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A Treviso Fater ricicla il 100% dei pannolini: tutto made in Italy – VIDEO

ROMA – A Treviso c’è il primo impianto al mondo su scala industriale in grado di riciclare il 100% dei prodotti assorbenti usati (pannolini per bambini, per l’incontinenza e assorbenti igienici) trasformandoli in materie prime seconde che possono essere reimmesse sul mercato e riutilizzate. I vantaggi ambientali ed economici dell’impianto che può processare fino a 10mila tonnellate di prodotti usati l’anno, realizzato da Fater con tecnolgia e brevetti 100% italiani, sono evidenti, a partire dall’eliminazione del materiale da discariche ed inceneritori evitando emissioni equivalenti a quelle che assorbono ogni anno oltre 30mila alberi.

Se esteso a tutto il territorio nazionale il sistema industriale consentirebbe di ridurre le emissioni climalteranti prodotte ogni anno da oltre 100 mila automobili

E poi c’è il riciclo in materie prime di elevata qualità che saranno utilizzabili in molteplici nuove produzioni. Da una tonnellata di rifiuti raccolti in maniera differenziata infatti sarà possibile ricavare fino a 150 chilogrammi di cellulosa, 75kg di plastica e 75kg di polimero super assorbente, che potranno essere impiegati in nuovi processi produttivi. Ad oggi, però, mancando il decreto sull”End of waste’, atteso per fine anno, queste materie prime seconde non possono essere reimmesse nel ciclo. “Fater è una joint venture paritetica tra il gruppo farmaceutico Angelini e la Procter and Gamble ed è l’azienda leader di mercato in Italia nella produzione e distribuzione di prodotti assorbenti”, spiega, a margine del convegno di oggi a Confindustria sull’economia circolare, Giovanni Teodorani Fabbri, general manager della Business unit della Fater dedicata al riciclo di prodotti assorbenti, “Fater nasce in Italia nel 1958 e dal 1992 è parte della Jv”.


Si tratta di materiale che oggi non viene riciclato

“L’impianto di Treviso è il primo al mondo in grado di riciclare su scala industriale i prodotti assorbenti per la persona usati”, prosegue Giovanni Teodorani Fabbri, general manager della Business unit Fater dedicata al riciclo dei prodotti assorbenti. “L’impianto che abbiamo inaugurato a Treviso è in grado di riciclare circa 10mila tonnellate l’anno di prodotto usato, che equivalgono grosso modo al consumo di circa un milione, quindi una provincia di dimensioni medio-grandi o una regione come l’Abruzzo”, prosegue Teodorani Fabbri. Si tratta di materiale che “ad oggi non viene riciclato, e guardando ai numeri europei il 70% finisce in discarica e il 30% viene incenerito”, precisa il dg Fater. “Al momento la tecnologia è in grado di funzionare solo laddove è presente la raccolta differenziata, ad oggi in Italia le persone servite dalla raccolta differenziata di prodotti assorbenti per la persona usati sono circa 11 milioni”, spiega Teodorani Fabbri. “Il nostro obiettivo è sviluppare prima possibile su scala industriale questa tecnologia- continua il Dg Fater- partendo dall’impianto inaugurato a a Lovadina di Spresiano (Tv) per andare in altri Comuni che saranno disposti ad accogliere la nostra tecnologia e metterci a disposizione le loro infrastrutture per servire l’impianto, e all’estero”. Infatti “c’è già stato interesse da parte di diverse Comuni e presto lanceremo il secondo impianto con ulteriori innovazioni in Olanda”, annuncia Teodorani Fabbri.

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La tecnologia è completamente Made in Italy

“La tecnologia è completamente Made in Italy e nasce da invenzioni e proprietà intellettuale di ingegneri italiani e il tutto è stato realizzato grazie all’aiuto di fornitori italiani”, prosegue Giovanni Teodorani Fabbri, general manager della Business unit Fater dedicata al riciclo dei prodotti assorbenti, “si tratta di 108 brevetti innovativi depostitati in Italia, Ue e all’estero”. La materia prima seconda prodotta dall’impianto, però, a tutt’oggi non può essere immessa sul mercato e avviata al ciclo produttivo perché da un punto di vista legale-normativo è ancora considerata rifiuto. Entro l’anno dovrebbe però arrivare il decreto sull”End of waste’ che dovrebbe finalmente stabilire in modo chiaro quando un materiale smette di essere rifiuto e diventa sotto prodotto, decreto che, ha annunciato ieri il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, sarà inviato a Bruxelles per le valutazioni preliminari. “Siamo più che fiduciosi- commenta Teodorani Fabbri- il decreto ci permetterebbe poi di realizzare appieno il ritorno che attendiamo da questo investimento, in termini di tempo sono 10 anni che Fater sta sviluppando questa tecnologia. Da parte del ministero dell’Ambiente abbiamo trovato una forte attenzione, e penso che questa sia una grande opportunità perché innovazione tecnologica e normatuiva vadano di pari passo, e sarebbe un successo per l’Italia”.

29 novembre 2017

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