A Napoli in 100 per l'apertura di Tamu, la prima libreria dei Sud

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A Napoli in 100 per l’apertura di Tamu, la prima libreria dei Sud

NAPOLI – “E’ un bellissimo inizio, non ci aspettavamo tutte queste persone”. Fabiano, 27 anni, parla all’agenzia Dire mentre fa avanti e indietro tra gli scaffali della libreria Tamu, in via Santa Chiara, nel centro storico di Napoli, dove un centinaio di persone si sono incontrate per la prima serata di apertura del negozio.

“Quello di ieri, in cui lo scrittore ed economista senegalese Felwine Sarr presentava il suo ultimo libro, ‘Afrotopia’ (Edizioni dell’Asino, 2018) in compagnia della traduttrice Livia Apa e del docente dell’Orientale Antonio Pezzano, era il primo di due appuntamenti con cui la libreria si presenta alla città”. Stasera, dalle 18 e 30, è prevista una festa con cibi napoletani e dal mondo, musica popolare, letture e improvvisazioni.

“Forse Tamu ha colmato anche il desiderio di avere uno spazio simile, dove i libri siano un pretesto per parlare di attualità e di post-colonialismo, di ripensare il punto di vista da cui si osservano le problematiche attuali”, aggiunge Cecilia, anche lei nata nel 1991, gli occhi illuminati dall’entusiasmo, oltre che dallo schermo del laptop appoggiato sul bancone della cassa.

Amici dai tempi dell’università a Bologna, Fabiano, originario di Latina, e Cecilia, calabrese, hanno deciso di lanciarsi in quest’impresa finanziata grazie a un un incentivo dell’agenzia Invitalia per l’ imprenditoria giovanile, e all’indispensabile sostegno delle famiglie. La sostenibilità economica del progetto, questo è l’augurio dei due giovani librai, sarà assicurata da laboratori, corsi, workshop e iniziative culturali, oltre che dalla disponibilità di libri in lingua e rari, generalmente rivolti ai Sud del mondo e con un focus particolare sulla cosiddetta area Mena.  “Ci sono, ad esempio, i libri della casa editrice ‘Il Sirente’, che traduce e pubblica molti giovani autori che scrivono in arabo- spiega Cecilia- ma anche tanti titoli in lingua originale, come i “fumetti sperimentali” del collettivo tunisino ‘Lab 619’”.

Tamu- Medio Oriente, Nord Africa e Altri Sud” è il nome completo della libreria: “Un nome molto importante per noi- aggiunge Cecilia- Tamu è il personaggio di un libro della scrittrice femminista marocchina Fatima Mernissi, è un’eroina berbera che combatte contro i colonizzatori francesi”. Come indica il comunicato che la presenta alla stampa, la libreria nasce anche per la volontà “di mettere in contatto le persone tra loro” e di “contrastare l’ondata di razzismo di questo difficile momento storico”. E ieri, a sentire l’economista Sarr parlare della sua ‘Utopia attiva’ africana, endogena al continente e orientata verso la costruzione di una “nuova scala di valori, fondati sulle proprie culture”, c’erano diversi esponenti della comunità senegalese di Napoli.

“Li abbiamo invitati, ma non è certo merito nostro che siano venuti, credo che il nome dell’autore, da noi poco conosciuto, li abbia attirati e abbia funzionato” spiega Fabiano. Poi racconta di come la sua famiglia abbia vissuto con un po’ di stupore la decisione di lasciare Bologna per Napoli, e aprire una libreria.

All’inizio i miei non l’hanno presa benissimo, quello del libraio non è un mestiere considerato molto promettente- racconta, in un sorriso-  e forse non condividevano il mio entusiasmo per Napoli, sicuramente più influenzati di noi dagli stereotipi che circolano sulla città. Ora invece sono molto contenti di vedere quello che abbiamo costruito, anche con l’aiuto del quartiere, che ci ha praticamente adottati”.

Combattere gli stereotipi sul sud“, quindi: la missione di Tamu parte anche da qui.

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22 settembre 2018
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