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Colombia, mine antiuomo attive sul 60% del territorio

mine

ROMA – Il presidente colombiano Juan Manuel Santos ha avviato a New York una campagna di raccolta di fondi internazionali per una delle più importanti sfide del post conflitto: liberare la Colombia dalle mine antiuomo. La notizia è riportata sulle principali agenzie di stampa sudamericane. Il governo colombiano e i guerriglieri delle Forze armate rivoluzionarie della Colombia (Farc) hanno annunciato nel marzo di quest’anno un accordo per implementare un programma pilota di rimozione delle mine in diverse regioni del paese. L’accordo fa parte di un gruppo di misure per ridurre l’intensità di un conflitto che dura da mezzo secolo. Secondo l’Unhcr (Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati), il paese latinoamericano è il secondo al mondo con il maggior numero di mine anti uomo installate, appena dietro l’Afghanistan. Si stima che ci sono mine pronte ad esplodere in più del 60% del territorio colombiano.

Secondo i dati ufficiali, negli ultimi 25 anni, le vittime di mine in Colombia sono 11.408, di cui 2.255 sono morti. Oltre il 40% delle persone colpite sono civili non coinvolti nel conflitto. Il governo stima che entro il 2021 l’attività di bonifica sarà completata, ma c’è bisogno della collaborazione delle Farc per individuare le zone di installazione delle mine. L’accordo infatti prevede che gli ex guerriglieri smobilitati che nei prossimi due anni aiuteranno a sminare il territorio riceveranno un bonus in contanti.

di Alfredo Sprovieri

22 settembre 2016
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