In Puglia Emiliano è favorito, Poli Bortone lo sfida

emiliano-poli-bortone Domani i 3.608.991 elettori pugliesi, distribuiti in 4.016 sezioni, andranno alle urne per scegliere il successore di Nichi Vendola alla guida della Regione Puglia e i 50 consiglieri che comporranno la nuova assemblea regionale. I candidati a governatore sono sette, mentre le liste elettorali sono 19, per un totale di 950 aspiranti consiglieri. Il favorito è sicuramente l’ex magistrato e due volte sindaco di Bari Michele Emiliano. Il vincitore delle primarie del centrosinistra è appoggiato da otto liste tra partiti e movimenti, tra cui il Partito Democratico, Popolari e la lista “Noi a sinistra per la Puglia” promossa proprio da Nichi Vendola.

Il centrodestra spaccato schiera due candidati: Adriana Poli Bortone, ex ministra dell’Agricoltura nel primo governo Berlusconi ed ex sindaco di Lecce, è appoggiata da Forza Italia, dalla lista leghista “Noi con Salvini” e da altre due liste, mentre Francesco Schittulli, chirurgo di 68 anni, ex presidente della Provincia di Bari, è appoggiato dai dissidenti di Forza Italia guidati da Raffaele Fitto, da Fratelli d’Italia, dalla lista “Oltre con Fitto” ma anche dal Nuovo Centrodestra e dall’Area popolare. Il terzo- anzi, il quarto- incomodo è Antonella Laricchia, 28enne studentessa di Architettura di Adelfia, candidata del Movimento Cinque Stelle, scelta da 3.034 attivisti del movimento. Ci sono poi Gregorio Mariggiò dei Verdi, Riccardo Rossi della lista “L’altra Puglia” e Michele Rizzi di Alternativa comunista.

Il sistema elettorale della Puglia è disciplinato dalla legge regionale n.7 del 10 marzo 2015: il consiglio regionale è composto da 50 consiglieri, più il Presidente, eletti con un unico turno di votazione e la possibilità di esprimere un voto disgiunto. I primi 23 seggi vengono ripartiti a livello circoscrizionale e i restanti 27 a livello di collegio unico regionale. La soglia di sbarramento è dell’8% per le coalizioni e le liste che si presentano da sole, e del 4% per le liste che si presentano in coalizione.

E’ previsto un premio di maggioranza variabile: se la coalizione vincente raggiunge o supera il 40% dei voti, ottiene almeno 29 consiglieri; se riceve tra il 35% e il 40% dei voti, ottiene almeno 28 seggi; se scende sotto il 35% dei voti, gli vengono assegnati almeno 27 seggi. Non c’è ballottaggio e, dopo che il consiglio regionale ha bocciato la norma, non è previsto nemmeno il meccanismo della doppia preferenza di genere. La legge prevede però che nelle liste sia assicurata la rappresentanza di entrambi i sessi visto che ognuno di essi non può essere rappresentato in misura superiore al 60%.

Alle ultime elezioni regionali, il 28 marzo 2010, Vendola fu eletto con 1.036.638 voti, il 48,69% del totale, appoggiato tra gli altri da Pd (20,75%), Sel (9,74%), Idv (6,47%) e “La Puglia per Vendola” (5,53%). Rocco Palese, il candidato del Popolo della Libertà (primo partito con il 31,10% dei voti) finì sconfitto raccogliendo 899.590 voti, il 42,25% del totale. Anche cinque anni fa era candidata Adriana Poli Bortone, che però, supportata solo da Unione di Centro e Io Sud prese 185.370 voti, l’8,71% del totale. L’affluenza fu del 62,29%, comunque in diminuzione rispetto a quella delle regionali del 2005 (70,5%).

La situazione politica nella regione si può dire cambiata con le elezioni europee del 2014, quando il Pd è diventato il primo partito con il 33,58% delle preferenze, ma soprattutto con il M5S che, raccogliendo il 24,61% dei voti ha superato, seppur di poco, anche Forza Italia, terza con il 23,52%.

30 Mag 2015
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