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‘EurHop!’, a Roma la risposta italiana all’Oktoberfest

ROMA – È arrivato al quinto anno ‘EurHop! Roma Beer Festival’. Dal 6 all’8 ottobre al Salone delle Fontane dell’Eur, a Roma, si sono dati appuntamento tutti gli appassionati di birra, rigorosamente artigianale.

Come nella moda, anche il settore brassicolo ogni anno ha il suo trend. Nel 2017, a farla da padrone sono state le ‘fruit beer’: birre alla frutta che vanno dalle piu’ ‘classiche’ con ciliegie e lamponi, fino a quelle con pesche di Volpedo, pere Bure’ Roca del Piemonte, frutto della passione, mele cotogne o pesche Merendella. Alcune fruit beer saranno presenti al festival.

Solo per citarne alcune: la Cherry Cheers del Birrificio Argo, realizzata con le pregiate ciliegie di Vignola, la Lady Peach di Brewfist, una Sour Fruit Ale invecchiata in botti di Chardonnay, creata con l’aggiunta di polpa di pesca, e la 19″72 di Croce di Malto, una Apricot Rye Saison in cui sono state usate le albicocche come ingrediente principale.

A essere determinante, in ogni caso, e’ la fantasia produttiva che non fa certo difetto ai nostri birrai e i consumatori sembrano apprezzare, tanto da spingere la quota del consumo della birra artigianale al 3,7% del totale nazionale, con 500mila ettolitri prodotti ogni anno. Una crescita decisamente notevole per un settore che in Italia si e’ sviluppato solo negli ultimi dieci anni, arrivando a contare oltre 700 microbirrifici – che salgono sopra i 1000 se si aggiungono i brew pub e le beer firm – e che dà lavoro a 4.700 addetti in modo diretto. Se consideriamo, poi, che per ciascun posto di lavoro ‘diretto’ se ne stimano altri 29 indiretti, capiamo come si sia venuta a creare un’importante filiera occupazionale.

“Il ritmo, forse troppo elevato, di nascita di nuovi birrifici degli ultimissimi anni ha rallentato – spiega Alessio Selvaggio, birraio e membro di UnionBirrai, l’Associazione di categoria dei produttori di birra artigianale – e nello stesso tempo quelli esistenti si stanno impegnando per organizzare meglio la distribuzione e la mescita. Inoltre la dislocazione sul territorio nazionale sta diventando piu’ omogenea, andando ad occupare anche il Mezzogiorno”.

Oggi Roma consuma da sola il 23% della birra artigianale e si e’ affermata negli ultimi anni come punto di riferimento per gli appassionati di malti e luppoli. È qui, infatti, che da cinque anni a questa parte va in scena ‘EurHop! Roma Beer Festival’, il Salone Internazionale della birra artigianale, da interpretare come la risposta italiana all’Oktoberfest di Monaco, conclusosi lo scorso 3 ottobre. “Ma da noi la birra e’ davvero buona” spiega Luca Migliorati, uno degli organizzatori di EurHop.

L’Oktoberfest e’ una festa folkloristica, ma la qualita’ della birra non e’ eccellente. Qui a Roma, grazie all’esperienza di Manuele Colonna, il maggiore esperto italiano in questo settore, sono state selezionale birre artigianali di altissima qualita’” continua Migliorati.

Una tre giorni all’insegna della tradizione brassicola, dunque, con 45 postazioni da cui verranno spillate oltre 350 birre artigianali di 40 birrifici italiani e 30 stranieri, pronti ad arrivare nella Capitale da 14 Paesi del mondo: oltre ai “tradizionali” Belgio, Olanda, Germania, Inghilterra, Scozia, Stati Uniti, verranno presentate anche vere e proprie chicche da Danimarca, Austria, Polonia, Svezia, Norvegia e Estonia. Tra le italiane ci saranno birre provenienti da 14 regioni, da nord a sud, passando per le isole, tra cui Birranova della Puglia e La Fucina del Molise, il Birrificio di Cagliari in rappresentanza della Sardegna, il laziale Vento Forte, l’umbro Birra Perugia. Numerosa la componente del Nord Italia, come Extraomnes della Lombardia e Foglie d’Erba del Friuli.

28 settembre 2017

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