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Report del Consiglio grande e generale del 21 gennaio – Seduta pomeridiana

SAN MARINO – Il Consiglio Grande e Generale nomina Wafik Grais, candidato indicato dal congresso di Stato, alla presidenza di Banca centrale della Repubblica di San Marino. Nel quarto giorno di lavori consiliari, si conclude così l’iter di nomina, avviata con un bando internazionale, del numero uno di via del Voltone. L’economista svizzero-egiziano ottiene dall’Aula 32 consensi, 15 schede bianche e due nulle.

I lavori nel pomeriggio, come previsto dall’ordine del giorno ripartono nel pomeriggio dal comma 7, nomina Presidente di Banca Centrale della Repubblica di San Marino.
Il segretario di Stato per le Finanze, Gian Carlo Capicchioni, introducendo il dibattito, sottolinea la scelta di procedere alla designazione del candidato sperimentando “un metodo completamente nuovo dal passato”. Il bando internazionale e il suo successo “non erano scontati- evidenzia- è stata un’operazione innovativa e coraggiosa che lascerà un segno importante”. Il segretario di Stato elenca quindi i punti di forza del candidato, tra l’altro esperienza nel settore privato, e in quello pubblico, dato che dal 1980 al 2008 ha ricoperto importanti ruoli in Banca mondiale. A ciò si aggiunge la rassicurazione sulla presenza in territorio, “Non ci sono dubbi sul profilo internazionale di Grais- conclude Capicchioni- adempiendo alla richiesta dell’Odg del Consiglio grande e generale, motivo per cui chiedo all’Aula di dare il proprio assenso a Wafik Grais come Presidente della Banca Centrala della Repubblica di San Marino”.

All’indomani dell’audizione in Commissione Finanze con Grais, i consiglieri di maggioranza e opposizione concordano in Aula sulla buona impressione avuta. “Ha dimostrato di avere idee chiare sul futuro di Bcsm e anche del sistema bancario e finanziario sammarinese- motiva Maria Luisa Berti, Ns- ha confermato che sarà un Presidente presente, distinguendosi dai precedenti, e con le idee ben chiare sugli obiettivi della sua missione”.Per Luigi Mazza, Pdcs, sulla scelta finale ha pesato il requisito della preparazione internazionale che “era fondamentale”. E sulla poca conoscenza dell’italiano lancia una provocazione: “Spero che molti collaboratori di Banca Centrale imparino l’inglese”. Gerardo Giovagnoli, Psd, elogia Grais come “persona degna di ricoprire l’incarico”. E ancora: “Siamo riusciti a dimostrare che ci poteva essere un candidato non del solito perimetro della penisola- chiosa- per una questione di atteggiamento culturale e di tradizione”. Infine, Mario Venturini, Ap: “Oggi abbiamo un candidato di alto profilo che ha fatto una buona impressione alla politica- spiega- e il risultato finale giustifica un giudizio più tenue sugli errori lungo il percorso della scelta”. Proprio sull’iter di selezione condotto dall’esecutivo infatti, la minoranza è polemica. Dichiarano infatti astensione dal voto Civico 10 e Upr:

“Non c’è nulla da dire sulla figura professionale di Grais- sostiene Luca Santolini, C10- ma molto da dire sull’iter di selezione, senza il coinvolgimento della opposizioni, poi il gioco delle sedie finali con eliminazioni inspiegabili, fino alla fumata bianca per candidato prima messo in panchina. Perciò non possiamo che astenerci dal voto. Il governo ha dimostrato molta superficialità e poco rispetto dei ruoli”. Anche Nicola Selva, Upr, stigmatizza le modalità di scelta: “Il candidato che oggi diventerà presidente di Banca Centrale fino a 10 giorni fa non era uno dei candidati nella terna finale scelta dal governo, non ci è mai stato comunicato nemmeno in via riservata i nomi e i profili dei candidati che componevano i 7 ascoltati dal Congresso di Stato in una audizione lo scorso mese di dicembre, per queste condizioni il gruppo consiliare di Unione per la Repubblica si asterrà in sede di votazione del candidato”.
Gian Matteo Zeppa, Rete, punta il dito contro “l’ennesima speculazione politica dei partiti governativi”. La nomina per il consigliere di minoranza è divenuta “una mera battaglia di forza che con la gestione della cosa pubblica ha ben poco a che vedere, una lotta interna tra i deficitari equilibri di Bene Comune che da una parte vede i supposti riformisti, parte del Psd, e dall’altra il Pdcs”. Tony Margiotta, Su, evidenzia che nella fuga di notizie si riscontri un problema politico per il governo: “C’è un segretario di Stato che non va nella stessa direzione dell’esecutivo- manda a dire- il mio disappunto non è verso la figura scelta, ma verso un governo che mi preoccupa visto anche le grandi scelte che si dovranno fare per risollevare il Paese”. Infine, Paride Andreoli, Ps, si concentra sulla scelta di Grais: “Non posso mettere in discussione il suo curriculum, è persona sicuramente preparata e di grande esperienza, di grande conoscenza ed è vero che al cospetto dei commissari e dei consiglieri che hanno partecipato alla commissione di ieri mattina ha fatto sicuramente una buona impressione”. Licenziata la nomina di Wafik Grais, i lavori consiliari proseguono in seduta segreta con il riferimento, al comma 8, sul sistema bancario e finanziario sammarinese.

