Il punto sulla Coppa Italia: Juve avanti tra le polemiche. Derby da favola per la Lazio

La Lazio si prende il derby, almeno il primo. Prestazione da incorniciare per la squadra di Inzaghi
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punto sulla serie a punto sulla coppa italiaROMA – Con il derby vinto dalla Lazio, si conclude l’andata delle semifinali di Coppa Italia. A Torino il campo ha detto Juventus, ma il Napoli recrimina, inviperito. E’ furia cieca, quella azzurra: a fine gara il ds Giuntoli definisce “vergognose” le decisioni di Valeri; la società , in polemica con la Rai, accusata di parteggiare per la Juventus, twitta ai propri tifosi di togliere l’audio della telecronaca per non ascoltare faziosità. A Roma, invece, una Lazio mai così concentrata nelle ultime stracittadine, si aggiudica il primo round, tornando alla vittoria dopo più di tre anni. Inzaghi la vince a centrocampo, imbrigliando Nainggolan in mediana e tagliando quei rifornimenti preziosi a Salah e Dzeko, apparsi sottotono. Ottime prove di Milinkovic-Savic, Immobile e Keita, protagonisti delle marcature laziali. Ripercorriamo quanto accaduto con i nostri riassunti.

LAZIO-ROMA=2-0

La Lazio si prende il derby, almeno il primo. Prestazione da incorniciare per la squadra di Inzaghi, tutta cuore, corsa, e muscoli quando serve. Su tutti, come detto, Milinkovic-Savic, che non solo lascia la firma sul primo gol (piattone su cross di uno scatenato Felipe Anderson), ma regala forse la sua miglior gara da quando è in biancoceleste. Nel complesso, però, è una Lazio che tutta insieme si muove bene: Inzaghi rilancia Wallace in difesa che insieme a de Vrij cancella il temuto Dzeko, in mediana Biglia tesse e Parolo cuce, in attacco Immobile lotta, tiene botta tra i ruvidi centrali romanisti e, come può, graffia da par suo: perfetto il tocco sotto su assist del dirompente Keita. La Roma, invece, mastica amaro, Spalletti si attendeva un esito diverso dal campo, così non è stato, forse la testa era già al Napoli. Niente è però ancora deciso, al ritorno, sarà battaglia vera. Nulla di strano, è il derby di Roma, bellezza.

JUVENTUS-NAPOLI=3-1

Polemiche, veleni, proteste e infine la solita cinica Juve. C’è tutto, ma proprio tutto nella prima semifinale tra bianconeri e partenopei, che aggiunge un nuovo capitolo nella rivalità (spesso e volentieri sopra le righe) tra le due squadre. Va detto con chiarezza: Valeri , arbitro di livello, sbaglia la gara, ma i protagonisti, dentro e fuori e dal campo non aiutano a smorzare i toni. Il match dice: doppio rigore che Dybala trasforma, gol dell’ex del Pipita comprensiva di esultanza, rigore mancante al Napoli (fallo di Pjanic su Albiol). In mezzo una Juventus che con Cuadrado in campo passa dal 3-4-1-2 al 4-2-3-1 senza colpo ferire e lì vince la gara, e un Napoli che, dopo Madrid, rimedia un altro tris di reti anche questo difficile da rimediare. Sarri non parla; il presidente nemmeno: tutto è, tranne che un buon segno.

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