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Agricoltura. Shaurli: “Pagato il 77,4% degli agricoltori”

TRIESTE – La situazione dei ritardati pagamenti 2015 alle aziende agricole “situazione si
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Cristiano-Shaurli-FVGTRIESTE – La situazione dei ritardati pagamenti 2015 alle aziende agricole “situazione si è fatta difficile soprattutto a causa di due fattori: la profonda modifica che ha subito l’ente pagatore nazionale e la riforma della PAC che si è concretizzata proprio nel 2015”. Lo ha riferito l’assessore alle politiche agricole del Friuli Venezia Giulia, Cristiano Shaurli, intervenendo questa mattina in Consiglio Regionale.

“In Friuli Venezia Giulia, però, siamo messi abbastanza bene- ha aggiunto Shaurli- perché come percentuale di aziende pagate siamo al 77,4%, secondi solo alle Marche (77,7%) e ben al di sopra della media nazionale, che si attesta sul 66%. C’è però da dire che in quel 23% che ci manca bisogna anche conteggiare una parte non irrilevante che riguarda le richieste di modifica o di integrazione dei fascicoli aziendali”.

“Nella situazione complessiva- prosegue- non è inoltre da trascurare che stiamo cercando di cambiare quello che finora è sempre stato il semplice ricorso allo stato di calamità naturale per i danni in agricoltura, stimolando un percorso assicurativo che interessi anche il settore primario. Va detto che ciò sarà legato molto ai tempi di liquidazione dei danni, la cui brevità dovrà essere garantita”.

“Quanto all’ente pagatore- prosegue l’assessore-, è aperto un approfondimento sull’opportunità o meno di superare l’Agea nazionale (Agenzia per le erogazioni in agricoltura), in quanto vanno valutati costi e benefici. Un ente solo per il Friuli Venezia Giulia? Oppure un organismo pagatore del Nord-Est che interessi FVG, Veneto e Trentino Alto Adige”?

“Il mio impegno- conclude Shaurli – oltre a monitorare costantemente la situazione, sarà anche di individuare la formula migliore per non doversi ritrovare qui fra un anno a parlare degli stessi problemi. Bisognerà però capire bene le cause che hanno determinato l’attuale situazione e valutare anche l’impatto che su di esse ha avuto la riforma della PAC”.

 

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