Di seguito un estratto degli interventi odierni in seduta pubblica.

Comma 7. Nomina Presidente di Banca Centrale della Repubblica di San Marino
Gian Carlo Capicchioni, segretario di Stato per le Finanze: “Ho il piacere e l’onore di essere qui oggi per chiedere al Consiglio di sostenere la candidatura di Wafik Grais per il ruolo di presidente di Bcsm. Vorrei prima condividere con i consiglieri alcune riflessioni sulla selezione internazionale che ha portato alla sua candidatura finale. E’ stato sperimentato un metodo completamente nuovo dal passato. La scelta del bando internazionale e il suo successo non erano scontati, è stata un’operazione innovativa e coraggiosa che lascerà un segno importante a dimostrazione che si può cambiare approccio, rendendolo visibile. Si è partiti dall’individuazione di competenze e qualità necessarie rispetto gli obiettivi. Ritengo opportuno ripercorrere le tappe della selezione: a seguito della delibera del congresso di Stato, che dava mandato alla segreteria per le Finanze di dare avvio alla selezione internazionale, la segreteria competente ha provveduto alla stesura del bando e veicolarlo attraverso una campagna di comunicazione. Sono state 47 le candidature ricevute, 39 quelle ritenute valide, di diverse nazionalità: Italia, Usa, Svizzera, Canada, Regno unito, Egitto, San Marino, con alcuni casi di doppia cittadinanza. E’ stata quindi avviata la fase istruttoria in cui la segreteria di Stato competente ha esaminato i fascicoli dei candidati, procedendo con una prima selezione sulla base dei curricula. La prima rosa è stata di 16 candidati, cui è stato richiesto un supplemento di documentazione, sulla base del quale il congresso ha ristretto la rosa a 7 candidati, con cui è seguita l’audizione, con domande sul sistema sammarinese e sugli ambiti evolutivi. Quindi si è giunti all’ultima short list: via mail è stata inviata comunicazione ai candidati, a tre di esclusione, a quattro di inclusione nella rosa finale, e si è loro riferito che la scelta del candidato finale sarebbe stata comunicata a seguito della Commissione finanze del 16 gennaio.
Voglio quindi condividere gli elementi portanti del curriculum del dott. Grais: è cittadino svizzero- egiziano, risiede in Francia, la famiglia è immigrata in Scozia durante la seconda guerra mondiale. Ha maturato esperienza nel settore privato, ma anche rivestito ruoli di rilievo nel settore pubblico, dal 1980 al 2008 ha ricoperto importanti ruoli in Banca mondiale. Ha notevoli abilità linguistiche, ha ricevuto premi e fatto parte di comitati scientifici, ha fatto pare di organismi antiriciclaggio.
In più, ha avuto esperienze come docente universitario. Ha dichiarato che seguirà in via prioritaria questo incarico, assicurando massima presenza in territorio con anche la ricollocazione della sua residenza, se necessario. Non ci sono dubbi sul profilo internazionale del dott. Grais, adempiendo alla richiesta dell’Odg del Consiglio grande e generale, motivo per cui chiedo all’Aula di dare il proprio assenso a Wafik Grais come Presidente della Banca Centrala della Repubblica di San Marino”.
Maria Luisa Berti, Ns: “Il primo rilievo è quello di apprezzamento per i risultati che questa modalità di selezione ha portato. Già di per sé sono positivi i riscontri a questo bando, inaspettati, sia per numero dei candidati, sia per il loro profilo internazionale. Segno positivo di interesse, non solo verso figura di presidente Bcsm, ma anche verso il nostro Paese. Non condivido le critiche di mancanza di confronto nella selezione, nel momento in cui il governo ha selezionato i finalisti, è stato subito istituito un confronto, anche se non in Commissione Finanze, verso cui comunque c’è stata disponibilità e quindi il 16 gennaio scorso è stata convocata per dare un aggiornamento. C’è stata poi nella commissione di ieri, riunita in seduta segreta, l’audizione del candidato individuato. Si possono fare degli apprezzamenti, non solo su quelli che sono stati i contenuti e la modalità di presentazione del candidato. Sicuramente la Commissione di ieri è stato un momento di conoscenza del candidato per noi consiglieri, ma anche un momento utile a lui per conoscere le rappresentanze istituzionali di San Marino. Esprimo una personale soddisfazione per la conoscenza avuta ieri per un professionista che si è messo a disposizione della commissione Finanze. Il segretario di Stato ha indicato i profili professionali di alto spessore del Dr. Grais, di carattere internazionale, consapevole del sistema economico e bancario del nostro Paese. Ha dimostrato di avere idee chiare sul futuro di Bcsm e anche del sistema bancario e finanziario sammarinese. Ha confermato che sarà un Presidente presente, distinguendosi dai precedenti, e con le idee ben chiare sugli obiettivi della sua missione. Nel curriculum mostrato sono già specificate queste indicazioni: il supporto al processo di internazionalizzazione del sistema finanziario e bancario sammarinese, l’implementazione della strategia sviluppo, la promozione, l’ulteriore formazione del personale che opera in questo ambito, la partecipazione e la relazione con le istituzioni del settore internazionali. Penso ci possano essere tutti i presupposti perché il mandato del Dr Grais sia nata sotto i buoni auspici e con probabilità di successo. Da parte di Ns esprimo soddisfazione per aver raggiunto la selezione di questo professionista, voteremo favorevolmente e riteniamo meriti la maggior condivisione da parte dell’Aula consiliare”.
