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Intervista con Francesco Storace, leader de La Destra, candidato a sindaco di Roma

ROMA – “Io sono stato il primo B, perche’ la prima A e’ stata la Meloni. Poi il 30 gennaio ci ha dato questa bella notizia con il rifiuto a candidarsi, e siccome avevo convocato per il 31 gennaio una grande manifestazione in cui avrei chiesto le primarie nel centrodestra e non c’erano candidature, ho presentato la mia. Da li’ sono trascorsi due mesi incontrando migliaia romani, c’e’ stata una giostra infinita di nomi e poi lei e’ ritornata in campo”. Lo ha detto il candidato sindaco di Roma e leader de La Destra, Francesco Storace, nel corso dell’intervista rilasciata all’agenzia Dire.

Programma per i primi 100 giorni da sindaco? “Dopo Pasqua stilero’ un manuale alfabetico con le 21 cose da fare: ad ogni lettera corrispondera’ una priorita’. La prima lettera ed esempio e’ la A di Atac e cosi’ via. Una delle cose piu’ urgenti da fare- ha aggiunto- e’ fare pace con i dipendenti comunali” e al contempo, “sbloccare le 22 procedure concorsuali ferme da tempo. A Roma servono intelligenze fresche per rimettere in moto la macchina amministrativa”. E ancora, “illuminazione pubblica, interforze tra tutte le forze dell’ordine con il coordinamento della prefettura e, ovviamente, lotta all’abusivismo commerciale”.

MARCHINI ESCA DA METAFORA ‘SUPERCAZZOLA’ – “Con Marchini ci scherzo perche’ almeno lui e’ educato. Ma quello che gli dico sempre e’ che deve uscire dalla metafora della ‘supercazzola’ che lo fa sembrare un grillino altolocato”, ha detto Storace.

BERTOLASO SU MARCHINI? RISPONDO TRA 7 GIORNI… – “Ho deciso come abito mentale di commentare ogni dichiarazione del centrodestra solo dopo 7 giorni. Stanno allo sbando, io vorrei parlare non dei danni che ha fatto questa coalizione prendendosi a schiaffi da sola ma dei danni che ci sarebbero se vincessero i grillini o tornasse il Pd. Avevo proposto un confronto tra i candidati del centrodestra per trovare un’intesa tra i partiti, pensate se avessero accettato le primarie a gennaio: ora ci sarebbe un solo candidato e con i numeri per vincere. Io sono qui e ho il dovere di tentare di vincere la partita”.

SE VINCE IL M5S SI BLOCCA ECONOMIA ROMA – “Ho subito detto che non mi interessava in che studio legale lavorava la Raggi bensi’ il futuro che proponeva. Le prime sue dichiarazioni lasciano a desiderare. È partita claudicante con lo svarione su Acea. Seppur sia infantile dare la colpa a lei per il crollo in borsa dovrebbe avventurarsi in queste storie con piu’ attenzione e competenza. Poi ha detto ‘no’ allo stadio e alle Olimpiadi. Temo che se arrivano i grillini si blocchi l’economia di Roma e scappino gli investitori”.

 

25 marzo 2016

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