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Boschi: “Per l’Antitrust nessun conflitto d’interessi con Banca dell’Etruria

M. Elena Boschi

M. Elena Boschi

ROMA – Sul numero di ‘Chi’ in edicola mercoledì 25 febbraio il ministro Maria Elena Boschi, in una lunga intervista esclusiva nella quale traccia il bilancio di un anno di governo, parla anche del caos che è piombato sulla Banca dell’Etruria e sulle accuse che le hanno mosso per il fatto che suo padre ne era vicepresidente.

“Mi dispiace per la mia famiglia e soprattutto per mio padre che è molto riservato e si è trovato nel vortice”, dice il ministro per le Riforme. “Per fortuna però siamo molto uniti- aggiunge- Entrando nel merito l’Antitrust ha stabilito che non c’è conflitto di interessi. Io non ero presente al Cdm del decreto. Del resto poi la Banca è stata commissariata dal nostro governo, per cui non vedo trattamenti di favore; anche se a volte può far male, la legge è uguale per tutti“.

“Diciamo che prima le cinque del mattino le facevo in discoteca, mentre ora mi capita solo al Senato“. Con questa battuta il ministro delle riforme, Maria Elena Boschi, inizia a tracciare il bilancio del suo primo anno nel Governo Renzi.

“È stato Un anno di lavoro. Molto intenso- dice il ministro- abbiamo tenuto ritmi sostenuti e chiesto alle Camere di lavorare cinque e anche sei giorni a settimana. Il mio bilancio è positivo anche se resta molto da fare. Abbiamo davanti altri tre anni di duro lavoro per completare ciò che abbiamo in mente e che serve al Paese”. Boschi elenca risultati e obiettivi: “La legge elettorale è stata approvata alla Camera e al Senato, siamo riusciti a far passare, anche a costo di qualche notturna, una riforma costituzionale non facile con una trasformazione totale del Senato e il Jobs Act. Questo è il punto più importante, visto che ci sono in ballo i posti di lavoro per migliaia di giovani della mia età. Abbiamo risolto numerose crisi aziendali a Taranto, Gela, Terni, Trieste e Piombino, salvando i posti dei lavoratori, ma non sono ancora soddisfatta su questo fronte. Il fatto che un ragazzo su due della mia età sia senza lavoro è gravissimo, anche se iniziano a esserci segnali positivi”.  “I momenti più emozionanti? Uno è stato il viaggio in Congo, quando siamo andati a recuperare i bambini adottati dalle famiglie italiane. Anche lì il nostro lavoro non è finito. Sono sempre in contatto con le famiglie”, aggiunge.

24 febbraio 2015

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