Andrea Belluzzi, Psd: “Sottolineo la particolarità e l’importanza della scelta del percorso adottato nella selezione del futuro presidente di Bcsm, per me è bel risultato, è stato sviluppato un approccio nuovo, giusto e mi auguro lasci segni positivi e che si ripeti un percorso di questo tipo in future nomine.
L’istituzione di Bcsm ha bisogno di metodo nuovi, di cambiamento. Il percorso adottato e il curriculum del candidato alla presidenza è significativo dove afferma di voler dare massima priorità a questo incarico, di voler essere presente in Repubblica e soprattuto di voler risolvere ogni incarico che contrasti la sua presenza al ruolo che è chiamato a svolgere. E’ stata anche questa una dichiarazione significativa. Insieme ad altri profili di questo candidato è un elemento fortemente apprezzato da parte di chi chiede un segno tangibile di un modo nuovo di esercitare la funzione della presidenza di Bcsm. Anche le competenze rendono il candidato internazionale. Auspico che la fiducia che c’è intorno a questa scelta possa essere percepita dal candidato e che possa sentire dal nostro dibattito la fiducia e il sostengo politico dell’Aula consiliare, del governo e del Paese per compiere una missione difficile, di individuazione delle linee di sviluppo e di percorsi che ha già esposto alla Commissione Finanze e che possono essere elementi per individuare la futura nomina del direttore, altro passo che il governo dovrà fare. Voteremo favorevolmente con entusiasmo”.
Paolo Crescentini, Partito Socialista: “Il bando ha rappresentato una novità importante. Lo dimostra il numero dei candidati. Il ruolo è ambito e di prestigio. Il Ps ha partecipato agli incontri organizzati dal governo fino all’audizione di ieri. Abbiamo ribadito che avremmo preferito un’audizione in commissione con i candidati, piuttosto che con il candidato. Così non è stato. I curricula erano di tutto rispetto. Auspichiamo che Banca Centrale possa avere un rilancio dopo anni bui. Ci deve essere un rapporto costante con la politica, nel rispetto dell’autonomia. Ci deve essere comunicazione.
Ivan Foschi, Sinistra Unita: “Ci sono un paio di considerazioni da fare. La prima riguarda il profilo del candidato, per il quale esprimo soddisfazione, per curriculum e approccio. Sinistra Unita ha sempre difeso l’autonomia di istituzioni come Banca Centrale, che non devono farsi influenzare da pressioni di qualsiasi tipo. In passato ci sono stati casi che sono costati licenziamenti. Forti contrapposizioni dal punto di vista politica e perdita di autorevolezza delle istituzioni. Non bisogna pensare a una dimensione locale, su una raccolta che si rivolgeva al circondario e si inseriva nelle pieghe di una legislazione fin troppo permissiva. Internazionalizzare il sistema significa proporre prodotti di qualità. Serve un presidente che sappia come muoversi. Giudicheremo Grais secondo i risultati. Non possiamo non sottolineare con disappunto il metodo seguito dal governo. E’ andato a cercare rogne. Si era detto di individuare un gruppo tecnico per una prima selezione. Non è stato fatto, il compito è stato svolto dalla segreteria FInanze, non sappiamo da chi. Chiedo chi se ne è occupato al segretario, nella prima scremature. Poi è intervenuto il Congresso, che ha ridotto il ventaglio a 7 candidati. In questa fase si era concordato dovesse intervenire la commissione Finanze, ma c’è stato solo Il Congresso, che ha fatto domande e ridotto da 7 a 3. Poi dal governo la fuga di notizie. Vi pare che il nostro Paese abbia fatto una bella figura con i nominativi sui giornali prima che conosciuti dai consiglieri?”.
Franco Santi, Civico 10: “Tutte le volte ci troviamo a litigare rispetto a dinamiche che dovrebbero definire il concetto di condivisione. Ho accolto con piacere il successo dell’iniziativa rispetto alle modalità di reperimento dei profili del bando emesso. Mi ha fatto piacere l’attenzione riservata alla nostra repubblica. Non si è capito perché si è arrivati al pastriocchio che è successo nell’ultimo periodo. Nell’excursus il segretario ha saltato dei pezzi, non va bene, bisognerebbe raccontarla tutta. Il rischio di fare figuracce è sempre dietro l’angolo. Faccio un augurio di buon lavoro al nuovo presidente di Banca Centrale. I problemi sono molti, gravi, urgenti”.
Massimo Andrea Ugolini, Pdcs: “Abbiamo utilizzato un metodo innovativo come il bando internazionale. Ci dobbiamo ritenere soddisfatti e riutilizzarlo in futuro. Il risultato è oltre le aspettative. Quarantasette partecipanti con curriculum di altissimo livello. I contenuti inseriti nell’ordine del giorno sono affrontabili, penso. Quindi ci dobbiamo prendere dei meriti. San Marino non è in black list, è nella SEPA, allineato con gli standard come lo scambio automatico di informazioni. Questo è servito. La centrale rischi era messa come fondamentale nell’odg. E’ un punto di cui la nuova governance non dovrà farsi carico, perché già fatto”.
