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Family Day, al Circo Massimo l’adunata dei ‘no Cirinnà’ FOTO E VIDEO

family day

ROMA  – Con le note di ‘Mamma son tanto felice’ cantata dal tenore Francesco Grollo è iniziato ufficialmente il Family Day contro il ddl Cirinnà al Circo Massimo d Roma. Bandiere, striscioni e slogan ‘no Cirinnà’ che si sono levati da una piazza gremita.

Dispiegati slogan e striscioni, tra cui un mini- manifesto raffigurante due coppie dello stesso sesso con la scritta ‘sbagliato è sbagliato, anche se dovesse diventare legge’, in riferimento ovviamente al ddl Cirinnà. E ancora, magliette- indossate da bambini- con scritto ‘mamma e papà da sempre e per sempre’ o lo striscione ‘I figli non si pagano’.

Il primo a prendere parola è il presidente del comitato ‘Difendiamo i nostri figli’ e organizzatore dell’evento Massimo Gandolfini. “Avevamo la sensazione che poteste essere tanti- ha detto rivolgendosi alla folla- ma siete molti di più. Il rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni ci ha ricordato che, secondo la tradizione ebraica, quando un evento si ripete tre volte esso diventa consuetudine. Noi ci ritroviamo qui in piazza per una manifestazione come questa per la terza volta, quindi ci auguriamo che questa possa divenire una consuetudine”, ha concluso, ricordando anche l’appoggio istituzionale delle Regioni Veneto, Liguria e Lombardia. “Una piazza così non si era mai vista”, ha detto un acclamatissinmo Mario Adinolfi, giornalista e attivista cattolico.

“Abbiamo sostenuto questa mobilitazione col nulla, con le nostre mani nude, adesso però il palazzo vi ascolti. Questa piazza oggi sta parlando. Vedo uno striscione scritto con un hashtag, si vede che bisogna comunicare a qualcuno che parla abitualmente su Twitter. #Renziciricorderemo: Renzi ci ricorderemo, fai le scelte guste. Lo dico al mio amico Matteo Renzi con cui nel 2007 ho condiviso insieme a voi un’altra piazza che diceva le stesse cose, e allora se le ricordi”, dice Adinolfi intervenendo dal palco del Family day, in diretta su RaiNews24. “I diritti civili esistono e sono i diritti dei bambini”, ma “il ddl Cirinnà vuole attaccare un cartellino del prezzo al ventre delle madri- aggiunge Adinolfi- vuole rendere un bene commerciabile la maternità. Questo non sarà consentito”, quindi “no Cirinnà”.

IN PIAZZA PAROLA DI DIO E CROCIFISSI ALTI UN METRO – “Voglio che la famiglia sia fatta da un uomo e una donna e che i figli nascano da una coppia e non siano merce di scambio”, dice Antonella che indossa un cartone dove è scritto ‘la natura si ribellerà alla legge’ e porta un crocifisso di un metro nella mano destra. Francesco, 21 anni, sesto di nove figli, è arrivato da Bologna questa mattina: “Nella Parola c’è scritto che Dio ha creato l’uomo e poi gli ha donato la donna per completarlo. Questo mi hanno insegnato e io sono qua a difenderlo”. Un altro Francesco, stavolta di Roma, dice che “la vera emergenza è che non so fanno piu i figli. La nostra è una società che sta invecchiando”. E i matrimoni gay? “Gli omosessuali non devono sposarsi, il matrimonio è un’altra cosa. Alcuni diritti civili? Perche no. Comunque si discute, non si impone una legge di questo genere”. Luca, da Venezia, è venuto con uno striscione che dice ‘non si vive nella menzogna’, ma quando gli si domanda di spiegarne il collegamento col ddl Cirinnà rifiuta di rispondere perché non vuole che le sue parole vengano “mal interpretate”. Davide è un pastore di Bergamo, “manifestiamo a favore della famiglia- dice- Siamo contrari all’idea di unione civile così come è intesa in questo ddl perché il diritto deve essere visto dal lato del bambino”. Oggi “scendo in Piazza per tenere alto l’onore di Dio- racconta Francesca- e perché la famiglia deve essere composta da un uomo e una donna. Sono contraria alle unioni gay”. Angelo gira per la folla con la bandiera degli Usa e quella italiana, “dovrebbero fare un referendum sia qui che in America e vedrebbero che la gente non la pensa come credono”. Il ddl Cirinnà “non ci piace, è l’anticamera per l’adozione di bambini da parte delle coppie gay”‘ spiega Enrico, “bisognerebbe rifare la legge dando i diritti alle coppie omosessuali non equiparandole alla famiglia”. Io sono “contro, contro, contro” dice Marisa, “i gay possono sposarsi e fare ciò che vogliono ma devono lasciare in pace i bambini”.

