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DIRE LAVORO IN DIRETTA

Il lavoro in DIREtta, le notizie dal territorio

Il mondo del lavoro e non solo. Ogni giorno in Italia il tema dello sviluppo economico, dei rapporti tra imprenditori e lavoratori assumono i contorni piu’ diversi. Qui la ragione di ‘Lavoro in DIREtta’ lo speciale della Dire in collaborazione con i colleghi di Rassegna (www.rassegna.it). Buona lettura

FILT ROMA. ACCORDO IMPORTANTE PER CLAUSOLA SOCIALE – “Nella serata di ieri le segreterie regionali, provinciali e territoriali di Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl Trasporto aereo hanno raggiunto un importantissimo accordo di applicazione della clausola sociale in occasione del passaggio delle attività del vettore Easy Jet da Aviation Services spa a Consulta spa”. Ne dà notizia la Filt Cgil. L’accordo prevede, a partire da domani, il passaggio di 96 lavoratori a Consulta spa con il mantenimento delle condizioni maturate in precedenza nell’azienda cedente compresi inquadramento e livelli salariali. “In linea con quanto in discussione in sede di rinnovo del Ccnl di settore per la sezione specifica Handlers, inoltre, il passaggio dei lavoratori per clausola sociale esclude l’applicazione delle tutele crescenti. Esprimiamo grande soddisfazione per l’obiettivo raggiunto grazie al contributo di tutta l’organizzazione e con il fondamentale supporto dei delegati e dei lavoratori coinvolti che hanno contribuito fattivamente alla positiva chiusura di questa difficile vertenza”, conclude la nota.

GENOVA. GASLINI SOSPENDE DELIBERA CACCIA-RICERCATORI – Il nuovo consiglio di amministrazione dell’Istituto Gaslini ha sospeso la delibera 105 del precedente cda. Quella delibera stabiliva che, gli oltre 150 ricercatori precari dell’ospedale, anche chi è soggetto da decenni a rinnovi contrattuali a termine, entro giugno dell’anno prossimo sarebbero stati messo fuori dall’Istituto. “È un importante successo del sindacato e dei lavoratori- spiega Laura Tosetti, segretario generale di Nidil-Cgil Genova – da mesi proponiamo a tutti i livelli la situazione di questi scienziati precari e avevamo chiesto al nuovo cda di ritirare l’assurda delibera del precedente vertice aziendale. Riteniamo che sia una dimostrazione di sensibilità e di riconoscimento del ruolo di questi lavoratori all’interno del Gaslini”. I ricercatori precari dell’Istituto Gaslini di Genova sono oltre 150, persone con diverse professionalità (biologi, biotecnologi, tecnici, chimici, medici e data manager) che lavorano prevalentemente nel settore della ricerca sanitaria traslazionale, cioè nell’applicazione dei risultati sperimentali – in particolare in oncologia – alla medicina applicata. Il sindacato fa sapere che “si tratta di un gruppo di lavoratori dotati di elevata professionalità e un alto grado di specializzazione, con una media di 10-15 anni di precariato alle spalle. Negli anni questo impegno non è mai cessato, nonostante le tante promesse non mantenute e le attestazioni di solidarietà da parte di amministratori e politici. La condizione di lavoro di queste persone, di questi ricercatori e scienziati, è rimasta umiliante, priva di sicurezze e incide sulla loro vita personale”. Nidil Cgil di Genova segue da tempo la situazione dei ricercatori precari dell’istituto Gaslini e ha posto il problema anche a livello ministeriale. Nei giorni scorsi si è svolto un nuovo incontro con l’assessore alla Salute della Regione Liguria con il risultato dell’apertura nella prima decade di ottobre di un tavolo di trattativa che metterà assieme Gaslini, Regione e sindacato per trovare una soluzione a questa situazione.

ALLEGION-CISA, ACCORDO CHE SCONGIURA LICENZIAMENTI – Dopo una lunghissima trattativa, alle 6.30 di questa mattina è stata raggiunta un’ipotesi di accordo sulla vertenza Allegion-Cisa da sottoporre ora al voto dei lavoratori e delle lavoratrici. Ne dà notizia la Fiom. Nel giugno scorso l’azienda aveva dichiarato 258 esuberi nel sito di Faenza e circa 20 nel sito di Montsampolo del Tronto, motivandoli con la decisione di dismettere alcune attività produttive. L’ipotesi di accordo raggiunta, fra le altre cose, prevede il ritiro dei licenziamenti e il ricorso alla mobilità volontaria e incentivata, con l’erogazione di una quota salariale pari a 30 mensilità per un massimo di 130 lavoratori da ricercare su un bacino di 400. Inoltre, verrà attivata la cassa integrazione per riorganizzazione per un periodo minimo di 12 mesi, prolungabile fino a 24 mesi. Chi andrà in cassa integrazione, per la quale sarà attivato un meccanismo di rotazione, avrà un integrazione mensile di 400 euro. Al termine della cassa integrazione, e anche successivamente al piano di riorganizzazione, l’azienda non licenzierà e i lavoratori che non andranno in mobilità, o in presenza del permanere di eccedenze, le stesse verranno riqualificate e utilizzate in attività produttive all’interno dello stabilimento di Faenza. Eventuali criticità dovranno essere affrontate e risolte con azioni condivise. Per Bruno Papignani, responsabile del gruppo per la Fiom, “è stata una trattativa lunga e molto complessa. È chiaro che se da un lato con l’accordo si espande l’attività di ricerca dall’altro ne soffre l’attività produttiva. Non c’è quindi da esultare, in quanto si tratta di un accordo difensivo che, tuttavia, tutela i lavoratori ed esclude in modo assoluto che anche solo un lavoratore venga licenziato. Il piano industriale presentato dall’azienda, pur modificato a più riprese nel corso del negoziato, non è stato da noi condiviso. La nostra azione si è concentrata nella difesa dei lavoratori e di una realtà che avesse ancora un senso dal punto di vista industriale.” Il Gruppo Allegion conta oltre 7.000 lavoratori nel mondo, Allegion-Cisa ha circa 550 lavoratori nello stabilimento di Faenza e 200 in quello di Ascoli Piceno.