Alessandro Cardelli, Pdcs: “Dare un vertice all’istituto era fondamentale. Sulla metodologia all’inizio avevo dei dubbi. Sei mesi sono stati forse troppi, ma il risultato è una persona qualificata. Sono rimasto positivamente colpito dall’audizione in commissione Finanze. Grais ha già dato input su come rilanciare il settore. La raccolta bancaria deve tornare a crescere. Dobbiamo dare fiducia a questa persona, che non sarà da sola. Dovremo essergli di supporto. Ha proposto la possibilità di costituire fondi di investimento a San Marino. Un elemento di garanzia che vedo è che è una figura equidistante dalla politica. In passato Banca Centrale non aveva la fiducia della cittadinanza, ci sono state chiacchiere e scandali. Grais ha rapporti con le istituzioni internazionali. Ha detto che passerà tempo in territorio, con i passati vertici non è accaduto”.
Antonella Mularoni, segretario di Stato per il Territorio: “Esprimo soddisfazione perché in questa tornata la politica ha deciso di lavorare su un bando internazionale, è stato un bel modo di lavorare, abbiamo avuto candidature di altissimo livello. Non mi dilungherei sulle polemiche, mi auguro che la nomina di un presidente con un curriculum di tutto rispetto possa aiutare tutti noi, in primis Bcms, ma aiuterà anche noi perché l’alto livello di questa figura obbligherà anche noi a pensare un po’ più in alto e mi auguro che il suo profilo ci faccia guardare all’interesse del sistema. Non è un bel momento per le banche europee, abbiamo bisogno di un presidente che si sappia rapportare con le autorità esterne e sappia guardare avanti. Ci saranno scelte da supportare. Mi auguro che la scelta del direttore, che dovrà essere fatta in tempi brevissimi, vada nella stessa direzione, possibilmente sia di profilo internazionale, e sia una persona che voglia capire il nostro sistema e voglia farlo crescere. Il numero di candidati a questo primo bando ci fa ben sperare. Le priorità sono uscire al di là della penisola italica per l’accordo in corso con l’Ue, e perché abbiamo bisogno di pensare a strumenti nuovi, affinché San Marino possa diventare appetibile. Nella direzione della trasparenza, capacità e eccellenza si può fare tanto. Spero che riusciamo ad aprire un capitolo nuovo con una Bcsm legittimata da parte di tutti”.
Luca Santolini, C10: “Sulla professionalità del dr Grais c’è poco da dire, è sicuramente una figura internazionale con positivo orientamento sugli obiettivi dati dalla politica per riposizionare il sistema bancario sammarinese. Ma è un peccato che si è arrivati alla nomina con l’iter avuto, malgrado le premesse fossero state buone. Noi abbiamo offerto la massima disponibilità a fronte della rassicurazione di un coinvolgimento continuo che non è stato fatto. Ricordo poi la fuga di notizie irrispettosa per le istituzioni e i candidati. L’iter di selezione ha portato un riscontro positivo, 47 candidati iniziali ci hanno reso soddisfatti, poi il processo di selezione- a noi sconosciuto fino al 10 gennaio- ha portato a 7 nomi in audizione, da cui sono emersi 3 profili più l’ultimo Grais, accantonato per problemi di lingua. Poi dopo il ritiro serrato dei candidati, è tornato in gioco. Strana quindi la scelta finale del candidato che inizialmente sembrava tagliato fuori. Non c’è nulla da dire sulla sua figura professionale, ma molto da dire sull’iter di selezione, senza il coinvolgimento della opposizioni, poi il gioco delle sedie finali con eliminazioni inspiegabili, fino alla fumata bianca per candidato prima messo in panchina. Perciò non possiamo che astenerci dal voto. Il governo ha dimostrato molta superficialità e poco rispetto dei ruoli”.
Gian Matteo Zeppa, Rete: “La querelle Presidenza di Bcsm è certamente l’emblema della pochezza metodologica e politica di Bene Comune, che svilisce il teorico percorso proposto in conseguenza della fine di un Bando Internazionale ottimale. Anziché calarsi nella piena consapevolezza che dovesse trattarsi di una scelta di sistema, millantando la massima condivisione, si è palesata l’ennesima speculazione politica dei partiti governativi. E’ divenuta una mera battaglia di forza che con la gestione della cosa pubblica ha ben poco a che vedere. Una lotta interna tra i deficitari equilibri di Bene Comune che da una parte vede i supposti riformisti, parte del Psd, e dall’altra il Pdcs. Ci si ritrova quindi al punto in cui tutti i curriculum sono stati esclusivamente nelle mani dei Segretari di Stato. Da 16, si è arrivati a 7. Il Congresso di Stato ha svolto audizioni con gli stessi e sino a questo momento, l’intera opposizione non è entrata in gioco. Ed è da questo preciso istante che regna sovrana l’arte della speculazione politica di Bene Comune. Infatti se è vero come è vero che i nomi non sarebbero dovuti uscire, qualcuno li ha fatti uscire coscientemente, scandalizzandosi poi pubblicamente, dando corpo, viso e nome a chi sarebbe dovuto rimanere celato, per ovvie ragioni di opportunità, sino alla nomina il più possibile condivisa.
