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scientificamente - Gli Speciali di DIRE

Nello Spazio con Nespoli, ecco gli esperimenti di Vita/ Multi-Trop

Medicina e tecnologia, biologia e fisica. Sono tanti gli esperimenti di matrice italiana di cui si occupa l’astronauta Paolo Nespoli durante la missione Vita sulla Stazione Spaziale Internazionale. I loro risultati contribuiranno alle cure per numerose patologie, aumenteranno la nostra conoscenza dello Spazio e saranno utili a preparare le missioni di lunga durata del futuro, a partire da quella dell’Uomo su Marte.

L’Agenzia DIRE li racconta, uno per uno, con interviste ai responsabili e visite ai laboratori in cui sono nati.


L’esperimento di cui ci occupiamo questa settimana è Multi-Trop.

Multi-Trop è un esperimento di biologia spaziale che permetterà di ridurre l’inquinamento sulla Terra, risparmiando acqua e concimi e genererà conoscenze per le coltivazioni durante le missioni spaziali dei prossimi decenni.

Multi-Trop è nato in Campania, con il lavoro del Dipartimento di Agraria dell’Università degli Studi Di Napoli Federico II e dei ragazzi del liceo Filippo Silvestri di Portici. Quest’insolita collaborazione tra mondo accademico e mondo scolastico è stata possibile grazie al concorso Yiss – Youth Iss Science– bandito dall’Agenzia spaziale italiana (Asi), ci cui Multi Trop è vincitore. L’obiettivo del concorso è proprio sfruttare il potenziale immaginativo e ispiratore dello Spazio per coinvolgere le Università statali e gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado.

Ci ha spiegato come funziona Multi-Trop la responsabile del progetto Giovanna Aronne.

Multi-Trop “si svolge tutto nello Spazio. Prevede prima del lancio l’inserimento di semi- molto piccoli perché lo spazio a nostra disposizione è limitato-, in camerette di crescita. Poi, germineranno sulla Stazione spaziale. Le radici di questi semi dovranno svilupparsi in uno dei tre substrati che andremo a inserire all’interno delle camerette. L’obiettivo è quello di vedere se in assenza di gravità altri tropismi, cioè altri stimoli – in particolare quello della presenza dell’acqua, o di sali minerali-, sono in grado di orientare, di attrarre lo sviluppo delle radici”.

Non solo Spazio. Le radici di quelle ‘piantine’ ci aiuteranno anche qui sulla Terra.

“E’ un esperimento di biologia spaziale, tuttavia i risultati saranno utili anche per applicazioni a Terra. Nello specifico, il fattore gravitazionale sulla Terra è dominante nell’ambito dei fattori che orientano la direzione di accrescimento delle radici, mentre la presenza di acqua e di sali minerali giocano ruolo secondario. Ma ulteriori conoscenze su queste interazioni tra questi fattori ci permetteranno di poter applicare queste conoscenze per riuscire ad avere colture di qualità sulla terra, ma ottenute con maggiore risparmio di acqua e concimi. Con una positiva conclusione anche nell’ambito dell’inquinamento”.

Obiettivi sono due: quello prettamente spaziale con un occhio alle missioni future su Marte, ma dall’altra i piedi rimangono a Terra.

Il team di Multi-Trop è vario.

“E’ un bel team. Ne sono entusiasta. È molto variegato. Ci sono le mie colleghe di dipartimento- Veronica De Micco, Stefania De Pascale, Roberta Paradiso- con cui da 20 anni dividiamo impegno ed entusiasmo su queste ricerche. In maniera altrettanto entusiasta e con altrettanto impegno ci sono sia gli studenti dell’università- quelli che fanno dottorato di ricerca, ma anche quelli che stanno facendo studi del loro percorso di laurea magistrale-, sia gli studenti del liceo Silvestri. Con loro abbiamo condiviso la maggior parte delle fasi dell’esperimento. Questi ragazzi hanno già partecipato a progetti pregressi sullo Spazio e si sono veramente appassionati. L’entusiasmo e l’impegno credo che siano la caratteristica di tutti i membri del team, da quelli con maggiore esperienza agli ultimi arrivati”.

di Antonella Salini, giornalista professionista

23 ottobre 2017

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