GALLETTI: QUESTA PIAZZA E’ UN SEGNALE AL PARLAMENTO – “Questa piazza è un chiarissimo segnale al Parlamento, e penso proprio che ne dovrà tenere conto. Sono qui per ribadire la centralità della famiglia, che è quella composta da uomo e donna, e la tutela dei più deboli, che sono i bambini e hanno diritto ad avere una mamma e un papà”. Gian Luca Galletti, ministro dell’Ambiente, lo dice a margine del Family day in corso al Circo Massimo, a Roma. “Qui ci sono le famiglie che tutto il giorno tirano la carretta in questo Paese- rivendica Galletti- sono quelli che si sono rimboccati le maniche durante la crisi”. Quella di oggi “è una piazza festosa che è venuta in pace per ribadire dei valori molto chiari- dice il ministro dell’Ambiente- io credo che ci sia troppa confusione tra unioni civili e famiglia. Devono restare due cose distinte, mentre dall’altra parte sono contrario alla stepchild adoption”.

BRUNETTA: QUESTA PIAZZA E’ IL PAESE, NON IL PARLAMENTO – “Non è il Parlamento a rappresentare il nostro Paese, ma questa piazza”. Lo ha detto il capogruppo di Forza Italia alla Camera Renato Brunetta, a margine della manifestazione sul Family day, al Circo massimo di Roma. “Il Parlamento non è la maggioranza di questo Paese- ha sottolineato ancora- e questa gente ne è la conferma. Siamo favorevoli a una regolamentazione dei diritti delle coppie omosessuali, ma contrari a qualsiasi apertura ad ogni forma di adozione”.

LETTERA RABBINO DI SEGNI: “NON STRUMENTALIZZARE BAMBINI”. MA E’ UN FALSO – “Non si possono strumentalizzare i bambini per nuove ideologie. Come dice Papa Francesco, i bambini non sono animali da esperimento”. Questo il messaggio del rabbino capo della Comunità ebraica di Roma, Riccardo Di Segni, letto al Family Day, in cui sottolineava di non essere presente solo perché la manifestazione coincide con lo shabbat. Peccato che non sia vero. E’ stato lo stesso Di Segni a smentire l’intervento fatto passare per suo. “Non ho mandato alcun messaggio al #familyday. Qualcuno ha ripreso il messaggio dell’altro evento, che non era di adesione“, precisa su twitter il rabbino.

Ecco il comunicato stampa:

comunita ebraica_family day

CASAPOUND: NON SIAMO IMBUCATI, SIAMO SOTTO AL PALCO – “Con il ddl Cirinnà sarà possibile andare all’estero, ‘comprare’ un bambino e farselo riconoscere in Italia con la stepchild adoption. Noi siamo qui per portare la nostra posizione laica senza bandiera, solo per ribadire la nostra contrarietà al ddl. Polemiche per la nostra presenza? Non siamo imbucati, siamo sotto al palco come tutti. Non siamo stati invitati, ma chi lo è stato?”. Così Simone Di Stefano, interpellato nel corso del Family Day a Roma.

 

 

30 gennaio 2016

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