Ed allora, chi avrebbe fatto uscire quei nomi e cognomi, se non qualche Segretario di Stato, utilizzando l’arte del gossip, per bruciare eventuali nomi invisi o poco graditi al proprio gruppo di appartenenza politica? La riprova è infatti la rinuncia di uno dei 3 candidati che si è visto costretto nel lasciare questo paesello. Nei fatti, dei 3 candidati giunti al rush finale, 2 rinunciano. Ne rimane solamente uno e allora il colpo di teatro di Capicchioni, la sua opera d’arte politica. Reintroduce un candidato, tenuto astutamente in sordina poiché non parlava la lingua italiana, forzando una delle condizioni basilari iniziali. Le spie hanno vinto, reinserendo il proprio uomo, una settimana prima della nomina. Questa è la politica di San Marino, una politica settaria, e non sistemica. Augurando un buon lavoro a chi con ogni probabilità sarà il nuovo Presidente di Bcsm, che potrà dare certamente un differente sentore di internazionalità, assolutamente necessaria, ribadisco che la critica mossa è solo ed esclusivamente rivolta al metodo, partito inizialmente molto bene, ma terminato ‘un po’ così’”.
Marco Arzilli, segretario di Stato per l’Industria: “La nomina di oggi è un passaggio molto importante per la nostra Repubblica. Il bando internazionale, per la prima volta, ha posto la nostra Repubblica ad un livello altissimo per attenzione avuta in ambienti economici internazionali e le 47 candidature dimostrano come il nostro Paese goda di rispetto ed attenzione. La selezione per competenza e delega è stata fatta dalla segreteria di Stato per le Finanze che ha portato sul tavolo del governo 16 nominativi. Quindi si è arrivati a 7 candidati e 7 audizioni a cui ho partecipato e devo dire che è stato un momento molto bello della mia storia politica, in cui mi sono potuto confrontare con figure di alto livello, con una visione distaccata dalla visione interna, con una visione di sviluppo obiettiva e di grande spessore. E’ stato un grande momento, poi è successo qualcosa che ha voluto minare il percorso di condivisione, chi ha dato i nomi alla stampa prima dell’incontro con tutte le forze politiche non crede nel bene del Paese e ha fatto un atto ostile alla Repubblica di San Marino volto a minare la nomina di Bcsm, ma per fortuna ciò non è successo. Credo che il profilo che andremo nominare sia una grande opportunità. Auguro buon lavoro al nuovo presidente e mi auguro che polemiche politiche stiano lontane da Bcsm”.
Simone Celli, Indipendente: “E’ curriculum molto importante e merita rispetto. C’è ben poco da aggiungere su quello che può rappresentare per il Paese. Ma non posso che sottolineare lo sdoganamento di una visione italocentrica che abbiamo sempre avuto in questo ambito. Il profilo internazionale che è alla base della figura del candidato che l’Aula dovrà andare a votare è sicuramente un passo in avanti rispetto alle candidature precedenti. Credo l’iter conclusivo del bando di selezione non abbia brillato per trasparenza, è stata una gestione superficiale e pressapochista che ha portato a due rinunce finali. Non credo però che tutti i mali vengano per nuocere,effettivamente abbiamo trovato candidatura di prestigio ed importante e di carattere internazionale che era ndicato come prerequisito per accedere al ruolo di presidente Bcsm. Credo che la politica ora debba fare un ulteriore salto di qualità, accompagnare la governance di Bcsm nel progetto di sviluppo e consolidamento del settore bancario”.
Federico Pedini Amati, indipendente: “E’ stata fatta la solita confusione. Il passaggio dai 47 ai 16 candidati non si è capito chi l’ha fatto. Non c’è stato confornto con tutta l’Aula. Mi auguro e spero una volta per tutte, visto ch ei precedenti non sono degli ottimi esempi, che questa figura sia la persona che possa far fare un salto di qualità alla repubblica. Salutiamo con favore la nomina della figura di Grais. Abbiamo perso tempo senza portare a casa nulla nei confornti dell’Italia e in ambito internazionale”.
Pasquale Valentini, Segretario di Stato agli Esteri: “Sul metodo nessuno può dire che non abbiamo avuto dei candidati di ottimo livello e una risposta significativa. Possiamo essere soddisfatti, scegliamo a livello di qualità. Introduco una domanda che ho sentito assente: noi che Banca Centrale vogliamo? Quale compito gli vogliamo affidare? Questo è il problema. Non è stato sempre chiaro negli ultimi anni quale era l’atteggiamento delle banche, delle forze politiche, nei confronti di Banca Centrale. Oggi l’evidenza è quella di una prospettiva internazionale per il sistema bancario. Dalle audizioni è emerso che prima della internazionalizzazione c’è una priorità di consolidamento del sistema. Una governance da ripulire. Innovazione tecnologica da introdurre. Aumentare la vigilanza prudenziale. Se guardiamo a cosa successo nel 2009 e dopo, quando la politica ha dato il segnale che non era disposta ad accettare l’indipendenza di Banca Centrale. Dopo abbiamo azzerato il percorso. Quello che è accaduto negli ultimi mesi, che porta a delegittimare il ruolo di Banca Centrale, mi auguro non sia l’atteggiamento dei prossimi mesi nei confronti del presidente”.
