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DIRE - LE OPINIONI

Le sfide del pluralismo religioso e il ruolo propulsore della scuola

di Anna Paola Sabatini, dirigente Ufficio scolastico regionale per il Molise

La terribile strage di Bruxelles e i dolorosi fatti accaduti a un gruppo di Cristiani in Pakistan, nel giorno di Pasqua, ci hanno toccato profondamente e hanno sollevato importanti interrogativi su come affrontare il fanatismo ‘religioso’”.

Il punto di partenza deve essere quello di lavorare sul concetto di dialogo e integrazione a partire dagli elementi di contatto che esistono da sempre, soprattutto tra le tre grandi religioni monoteiste.

Una integrazione che non è più rinviabile visto l’accentuarsi del fenomeno migratorio che porterà verso una società plurale, interculturale e multireligiosa. Si tratta di cambiamenti inevitabili anche all’interno della nostra società, legata a un’identità europea precedentemente consolidata. È solo attraverso l’interazione autentica tra etnie e religioni, come ha sottolineato anche Bauman, e attraverso il superamento della stigmatizzazione degli “altri” gruppi sociali ritenuti per natura negativamente “diversi” da noi (i “normali”), che si potrà giungere a un’inclusione sociale e a un’integrazione vera. Ed è solo un’integrazione vera che ci porterà a superare questa fase storica così difficile, ad affrontare le nostre paure e anche le suggestioni che ne derivano.

E’ una sfida importante e che ci riguarda tutti ma che soprattutto parla al nostro mondo, il mondo della scuola, considerato una risorsa, un motore propulsore di un percorso di integrazione che può coinvolgere positivamente l’intera società. Il 9% degli studenti italiani (a giugno 2015, 802.000 studenti di 174 nazionalità diverse e 14 religioni differenti) è rappresentato da alunni di nazionalità non italiana. Sono 300 mila, in particolare, gli studenti musulmani (+ 371% rispetto al 2001) che rappresentano il 38% del totale degli alunni stranieri. Si tratta della presenza culturale più massiccia e anche in maggiore crescita. E la nostra scuola è impegnata in Italia sempre di più su questi temi. Attraverso l’impulso del ministro Giannini, lo scorso anno è stata istituita un’apposita Commissione ministeriale proprio sul tema del pluralismo religioso nella convinzione che un’educazione alla conoscenza delle religioni di cui si compone l’Europa – storicamente luogo di grandi processi di integrazione – volta al pluralismo e al confronto, debba necessariamente essere tra le priorità del Miur.

30 marzo 2016

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