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Curiosity ha trovato tracce di Azoto su Marte (VIDEO)

Curiosity ha trovato tracce di azoto su Marte. La notizia, uscita ufficialmente sulle pagine di Pnas, porta in trionfo quello che ad occhi sterili potrebbe sembrare un semplice robot, ma che in realtà è un’intelligenza artificiale, figlia della Nasa, grazie a cui il pianeta rosso diventa ogni giorno più familiare all’uomo.

L’azoto, nello specifico ossido nitrico – un composto che col calore può essere rilasciato dalla rottura dei nitrati (NO3), sostanze che contengono azoto in forma utilizzabile da organismi viventi – rilevato attraverso il Sam (Sample Analysis at Mars), sarebbe stato rilasciato durante il riscaldamento di sedimenti marziani.

Dopo due anni e mezzo di permanenza, Curiosity ha già dato la notizia della scoperta di composti organici su Marte e quella della rivelazione di picchi di metano, forse riconducibili alla presenza di batteri (ma che potrebbero venire anche da fenomeni vulcanici). Questa moltitudine di informazioni intrecciate alla consapevolezza che in passato il pianeta rosso ospitò laghi e fiumi, è una conferma in più all’ipotesi che il pianeta abbia ospitato forme di vita. Infatti l’azoto è un fondamento di cui gli esseri viventi non potrebbero fare a meno: c’è dell’azoto nelle basi degli acidi nucleici di dna e rna, e c’è dell’azoto nelle proteine.

La stessa NASA tuttavia sottolinea che “non ci sono prove che suggeriscono che le molecole di azoto che sono state trovate siano state create da forme vita”. Anche perché per quanto ne sappiamo al momento “la superficie di Marte è inospitale per le forme di vita conosciute”. Questo vuol dire che le sostanze rinvenute – tracce antiche – potrebbero essersi formate attraverso fulmini o impatti di meteoriti, senza alcun contributo di organismi azoto fissatori.

Curiosity si sta muovendo attualmente ai piedi del monte Sharp, una montagna alta circa 5.500 metri, composta da strati sedimentari; è importante sottolineare come le missioni di esplorazione del robot della NASA e quelle dei rover attuali e futuri hanno l’obiettivo di raccogliere informazioni in vista di una spedizione umana su Marte, che l’agenzia spaziale americana ha in programma per il 2035.

27 marzo 2015

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