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Terremoto, dal Salone del Libro 2.000 volumi per la biblioteca di Arquata

libriSAN BENEDETTO DEL TRONTO – Due chilometri di bancarelle, 120 librai, editori e bouquinistes e 2 mila libri che prenderanno posto negli scaffali della nuova biblioteca di Arquata del Tronto. Arriva direttamente dal Salone internazionale del Libro di Torino e si affianca alle altre iniziative messe in campo in questi mesi, il progetto portato a termine nella decima edizione di ‘Portici di Carta’, la libreria più lunga del mondo realizzata nel capoluogo piemontese sotto i portici di via Roma, piazza San Carlo e piazza Carlo Felice. – Pensata come naturale passaggio di avvicinamento al Salone del Libro, che il prossimo anno compirà 30 anni, la due – giorni di esposizione (8 e 9 ottobre) quest’anno e’ stata dedicata anche “alle Marche terremotate”. La novità principale e’ stata infatti l’iniziativa “Un libro per ri-costruire”, promossa dalla citta’ di Torino insieme alla Protezione civile: chi acquistava un libro a Portici poteva donarlo per creare la biblioteca di Arquata del Tronto. E’ cosi’ che i promotori dell’evento hanno raccolto i 2 mila volumi per le Marche.

La consegna dei libri ai bambini di Arquata Questa mattina la consegna dei libri a San Benedetto del Tronto, nella scuola di via Celso Ulpiani che ospita i bambini e i ragazzi di Arquata.”Una biblioteca – ha spiegato agli studenti Paolo Messina, direttore delle Biblioteche Civiche torinesi – non e’ solo un posto in cui andare a studiare: ci si va anche per leggere, sedendosi per terra, sui cuscini o nel posto che più ci piace, scegliendo la storia che ci affascina, senza insegnanti intorno, in totale libertà. Liberi di ritagliarsi un angolo e lasciarsi guidare dalla fantasia. Un luogo, soprattutto, per incontrarsi. E’ da qui, da un posto cosi’, che vorremmo aiutarvi a ripartire”. “Ma come facciamo a essere sicuri che il libro acquistato a Portici di Carta arriverà proprio ad Arquata? – scherza con i bambini Nicola Gallino, direttore stampa e comunicazione del Salone del Libro – Come facciamo a sapere se qualcuno lo ha scambiato? Facile: basta aprire il libro e guardare la prima pagina. Lo vedete questo? – e indica una piccola immagine che compare in ognuno dei 2 mila volumi – e’ un adesivo che abbiamo apposto sui vostri libri per essere sicuri che nessuno ve li porti via!”. L’adesivo, in bianco e nero, riporta lo stemma di Portici di Carta e il titolo del progetto.

E quello che il sindaco di San Benedetto del Tronto, Pasqualino Piunti, ha definito “il gemellaggio della solidarietà” con il capoluogo piemontese, non si ferma ai libri. “I torinesi, dopo il primo evento sismico di quest’estate e poi anche per gli altri episodi tellurici – ha sottolineato Francesca Paola Leon, assessore alla Cultura della città di Torino -, hanno immediatamente risposto con un reale spirito di solidarietà e di aiuto concreto. La vicinanza con la popolazione di Arquata del Tronto e con i territori colpiti dai terremoti si e’ tradotta con la raccolta fondi e con iniziative di collaborazione che hanno coinvolto i dipendenti del Comune di Torino che hanno lavorato in aiuto dei comuni in difficoltà e le molte squadre dei vigili urbani torinesi in supporto dei colleghi che tuttora operano sul territorio marchigiano. Oggi, con la consegna di questi libri di narrativa e saggistica per bambini e adulti, si concretizza un nuovo passo di sostegno e di amicizia tra Torino e Arquata del biblioteca_libriTronto e si evidenzia il valore della cultura nel ricostruire identità e luoghi di aggregazione dopo eventi cosi’ devastanti. Ogni volume e’ connotato da un “ex libris” in modo che, una volta consegnato, rimanga il ricordo di questo gesto di solidarietà”. In attesa della realizzazione della nuova biblioteca, i volumi saranno conservati nella biblioteca “Giuseppe Lesca” di San Benedetto del Tronto “dove – hanno spiegato Valeria Patrignani, dell’Associazione italiana biblioteche, sezione Marche e Barbara Domini, direttore della “Lesca” – abbiamo pensato di creare uno spazio dedicato ai bambini e ai ragazzi di Arquata: una specie di piccola biblioteca nella biblioteca, pronta a partire verso il centro montano appena ci sara’ la struttura disponibile”.

(Teresa Valiani) (www.redattoresociale.it)

23 novembre 2016
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