Scuola, Giannini e Cantone: “Legalità è educare alla responsabilità”

ROMA – “Dare il messaggio di educare a un senso di responsabilita’ e alla cultura della legalita’ e’ la missione piu’ grande e piu’ nobile che possiamo avere”. Il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, parla cosi’ di fronte alla platea di studenti e professori riuniti presso la sede del Consiglio superiore della magistratura, assieme ai rappresentanti delle istituzioni, per il convegno su ‘Il ruolo della scuola per la cittadinanza attiva e democratica’, organizzato da Miur, Csm, Anm, Dna e Anac in occasione della ‘Giornata per l’educazione alla legalita”.

“E’ una giornata straordinaria- sottolinea il ministro- e’ la prima volta che, nel mondo della scuola, si mettono insieme istituzioni, professori e ragazzi per diffondere una cultura della cittadinanza responsabile, consapevole, e quindi orientata a portare nella societa’ i valori della legalita’”. Richiamando inevitabilmente i fatti di Parigi e gli ultimi attacchi terroristici, Giannini spiega: “Ci troviamo in un contesto europeo inficiato da un sentimento di paura” ma “in occasione dell’ultimo Consiglio dei ministri dell’Istruzione Ue si e’ capito che quell’esercito europeo della speranza, fatto da milioni di giovani, ha in mano lo strumento piu’ efficace” contro il terrore: “Un’educazione ai valori e ai principi di partecipazione diretta e attiva alla legalita’ che poi producono frontiere solide contro l’illegalita’”.

“Responsabilita’” e’ stata la parola chiave usata anche dal presidente dell’Autorita’ nazionale anticorruzione,  Raffaele Cantone, nel convegno organizzato presso la sede del Csm. “Capovolgiamo un luogo comune- ha spiegato il numero uno dell’Anac- dobbiamo imparare a usare meno la parola legalita’ che e’ una parola abusata, usata spesso da chi non avrebbe i titoli per usarla. La parola giusta e’ ‘responsabilita””. Sull’educazione alla legalita’ Cantone sottolinea: “E’ fondamentale iniziarne a parlare dalle scuole. La corruzione e’ un problema soprattutto per le nuove generazioni, e’ una perdita di chance per i giovani. Andando nelle scuole ho capito quanto sia fondamentale che i ragazzi vedano che le istituzioni ci sono, soprattutto quando si riesce ad andare nelle scuole di frontiera”.

Al convegno a Palazzo dei Marescialli, padrone di casa e’ stato Giovanni Legnini. “Studi multidisciplinari- ha sottolineato- hanno dimostrato una stretta correlazione tra livello di istruzione e riduzione della propensione alla criminalita’” e che “all’incremento degli anni di studio corrisponde la riduzione della tendenza a commettere crimini in eta’ adulta”. Dunque, sostiene Legnini, “la funzione della scuola nel contrasto di lungo periodo alla criminalita’, alla corruzione, al malaffare diffuso, alla violenza terroristica, e’ non da oggi decisiva”. La novita’ dell’iniziativa di oggi, ha concluso il vice presidente del Csm, “e’ rendere piu’ strutturata e continuativa la partecipazione della magistratura italiana alle attivita’ che il sistema scolastico nazionale intendera’ promuovere”. All’iniziativa erano presenti anche il vicepresidente dell’Anm Valerio Savio, Antonio Patrono della Direzione nazionale antimafia, i consiglieri del Csm Luca Palamara, Paola Balducci e Piergiorgio Morosini.

25 Novembre 2015
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