Denise Bronzetti, indipendente: “Dalla lettura del curriculum e dalle informazioni giunte, nessuno può mettere in dubbio la levatura della persona e le sue competenze. Per tanti anni, forse per sempre nella storia di Banca Centrale, siamo stati legati a doppio filo con quella che è la realtà della repubblica italiana a noi confinante. Nel bene e nel male. Oggi a rappresentare il vertice c’è una persona che non ha quella provenienza. Ciò può forse darci qualche aggancio in più rispetto al respiro più internazionale a cui qui dentro ci siamo richiamati. Di cose da sistemare in Banca Centrale ce ne sono tante. L’auspicio è cambiare volto alla nostra Banca Centrale. Al presidente va affiancata l’operatività di un direttore, a breve ne parleremo. Mi auguro che Grais sia una figura capace di sistemare quanto c’è da mettere a posto nel sistema bancario finanziario”.
Nicola Selva, Upr: “Il nuovo presidente avrà un profilo teso all’internazionalizzazione. E’ il contrario di Clarizia. Quali obiettivi deve perseguire per il Paese? E’ cosa nota che la preferenza di Upr a questa presidenza era di un candidato sammarinese. Non per paura di stranieri di valore. Crediamo che la sovranità si eserciti anche in questo modo. Il nostro non è provincialismo, è una scelta politica precisa che in tempi recenti avrebbe evitato problematiche. Upr ritiene che occorra riflettere su questa istituzione per giungere a obiettivi precisi: semplificare la struttura, aumentare la trasparenza, avere più indipendenza rispetto al Congresso di Stato. Questi ruoli esigono una forte coesione politica, per evitare quanto successo in passato. Gli scontri su Banca Centrale hanno comportato ricadute negative sul Paese. Devono finire, non giova a nessuno delegittimare l’istituzione e i suoi vertici. Ci auguriamo una nuova fase.
Il candidato che oggi diventerà presidente di Banca Centrale fino a 10 giorni fa non era uno dei candidati nella terna finale scelta dal governo. Non ci è mai stato comunicato nemmeno in via riservata i nomi e i profili dei candidati che componevano i 7 ascoltati dal Congresso di Stato in una audizione lo scorso mese di dicembre. Aggiungo anche la non conoscenza, se non per un sommario riferimento, di come si è arrivati a 16 candidati. Per queste condizioni il gruppo consiliare di Unione per la Repubblica si asterrà in sede di votazione del candidato. Abbiamo fatto questa scelta con ponderazione senza alcun atteggiamento polemico. Seguiremo con attenzione il percorso del nuovo Presidente di Banca Centrale e siamo curiosi di vedere come si completeranno gli ulteriori tasselli nella ridefinizione della governance di Banca Centrale. Ribadiamo infine l’auspicio che l’istituto possa avere un direttore sammarinese”.
Roberto Ciavatta, Rete: “Il bando è stato un passo avanti, ma non cantiamo vittoria. Ci sono stati errori nella conduzione delle storture, che pesano. Quando riproponiamo il bando dobbiamo migliorarlo, farlo per bene. Si è arrivati alla fase finale in cui fuoriescono dal Congresso i nomi degli ultimi 3 candidati. Sono seguite due rinunce. Cosa ha pensato colui che si è visto riproporre un candidato che non c’era più? Su Grais la mia valutazione è positiva. Ma lì è stato un disastro. I due che si sono ritirati che impressione avranno avuto dalla repubblica? La Mularoni in un incontro aveva detto che il candidato che non parlava bene l’italiano era quasi escluso. Nel bando la conoscenza dell’italiano era richiesta. Ma poi è stata by-passata, Grais non parla ottimamente l’italiano. Che figura facciamo? E’ colpa dell’opposizione? E’ di un segretario individuabile. C’era volontà di interrompere il processo di nomina. Ho sentito che Grais ha già messo in campo delle idee. E’ normale. Non penso che potessimo aspettarci che un candidato venisse qui a dire che non gli interessa il sistema sammarinese. Era scontato. La mia impressione è stata che qualcuno si aspettasse un salvatore della patria. Questo è un deficit che abbiamo come Paese. Se vediamo una persona con un buon curriculum ci spertichiamo a dire che è la persona giusta, finalmente. Auspico che questa persona riesca a fare squadra, in Banca Centrale. Valuterò gli atti che il nuovo presidente metterà in campo. Forse abbiamo peccato di improvvisazione”.
Francesco Mussoni, segretario di Stato per la Sanità: “Abbiamo ritenuto come governo – e faccio plauso al collega alle Finanze- di impostare una selezione del tutto nuova e particolare, abbiamo fatto un bando internazionale cui hanno aderito numerose figure di livello, ridotte ad alcune, tra cui la figura del candidato che governo e parlamento oggi discutono, riteniamo sia stata fatta una selezione e valutazioni spersonalizzate, legate alle esigenze di Bcsm rispetto il suo funzionamento, i rapporti internazionali e rispetto il recupero di credibilità internazionale. Auspichiamo che questa figura possa portare all’apertura di nuovi flussi che supportino il mondo economico e l’economia reale. Allontanerei polemiche e gossip che stonano con la nomina”.
