Diplomi falsi e corruzione, coinvolto anche un alto funzionario del Miur

L'indagine ha portato oggi, agli arresti, tra gli altri, dell'ex direttore dell'Ufficio scolastico provinciale di Reggio Calabria, Maurizio Piscitelli, e al sequestro di 19 società
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REGGIO CALABRIA – L’indagine della Procura della Repubblica di Vibo Valentia, denominata ‘Diacono’, che ha portato, oggi, agli arresti, eseguiti dai carabinieri, tra gli altri dell’ex direttore dell’Ufficio scolastico provinciale di Reggio Calabria, Maurizio Piscitelli, e al sequestro di 19 società, è stata avviata nel 2020 a seguito di un ritrovamento di denaro presso l’abitazione di un uomo, Pietro Davide Licata, contigua all’istituto Accademia Fidia, gestito dalla sua famiglia. Gli approfondimenti hanno consentito di ricostruire una rete di istituti formativi paritari e artistici/musicali, che ha prodotto illecitamente, in cambio di denaro e altre utilità, titoli di studio e attestati, oltre che operato fittizie assunzioni, al fine di favorire la partecipazione dei beneficiari a pubblici concorsi per l’assunzione di personale docente e assistente tecnico operativo (Ata). Le condotte illecite sono state agevolate e rese possibili, secondo la Procura della Repubblica, grazie alla corruzione di un alto funzionario del Miur, quale incaricato, fra l’altro, delle attività ispettive e di controllo degli istituti privati accreditati al Miur. Le investigazioni hanno consentito di fare luce anche su un ulteriore episodio di corruzione, finalizzato a conseguire l’attribuzione di importante incarico istituzionale nell’ambito del Ministero dell’Istruzione, a beneficio di una dirigente dell’Ufficio scolastico regionale della Calabria. Tra gli indagati, a piede libero, risulta l’attuale dirigente dell’Ufficio scolastico regionale calabrese Maria Rita Calvosa. I nomi degli arrestati sono: Maurizio Piscitelli, Christian Piscitelli, Davide Pietro Licata, Michele Licata, Jgor Licata, Dimitri Licata, Michela Licata, Rossella Marzano, Carmine Caratozzolo, Domenico Califano. Gli altri indagati sono: Maria Rita Calvosa, Incoronato Bax, Pietro Amato, Giovanni Carbone, Rosa Cilea, Patrizia Fazzari, Antonio Oggiano, Giovanni Procopio.

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