Calcio, pazza idea del club promozione di Viterbo: “Totti vieni da noi”

F. Totti

F. Totti

Potrai tornare indietro nel tempo, riassaporando gioie che nulla hanno a che fare con uno scudetto o una coppa del mondo alzata sotto il cielo di Berlino, ma almeno non t’imbatterai nello smog né in dietrologie spicciole dettate da un ‘dio-pallone’ cui basta poco per accartocciare il suo passato”. Una lettera un po’ scherzosa, un po’ ironica, un po’ sentimentale è quella inviata a Francesco Totti dal Vi.Va. Calcio, formazione di Viterbo che milita nel campionato di promozione laziale.

Scopo? Offrire al ‘pupone’ la possibilità di vivere il suo calcio in un ambiente più tranquillo, ammorbidendo i toni. “Hai visto mai che ti ritorna il sorriso?”, si legge in questa lettera aperta scritta al capitano della Roma. La notizia legata all’esclusione di Francesco Totti dai convocati per la partita Roma-Palermo “ha lasciato interdetti un po’ tutti, e qui non è certo nostra intenzione schierarci da una parte o dall’altra, qualsiasi esternazione sarebbe scambiata per un pro-Totti o un pro-As Roma. Certo, al solo pensiero di quanto il numero 10 ha dato al suo club d’appartenenza, viene un po’ d’amaro in bocca e rappresenta senza ombra di dubbio la più classica delle esperienze di vita, quella legata al mondo del lavoro: puoi anche dare l’anima per un’azienda (in questo caso un datore di lavoro) ma nessuno ti erigerà mai un monumento per quel che hai fatto”.

Però “un’idea ci è venuta, così da ammorbidire i toni. E quindi il Vi.Va. calcio – che non ha i ‘dané’ per gestire un campione del calibro del Capitano – può tranquillamente lavorare sull’ironia, sulle idee, sul desiderio di far vivere al campione una nuova esperienza: quella del football di provincia, così da proporre a Totti di respirare il profumo dell’erba che cresce senza additivi nel ‘Comunale’ di Vignanello e vivere così un calcio più smart, senza patemi d’animo né eccessi, ma con la sana voglia di divertirsi ancora tirando due calci a un pallone. Per questo, invia un messaggio proprio al numero 10 della Roma: “qui le porte sono aperte, caro Francesco, avrai una maglia da titolare “senza se né ma” e potrai tornare indietro nel tempo, riassaporando gioie che nulla hanno a che fare con uno scudetto o una coppa del mondo alzata sotto il cielo di Berlino, ma almeno non t’imbatterai nello smog né in dietrologie spicciole dettate da un ‘dio-pallone’ cui basta poco per accartocciare il suo passato. C’è una maglia numero 10 che ti aspetta nel campionato di Promozione. Hai visto mai che ti ritorna il sorriso? Batti un colpo, e ti verremo a prendere con la limousine”. E poi “a quaranta minuti di macchina da Roma, si vive (quasi) come in paradiso”.

di Adriano Gasperetti, giornalista professionista

22 Febbraio 2016
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