Mimma Zavoli, C10: “Stendiamo un velo pietoso sulla modalità che ha portato a questa discussione che non è degna del governo di un Paese democratico, non rispettosa dei candidati, modalità che si è conclusa con un pastrocchio, si fanno anche qui due pesi e due misure. Qui si cerca di smorzare i toni della polemica, quando solo per avere proposto un referendum per ripristinare un’area la cui destinazione è stata modificata, i promotori sono stati tacciati come nemici del Paese. Non credo abbiate fatto bella figura e forse avete fatto fare in questi ambiti brutta figura al Paese. Il Dr Grais è una persona sicuramente di alto livello, sgombro il campo da critiche, nessuno esprime dubbi sulla sua presenza e sul rispetto del suo mandato”.
Tony Margiotta, Su: “Mi unisco al coro di coloro che hanno espresso in modo positivo il giudizio sulla figura e sulle competenze del Dr. Grais. Sappiamo dal curriculum che è figura molto competente con esperienze di altissimo livello e che la sua nomina può portare una nuova atmosfera in un luogo che fino a ieri è stato discutibile. Apprezzo il nuovo metodo usato da governo del bando internazionale che ha portato da 47 a 7 figure, fino a 3 nominativi con una riserva. E qui nasce problema, non solo di gossip, ma politico. Non riguarda la persona, ma a livello politico sono costretto a dover sottolineare il fatto. Malgrado la scelta di un nuovo metodo di trasparenza e chiarezza politica e il coinvolgimento di tutta l’Aula, una figura presente nel congresso di Stato ha informato alcuni giornali, e la sera stessa dal Tv di Stato, che il governo si sarebbe riunito per decidere la figura del presidente di Bcsm che sarebbe stata portata in Consiglio senza passare dalla Commissione Finanze, bypassando l’accordo fatto con l’opposizione. C’è un segretario di Stato che non va nella stessa direzione dell’esecutivo, questo è il problema politico. Il mio disappunto non è verso la figura scelta, ma verso un governo che mi preoccupa visto anche le grandi scelte che si dovranno fare per risollevare il Paese”.
Mario Lazzaro Venturini, Ap: “Il risultato finale è stato felice, giudicato tale da tutti coloro che hanno ascoltato il candidato alla presidenza di Bcsm. Mi soffermerei quindi sugli aspetti positivi, la novità del bando internazionale. Il governo non era obbligato a compiere questa scelta innovativa. Poteva proseguire come in passato o rivolgersi a un’agenzia di cacciatori di teste, abbiamo scelto invece la strada del bando che si è rivelata efficace anche se con alcuni errori commessi. Ne ho viste tante di nomine e sono molto contento del risultato raggiunto, pur con qualche errore fatto. In futuro difficilmente potremo tornare indietro. Qualche intervento consiliare si è augurato che fin dai prossimi mesi Bcsm sia più autonoma rispetto la politica, e quando ci si augurano cambiamenti sostanziosi dobbiamo sempre ricordare cosa ci lasciamo alle spalle, parlando di autonomia. Non basta la presenza di quello o quell’altro partito per garantirla. In passato alle riunioni politiche partecipava il presidente di Bcsm, non era un passato lontano, era il 2006-2007, quando al governo c’erano anche Ap e Su, ma la loro presenza non bastava. Allora accennai a una timida protesta ma la cosa provocò reazioni di fastidio. Oggi invece abbiamo un bando internazionale, una scelta sostenuta dal mio gruppo, che ha portato tante domande, 47, che hanno testimoniato come il nostro Paese sia capace di suscitare interesse. Teniamo poi conto che oggi abbiamo un candidato di alto profilo che ha fatto una buona impressione alla politica e il risultato finale giustifica un giudizio più tenue sugli errori del percorso. Il segretario di Stato Capicchioni, malgrado qualche errore, è in buona fede. Quando ci accingiamo ad un percorso così impegnativo bisogna fare in modo che le forze politiche siano coinvolte, qualche informazione in più potevano essere date. Malgrado quindi passaggi discutibili, sottolineo che siamo arrivati ad una buona conclusione”.
Paride Andreoli, Ps: “Siamo arrivati alla fine del percorso di nomina del Presidente di Bcsm, questo percorso quando è partito ha trovato anche in un Odg la condivisione del Ps, per giungere al nobile obiettivo di individuare la migliore figura affinché Bcsm abbia una persona che possa dare lustro e immagine ma anche che possa far sfruttare le possibilità che il sistema sammarinese può avere ancora e concludere una serie di accordi con istituzioni internazionali. Il bando ha visto la partecipazione di 47 candidati, motivo di soddisfazione e immagine per il nostro Paese. Non voglio fare dietrologia, cerchiamo di non ripercorrere il passato, ma ricordo la nomina del precedente presidente, in cui si registrò in Consiglio un 27 pari, poi la ripresentazione della votazione con l’opposizione che uscì dall’Aula e Clarizia fu infine eletto all’unanimità dei presenti. Oggi il bando, da 47 si è passati a 3 candidati da presentarsi a tutte le forze politiche, anche con audizioni in Commissione Finanze. La rosa si è sfoltita si è rimasti a uno cui si è aggiunto il quarto candidato che lei segretario aveva non scartato, ma messo in stand by. Del candidato prescelto, Grais, non posso mettere in discussione il suo curriculum, è persona sicuramente preparata e di grande esperienza, di grande conoscenza ed è vero che al cospetto dei commissari e dei consiglieri che hanno partecipato alla commissione di ieri mattina ha fatto sicuramente una buona impressione. Non me ne voglia Grais, che ha attirato una mia prima stima, abbiamo avuto modo solo di ascoltarlo, ma non anche di avere il piacere e onore di incontrare i tre candidati finalisti. I nomi usciti sulla stampa: nel Paese c’è un problema di fondo, che non si ferma alla politica, prima certe informazioni escono sulla stampa e poi arrivano alle forze politiche. Qualcuno dice che i nomi sono usciti da uno dei nove congressisti, ma la catena è sempre lunga, il passaggio è sempre ben determinato per bruciare tutto il resto. In un colpo solo abbiamo bruciato tutti e tre i candidati che il governo aveva prescelto. Per fortuna è arrivato l’uomo che qualcuno ci ha inviato per far sì che Banca centrale abbia un suo presidente di alto profilo. Ci auguriamo che questo statista del sistema bancario e finanziario possa elevare le funzioni del nostro sistema. Non posso che augurare al prof. Grais un proficuo lavoro”.
