Lazio

A Roma riapre lo ‘Spazio Famiglia e Minori’

ROMA – Fornire consulenze ai genitori, aiutare i giudici nella gestione dei casi di separazione più complessi e delicati, permettere un accesso più rapido a informazioni sensibili: tutto con l’obiettivo di tenere al centro la figura del bambino e la sua serenità in un momento cruciale come quello dell’addio tra mamma e papà.

Dopo circa due anni di assenza è tornato in funzione lo ‘Spazio Famiglia e Minori’ all’interno del Tribunale di Roma, chiuso nel 2015 dopo che l’allora amministrazione comunale non aveva rinnovato il bando per l’affidamento del servizio di ascolto e mediazione familiare a professionisti di Enti del Terzo settore convenzionati.

La riapertura è frutto di un accordo di collaborazione tra il Tribunale, rappresentato dal presidente Francesco Monastero, e il Dipartimento di Psicologia Dinamica e Clinica della Sapienza Università di Roma’, rappresentato dalla direttrice Renata Tambelli, siglato lo scorso 27 luglio e che ha permesso così ai Giudici di poter di nuovo usufruire delle professionalità più idonee all’integrazione tra ambito forense e psico-sociale.

Si tratta in pratica di riprendere il ‘modello di integrazione operativa’ tra i Servizi Sociali e i Giudici, rimettendo questi ultimi nelle condizioni di non trovarsi più da soli nel gestire sia l’ascolto del minore in Tribunale che i rapporti con i servizi territoriali, solitamente attivi nei casi di rischio e alta conflittualità. A questa sorta di “sperimentazione”, come viene definita dalla Presidente della Prima sezione del Tribunale Civile di Roma, Franca Mangano, si aggiunge anche la presenza di personale del Comune di Roma e della Regione Lazio.

“Sarà una collaborazione a costo zero- spiega Silvia Mazzoni, professore associato del Dipartimento di Psicologia Dinamica e Clinica della Sapienza- Quando abbiamo ricevuto la chiamata del Tribunale, ho steso un progetto e a luglio abbiamo iniziato le procedure per riattivare il servizio”.

Diversi gli obiettivi dello ‘Spazio Famiglia e Minori’, fisicamente collocato in una stanza al secondo piano della Prima Sezione di viale Giulio Cesare in cui psicologi esperti del settore della mediazione familiare saranno a disposizione tutti i giorni. Prima di tutto verranno offerti una consulenza e un sostegno a quei genitori che rischiano di coinvolgere i figli nel loro conflitto di coppia, ma allo stesso tempo sarà un’occasione per segnalare ai Giudici i casi di conflittualità più elevata che richiedono la massima urgenza, ad esempio in presenza di violenza domestica.

“Il punto di partenza è una attività preventiva– sottolinea Mazzoni- per cercare di fornire ai genitori una alternativa, grazie anche ai nostri gruppi di educazione e orientamento tenuti in ateneo che stimolano riflessioni sull’incidenza delle loro azioni sullo sviluppo dei bambini”.

Poi, naturalmente, “ci occuperemo anche di affiancare i Giudici, su loro richiesta, nell’ascolto in aula dei minori, dando vita a un lavoro integrato con gli psicologi. Questo permetterà di avere delle procedure più snelle, attenuando la burocrazia nelle comunicazioni e facilitando l’accesso più rapido e diretto alle informazioni”.

I primi numeri sono importanti. Da luglio a fine settembre i Giudici hanno inviato ai Servizi, tramite lo Spazio, 95 casi da trattare, mentre tra settembre e novembre sono in programma 20 ascolti di minori”. Dati che testimoniano “la grande esigenza” dell’attività, conferma la presidente Mangano.

“Talvolta il Giudice affida dei compiti alla cancelleria che però si limita a inviare il procedimento del Giudice. Invece la nuova struttura si assicura che la richiesta del Giudice sia arrivata, che sia comprensibile, che ci sia una risposta”. Si tratta quindi un “esperimento di fondamentale importanza che nella mia visione futura dovrebbe corrispondere alla creazione di una struttura stabile, che possa fungere da raccordo tra il Tribunale e i servizi territoriali”.

La collaborazione ha poi l’ulteriore aspetto di “ricerca”, che mette l’università nelle condizioni di conoscere situazioni delicate che possano favorire l’approccio scientifico alla casistica”. Insomma, al lavoro c’è un “gruppo di lavoro multiplo”, con varie competenze che arricchiscono l’attività giudiziaria” ed “è una sperimentazione che si inserisce in un disegno più completo”. Tutto questo alla luce del fatto che dal 2013 al Tribunale ordinario sono state attribuite controversie di cui prima si occupava il Tribunale per i Minorenni, senza però che siano state trasferite anche le strutture di appoggio e supporto sociale. Come esempio, basti pensare ai cambiamenti della società che oltre a separazioni e divorzi hanno visto aumentare i casi di conflittualità tra genitori non sposati o che non hanno mai convissuto: solo l’anno scorso al Tribunale di Roma sono arrivati 1.300 nuovi casi di ‘separazioni di fatto’. Realtà più complicate che rendono di conseguenza diverso anche il lavoro di Giudici e dei servizi sociali.

GARANTE INFANZIA LAZIO: BENE RIAPERTURA

“Le mie congratulazioni vanno alla Prima sezione del Tribunale civile di Roma e al dipartimento di Psicologia dinamica e Clinica della Sapienza Università di Roma per il servizio eccellente che stanno offrendo al territorio”. Così il Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza della Regione Lazio, Jacopo Marzetti, commenta lo spazio ‘Famiglia e minori’ attivato lo scorso luglio per fornire un servizio di ascolto e mediazione familiare alle coppie in situazioni di conflitto che coinvolgono anche i figli.

“Mi sono attivato per fare in modo che il progetto venga sempre più intensificato- aggiunge- perché si tratta di un servizio di fondamentale importanza che serve a tutelare i minori in tutte le varie fasi giudiziarie”. Il supporto è offerto grazie all’accordo che coinvolge varie istituzioni ed enti, tra cui il Comune di Roma e appunto la Regione Lazio, e proprio questa “sinergia è fondamentale”, perché “solo in questo modo si può agevolare il superamento della burocrazia”.

Da Marzetti arriva infine la “piena disponibilità ad affiancare il Campidoglio e la Regione per integrare il servizio. Inoltre sono pronto a partecipare a un convegno sul tema, che evidenzi gli aspetti e i risultati di questa esperienza”.

30 ottobre 2017
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