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Sudafrica, forti spaccature nel partito di Mandela

ROMA – Il governo del Sud Africa, guidato dall’African National Congress (Anc), il partito che fu di Nelson Mandela, è sotto pressione da più parti. La seconda economia del continente colleziona dati economici preoccupanti (crescita annua dello 0,5% in continuo calo) e il partito dalle scorse amministrative di agosto ha messo in fila la peggiore serie di risultati elettorali della sua storia. I riflettori sono puntati sul presidente Jacob Gedleyihlekisa Zuma, un politico di lungo corso che proviene dal ceto povero della popolazione, ma che oggi detiene un patrimonio stimato in circa 20 milioni di dollari. La Bbc ha pubblicato un report del giornalista esperto di questioni africane Milton Nkosi che fa il punto sulla situazione in vista delle elezioni del 2019.

Zuma, chiamato dagli oppositori ‘Zupta‘ per gli stretti legami con la ricchissima famiglia Gupta, è anche da tempo al centro di sospetti e polemiche. Gli oppositori ritengono che sia la potente famiglia di origini indiane a influenzare le scelte del suo governo, sotto accusa da quando il principale consulente finanziario di Zuma, Schabir Shaik, è stato condannato a 15 anni di reclusione per corruzione e truffa. Lo sguardo della Bbc si ferma sulle lacerazioni prodotte dalla crisi politica nel partito che da 22 anni è alla guida del paese. Contestazioni di piazza per il presidente e dati elettorali in calo segnalano una evidente spaccatura nei sudafricani che hanno sempre sostenuto Zuma.

“Ci sono molti motivi dietro il fatto che gli elettori hanno perso fiducia nell’Anc e una di queste è il Presidente stesso”, spiega l’analista della Bbc, che si sofferma anche sulle vicende di Pravin Gordhan, erede della poltrona di ministro delle Finanze lasciata libera dal licenziamento da Nhlanhla Nene, che si era opposto fermamente alle diffuse pratiche di corruzione oltre che a una gestione poco prudente delle finanze nazionali. Nene era stato sostituito con David Van Rooyen, un giovane deputato molto impopolare, decisione che ha portato ad un crollo di valore dei titoli di stato sudafricani e che dopo tre giorni hanno prodotto l’immediata sostituzione di Nene con Pravin Gordhan, che aveva ricoperto quel ruolo tra il 2009 e il 2014. Su Gordhan, terzo ministro delle Finanze in quattro giorni, pesano però un’indagine e un mandato di comparazione inevaso, fatti che mettono a repentaglio la fiducia dei cittadini sull’uomo che ha il compito di combattere la corruzione nel paese.

di Alfredo Sprovieri, giornalista

25 settembre 2016
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