’istituto era segnalata la regione di Putumayo.

L’anno passato e’ stato presentato anche uno studio effettuato in collaborazione tra universita’ colombiane, degli Stati Uniti e dei Paesi Bassi chiamato Aqueduct (global flood analyzer) un simulatore di inondazioni globale che ha previsto per il 2030 una grande inondazione per la Colombia stimando anche i danni per qualche miliardo di dollari.

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