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Precari, Usl firma l’accordo. “Ma metodo lascia a desiderare”

SAN MARINO - Usl scioglie la riserva sulla firma dell'accordo con il governo e le organizzazioni sindacali per
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SAN MARINO – Usl scioglie la riserva sulla firma dell’accordo con il governo e le organizzazioni sindacali per il superamento del precariato nella Pa e nel settore pubblico allargato. Dalla sede del sindacato, il segretario Francesco Biordi e Giorgia Giacomini, segretario della Federazione pubblico impiego, annunciano così l’ok del direttivo alla firma di un’intesa che porta con sé luci e ombre. “Diamo un giudizio positivo sull’accordo– spiega Giacomini- soprattutto sul contenuto, perché va a sanare una situazione di precarietà che si è creata dal 2012, dà quindi un riconoscimento dei diritti ai dipendenti e sicurezza alle loro famiglie”. Ma “forse qualcosa da dire c’è- aggiunge- sul metodo”. Infatti, “siamo partiti dalla coda- spiega- abbiamo stabilizzato, ma la testa era la definizione del fabbisogno”. Ovvero, per la numero uno della federazione, era necessario stabilire prima la quantità e le esigenze dei ruoli nella Pa, per poi arrivare a stabilizzare il personale necessario.

san_marino_uslE ancora: “Avevamo chiesto- prosegue Giacomini- prima di procedere alle stabilizzazioni, di definire le regole per ridurre il più possibile il precariato nel pubblico”, anche questo aspetto è disatteso. Non del tutto soddisfacente è per Usl la parte economica legata al rinnovo contrattuale: l’aumento è stato concesso limitatamente al 2016 e al 30% dell’inflazione. Non accolte altre richieste “innovative” proposte da Usl, come il riconoscimento di aumenti retributivi “a fronte dei risultati raggiunti”. Ma si segnalano anche “dei passi in avanti importanti”, puntualizza il segretario di Fpi. Nell’accordo sono stati infatti inseriti punti avanzati da Usl: l’estensione della stabilizzazione ai precari delle Poste, più l’impegno messo su carta di discutere il nuovo regime retributivo entro la fine di marzo e quello di aprire un tavolo a breve “per discutere le norme definitive per superare il precariato nella Pa”. Altre ombre però riguardano la mancanza di dati ufficiali forniti dall’esecutivo: “Non ci è stata data la cifra esatta nè di quanto costerà allo Stato la stabilizzazione- puntualizza Giacomini- né quanti saranno i lavoratori coinvolti in totale”. Si limita ad accennare una stima non ufficiale di 300-350 lavoratori interessati dall’accordo. Comunque, a fronte dell’importanza dei risultati raggiunti, degli impegni presi dal governo, “pur riconoscendo che il metodo non è stato quello consono- ribadisce Giacomini- e che mancano dati importati, il direttivo di Federazione ha votato a suo favore”. Infine, Usl fa sapere di aver organizzato tutti i mercoledì di marzo degli “Open Day” dedicati ai lavoratori che vorranno avere chiarimenti sulla stabilizzazione. Gli uffici di Usl saranno aperti dalle 9 alle 18 ad orario continuato.

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