RETE STUDENTI. BUONA SCUOLA E DIRITTO ALLO STUDIO, DAL MINISTERO RISPOSTE VAGHE – Ieri pomeriggio (29 settembre) si è svolto il primo momento di confronto tra parti sociali e ministero dell’Istruzione sull’attuazione della delega relativa al diritto allo studio, alla presenza delle associazioni dei genitori, degli studenti e dei comuni. All’incontro, al quale era assente il ministro, è stata presentata la proposta del Forum delle associazioni studentesche che fa leva sul tema dei Livelli essenziali di prestazione e chiede di istituire un fondo perequativo statale del quale definire la cifra già a partire dalla legge di stabilità di quest’ anno, richieste largamente condivise dagli attori sociali del tavolo e in parte dal Miur, che da risposte positive rispetto ai Lep, ma non chiarisce invece il nodo essenziale degli investimenti finanziari. “Abbiamo chiesto e chiediamo un confronto sano e non di facciata, e speriamo che con questi tavoli di concertazione il governo possa riaprire le porte che ci ha chiuso in faccia con arroganza nei mesi precedenti” dichiara Alberto Irone, portavoce nazionale della Rete degli studenti medi. “Il diritto allo studio per noi è una priorità, tanto più guardando ai dati sulla dispersione scolastica che arrivano al 17% in tutto il paese e si avvicinano al 30% nel meridione. È necessario garantire i livelli essenziali di prestazione per raggiungere grado per grado l’obiettivo gratuità, e riteniamo positive le aperture del Miur su questo tema. Ma per farlo è necessario un’ingente investimento definito nella prossima legge di stabilità: senza questo, gli annunci sul diritto allo studio, costituirebbero soltanto l’ennesimo spot inconsistente”.

BOLOGNA. FP CGIL, A RISCHIO POSTI DI LAVORO A VILLA STELLA – “La Fp Cgil di Bologna esprime la massima preoccupazione per la situazione occupazionale di Villa Stella, una struttura per anziani a Castel dell’Alpi, nel territorio comunale di San Benedetto Val di Sambro. La struttura occupa attualmente 16 lavoratrici e lavoratori, fra operatori socio sanitari, infermieri e altre figure professionali, con 29 ospiti provenienti dal territorio circostante e, in alcuni casi, anche dalla Toscana. L’attuale gestione ha comunicato ieri alle lavoratrici l’avvenuta recessione del contratto di affitto di azienda, in base al quale la casa protetta dovrebbe ritornare alla società precedente, a partire dal primo novembre”. E’ quanto si legge in una nota stampa sindacale. “Ad oggi – continua la nota – non abbiamo informazioni precise in merito al passaggio di personale, non ci è stato comunicato con esattezza quante lavoratrici e quanti lavoratori rimarranno presso la struttura, e temiamo che la rinuncia da parte della società che attualmente si occupa della residenza possa rappresentare l’ennesimo capitolo di una crisi industriale che si trascina ormai da svariati anni a questa parte. Occorre ricordare che tra il 2013 e il 2015 si sono alternate tre gestioni diverse, le prime due contraddistinte da lunghi periodi di cassa integrazione, nonostante Villa Stella sia una struttura accreditata e, come dimostra la situazione attuale, appetibile e interessante per le famiglie del territorio”. “Ad oggi la gestione subentrante non ci ha comunicato alcun piano industriale per il rilancio di Villa Stella, che per dimensioni e specificità è uno dei luoghi di lavoro più importanti del territorio. Temiamo che questo passaggio di consegne possa preludere – in un periodo più o meno lungo – alla chiusura della struttura. Non possiamo accettarlo, per questo chiediamo alle parti interessate l’attivazione di un tavolo di crisi, coinvolgendo anche l’Amministrazione Comunale, l’Unione dei Comuni e il Distretto socio sanitario”.

30 settembre 2015

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