Gerardo Giovagnoli, Psd: “Può capitare qualche inciampo, per motivi non imputabili alla maggioranza o al governo, come le rinunce di due candidati. Tutte le persone erano competenti. Qualcuno ha voluto produrre notizie che hanno provocato un danno al processo. C’è stata una fuga di informazioni. La persona responsabile deve sentirsi questa accusa addosso. Non ci sono diecimila possibilità. La presentazione del candidato prima della nomina è un elemento positivo. Non ci si aspetta un salvatore che agisce da solo. Ci si aspetta che Banca Centrale sia collaborativa con il presidente, che porterà un contributo di innovazione ed evoluzione. La volontà di Grais va in una direzione auspicabile che ha a che fare con l’irrobustimento del sistema bancario e finanziario, in secondo luogo con una internazionalizzazione che vediamo come imprescindibile per allargare il nostro mercato. In futuro non potremo contare sul medesimo mercato, limitato, per 5 o 6 banche. Saremmo lieti se il voto definitivo su questo nominativo fosse superiore a quello dei numeri della maggioranza. Il risultato che oggi andiamo a suggellare è un esempio per le prossime casistiche di nomina, in primis quella del direttore. Cosa sarebbero successo se le notizie fossero filtrate prima? Succede spesso in questo Paese che quasi nulla riesca a mantenere segreto. La fuoriuscita nefasta è avvenuta solo negli ultimi tre giorni. Ma spero non ci sia più. Nessuno di noi si aspettava che la prima volta fosse senza problemi. E’ l’inizio di una nuova stagione nella quale chi rappresenta le istituzioni dovrà avere una correttezza di scambio di informazioni efficace. Non ci si aspetti d’altro canto che per ogni questione politica si chiede un’audizione di Banca Centrale. Siamo riusciti a dimostrare che ci poteva essere un candidato non del solito perimetro della penisola, per una questione di atteggiamento culturale e di tradizione. La persona è degna di ricoprire questo incarico”.
Luigi Mazza, Pdcs: “Termina un lungo percorso che ha coinvolto il governo e nella fase finale la commissione Finanze. Cosa vogliamo da Banca Centrale, quale il suo ruolo? Nel 2005 siamo passati da un sistema di vigilanza attraverso l’ispettorato dei crediti e le valute a una esattoria. In Banca Centrale abbiamo visto vigilanza ed esattoria. C’era poi un terzo aspetto, fondamentale: il sostegno al sistema finanziario, con funzioni di stimolo e orientamento. Ciò è venuto meno in certi momenti per la non capacità dei vertici. C’era un sistema a cliente unico con funzione unica, con cliente italiano e funziona di raccolta. Sulle modalità di nomina, fino al 2010 avveniva per legge da una proposta del Congresso di Stato sentito il Comitato di credito e risparmio. Abbiamo modificato la legge. Il presidente di Banca Centrale viene rimesso all’Aula, che deve fare la nomina. Nasce la domanda: su quali basi? Come è difficile realizzare un confronto e un richiamo al fare sistema, se poi emergono i soliti modi? Mercoledì c’è stata la seduta segreta della commissione, ma dopo due ore le notizie erano diffuse. Ci dobbiamo dare delle regole. Con Clarizia e ancora prima veniva chiesto che l’opposozione potesse conoscere soggetti e criteri. Si poteva fare meglio? Sì, come sempre. Ma non posso accettare accuse su un metodo che ha consentito di conoscere ai consiglieri quali erano i soggetti e le loro caratteristiche. Bisogna essere intellettualmente corretti: la procedura adottata è un passo avanti. Al bando hanno partecipato 47 candidati. Rappresenta attenzione internazionale verso il nostro sistema. E’ positivo. Riconoscete che il percorso fatto dal Paese sul fronte internazionale ha contribuito a ciò? Lo riconoscete a questa maggioranza? Fra la rosa dei 7 nomi erano tutti preparati. Il requisito della preparazione internazionale era fondamentale. C’è chi ha detto che la poca conoscenza dell’italiano era un limite. Spero che molti collaboratori di Banca Centrale imparino l’inglese. Il presidente attenda a imparare l’italiano e costringa chi è con lui a imparare l’inglese. Grais è un candidato positivo e idoneo. Speriamo possa confermare con i risultati il rilancio del sistema bancario e finanziario”.

22 gennaio 2016

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